Check-up guidato

Il tuo check-up finanziario

Passaggio 1 di 8 · Situazione personale

Partiamo dalla tua situazione attuale, poi mettiamo in ordine sicurezza, obiettivi e priorità.

Avanzamento complessivo 0%
1 Liquidità 2 Emergenza 3 Spese previste 4 Lungo termine
Situazione personale 1 di 6 · Età
Quanti anni hai?
Step 1

Partiamo dalla tua situazione personale

In questa prima parte ti facciamo qualche domanda su di te: età, lavoro, famiglia e casa. Servono a calibrare tutto il resto del check-up. Poi attraverseremo, in ordine, i quattro compiti dei tuoi soldi: liquidità, fondo emergenza, spese previste, lungo termine.

Perché queste domande contano

Ognuna di queste risposte sposta qualcosa di concreto: l'età definisce quanto tempo hai davanti, la stabilità del reddito e la famiglia dimensionano il paracadute che ti serve, la casa pesa sulle spese fisse.

Il perché specifico lo trovi domanda per domanda, nel riquadro sotto ogni schermata.

Serve solo a misurare il rischio: con un solo reddito serve un cuscinetto più grande, perché se salta quello non c'è una seconda entrata a fare da rete. Nei prossimi passaggi decidi tu se inserire solo i tuoi numeri o quelli di tutto il nucleo.

Riepilogo

Step 2

Entrate e uscite

Ti chiediamo tre numeri: reddito mensile netto, spese necessarie e spese discrezionali. Da qui esce il tuo margine mensile, la base di tutto il piano. Non serve la precisione al centesimo: stimare è già meglio che non sapere.

Perché queste domande contano

Qui ci servono solo i pezzi dell'equazione: quanto entra e quanto esce. Il margine mensile (il "cash flow") lo calcoliamo noi man mano che scrivi, e lo vedi aggiornarsi in fondo a questo step. Positivo significa che spendi meno di quanto guadagni, negativo che stai consumando riserve.

Distinguiamo due tipi di uscite: le spese necessarie (quelle che pagheresti comunque) e le spese discrezionali (quelle che puoi ridurre). La differenza tra le due è il tuo margine di manovra nei mesi difficili.

Conosci la RAL ma non il netto? Calcolalo in un minuto con il calcolo stipendio netto di Stipendee, poi torna qui: le risposte restano salvate.

Tutto quello che pagheresti comunque anche in un mese difficile: casa, utenze, alimentari, trasporti, assicurazioni, abbonamenti indispensabili.

Non sai il numero? Stimalo per categorie

La somma delle categorie finisce automaticamente nel campo qui sopra.

Le spese che potresti ridurre o azzerare se servisse: sono il tuo margine di manovra.

Non sai il numero? Stimalo per categorie

La somma delle categorie finisce automaticamente nel campo qui sopra.

Spese mensili stimate€0
Margine mensile€0

Riepilogo

Step 3

I tuoi soldi hanno quattro compiti

Da qui in poi il check-up segue questa mappa: quattro compiti, uno per gradino. Sono i quattro pilastri del piano, e si salgono in ordine, dal basso verso l'alto.

  1. Liquidità vivere il mese senza pensieri
    1-2 mesi di spese sul conto corrente
  2. Fondo emergenza il paracadute per gli imprevisti seri
    3-6 mesi di spese, al riparo e subito disponibili
  3. Spese previste i soldi che hanno una data
    strumenti sicuri che scadono prima della spesa
  4. Lungo termine quello che può crescere per decenni
    solo ciò che può restare investito 10 anni o più

Perché quest'ordine: ogni gradino protegge quello sopra. Senza paracadute, il primo imprevisto ti costringe a vendere gli investimenti nel momento peggiore o a indebitarti; senza liquidità, anche una bolletta diventa un problema.

Il check-up li attraversa dal basso. Si parte dal primo compito, la liquidità: i tuoi conti correnti e quanto ti costano ogni anno.

Vuoi il quadro completo del metodo? Leggi "Dai un compito a ogni euro" →

I tuoi conti correnti

Carte di credito, prepagate con canone, carte extra: conta solo quanto ti costano all'anno, non con quale spendi.

Riepilogo

Step 4

Il tuo fondo emergenza

Prima censiamo le tue riserve separate, i conti deposito. Poi, coi tuoi numeri davanti, decidiamo insieme quanto dei tuoi soldi è il paracadute per gli imprevisti seri e dove sta. Non serve avere già le idee chiare: se non sai cosa considerare fondo emergenza, te lo proponiamo noi.

Il concetto chiave: prima il paracadute, poi tutto il resto

Il fondo emergenza è una somma dedicata, separata dal resto, che esiste solo per gli imprevisti gravi: perdita del lavoro, spese mediche improvvise, riparazioni importanti.

Viene prima degli investimenti: senza paracadute, il primo imprevisto ti costringe a vendere nel momento peggiore o a indebitarti. La misura si conta in mesi di spese: si parte da 3 e si sale coi fattori di rischio del tuo profilo. E il primo traguardo che cambia le cose non è il fondo pieno: è il mattone da 1.000 euro.

Quanto è il tuo, e dove sta, lo decidiamo tra poco coi tuoi numeri davanti: prima censiamo le riserve.

Approfondisci: Il fondo di emergenza →

I tuoi conti deposito

Se non ne hai, vai avanti. Il tasso aiuta a confrontare i rendimenti; per i vincolati indica tra quanti mesi si sbloccano: senza quella data non possiamo contarli per le spese previste. Trovi tipo e tasso nell'app della banca o nel foglio informativo.

Riepilogo

Step 5

I tuoi debiti

Un debito a tasso alto costa più di quanto rende qualsiasi investimento: per questo va guardato ora, prima di parlare di obiettivi. Ti chiediamo quali debiti hai e a che tasso: mutuo, prestiti personali, carte revolving, finanziamento auto. L'obiettivo è capire se ce n'è uno da spegnere prima di tutto il resto.

Il concetto chiave: non tutti i debiti sono uguali

Un mutuo a tasso basso è un debito "buono": finanzia un bene reale e non va estinto con urgenza. Carte revolving e prestiti con tassi sopra il 10% sono un'altra cosa: erodono più di quanto qualsiasi investimento possa rendere.

Per confrontare due finanziamenti guarda un solo numero, il TAEG: include interessi, spese e commissioni.

Estinguere un debito costoso è un investimento, il migliore che esista: ogni 1.000 euro usati per spegnere un debito al 15% rendono il 15%, garantito. Nessuno strumento offre questa certezza. Ecco perché i debiti sopra il 10% vengono prima di tutto il resto.

Approfondisci: Debiti buoni e debiti cattivi →

Contano mutuo, prestiti personali, carte revolving e finanziamenti auto. La carta di credito che si azzera ogni mese non è un debito.

Mutuo
Prestito personale
Carta revolving

Solo se rateizzi: la carta di credito che si azzera ogni mese non va inserita, non è un debito.

Finanziamento auto

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Step 6

Le tue spese previste

Terzo compito dei tuoi soldi: le spese che sai già di dover affrontare nei prossimi anni. Ti chiediamo quali spese hai in programma, con importo e data, e se hai già riserve parcheggiate in titoli di Stato, obbligazioni od ETF monetari.

Il concetto chiave: i soldi con una data non si investono

Auto da cambiare, ristrutturazione, matrimonio, master: ogni spesa con una data va abbinata a uno strumento sicuro che scade prima di quella data. Non si investe, si parcheggia bene.

La corrispondenza è semplice: entro 1 anno → conto remunerato, deposito libero, BOT od ETF monetario; 1-3 anni → conto deposito, BOT od ETF monetario; 3-10 anni → BTP od obbligazioni con scadenza vicina alla spesa. Solo oltre i 10 anni si può parlare di azionario.

Perché tanta prudenza: se i mercati scendono del 30% proprio quando la spesa arriva, sei costretto a vendere in perdita. Con una scadenza coerente questo rischio praticamente sparisce.

Approfondisci: I soldi per le spese future →

Spese previste nei prossimi 10 anni

Contano anche se li pensavi come investimento: hanno una scadenza, quindi per il check-up sono capitale prudente, quello che copre le spese con una data. Per questo li chiediamo qui e non nello step sul lungo termine.

Sono ETF, ma non contano come investimenti: il prezzo non oscilla e servono a parcheggiare riserve per le spese vicine.

Riepilogo

Step 7

Il tuo lungo termine

L'ultimo compito dei tuoi soldi: quello che può restare investito per decenni. Ti chiediamo se hai già investimenti e un fondo pensione, su quali strumenti sono, e come ti comporti quando i mercati scendono.

Il concetto chiave: il lungo termine è un posto, non una speranza

Al lungo termine vanno solo i soldi senza una data: quelli che possono restare investiti 10 anni o più. È l'unico posto dove il rischio azionario ha senso, perché c'è il tempo di assorbire i ribassi.

La prima regola è diversificare: un indice mondiale ampio distribuisce il rischio su centinaia di aziende, un'azione singola ti lega al destino di una sola. La seconda è tenere bassi i costi, che si pagano ogni anno comunque vada.

Ma il fattore che decide il risultato è il comportamento: chi vende durante un -20% trasforma un calo temporaneo in una perdita definitiva. Per questo ti chiediamo come reagiresti, e quanto spesso controlli: contano più dello strumento che scegli.

Approfondisci: Investire a lungo termine →

Serve solo a stimare il vantaggio fiscale del fondo pensione (la deducibilità dipende dalla tua aliquota IRPEF). Se non lo indichi, il consiglio resta generico.

Dettaglio investimenti

Titoli di Stato, obbligazioni ed ETF monetari (tipo XEON) li hai già indicati nello step delle spese previste: qui non vanno ricontati.

Riepilogo

Step 8

Rivedi le tue risposte prima di generare il piano

Qui trovi tutto quello che hai inserito, sezione per sezione: correggi quello che vuoi e torni qui, senza rifare il questionario.

Questo strumento ha scopo educativo: spiega regole di base, priorità e buoni esempi di allocazione, ma non costituisce consulenza finanziaria professionale e non sostituisce la tua decisione finale.
Perché te lo chiediamo

Età, stabilità e famiglia sono i tre fattori che cambiano di più il livello minimo di sicurezza che ha senso costruire prima di parlare di investimenti.

Hai già fatto il check-up e hai salvato i tuoi dati?