Perché il calcolo inverso non è una moltiplicazione
Dalla RAL al netto si scende per passaggi fissi: contributi, imponibile, IRPEF a scaglioni, detrazioni, addizionali. Nella direzione opposta quella catena non si può invertire con una formula, perché quasi tutti i pezzi dipendono dal risultato che stai cercando. Le detrazioni da lavoro dipendente calano al crescere del reddito, l'ulteriore detrazione del cuneo si spegne gradualmente fra 32.000 e 40.000 euro, le addizionali si applicano per scaglioni.
C'è di più, ed è la parte che i moltiplicatori tipo «netto × 1,4» non possono cogliere: il netto non sale sempre quando sale il lordo. Quando superi la soglia di esenzione dell'addizionale comunale del tuo comune, l'addizionale scatta di colpo su tutto l'imponibile e il netto scende. Lo stesso succede a 15.000 euro di imponibile, dove si perde il trattamento integrativo. Il risultato è che alcuni importi netti non sono raggiungibili da nessuna RAL: sono saltati.
Questo calcolatore cerca la RAL minima che raggiunge il netto richiesto, provando riga per riga invece di stimare. Quando il netto che hai chiesto cade in uno di quei buchi, te lo dice e ti mostra la prima cifra che lo supera.
Chiedi il lordo, non il netto
In trattativa si parla di RAL, non di netto: è l'unico numero che l'azienda può impegnarsi a rispettare. Il netto dipende dal tuo comune, dai familiari a carico e da detrazioni che l'azienda non conosce e non controlla. Porta la RAL, e tieni il netto come verifica per te.
Vale la pena ricordare anche l'altra metà del tavolo: fra contributi a carico del datore, TFR e INAIL, quella RAL costa all'azienda circa il 37% in più. Nella pagina dei risultati trovi la cifra esatta, che è utile sapere prima di sedersi.
Se invece parti dal lordo e vuoi sapere quanto resta, il percorso inverso è il calcolatore dello stipendio netto. Per capire come si legge un cedolino c'è la guida alla busta paga, e per preparare la richiesta come chiedere un aumento.