Report 2026 Osservatorio Stipendi Italia: Retribuzioni, Benessere e Carriera

Questo report raccoglie e interpreta le compilazioni dell'Osservatorio Stipendi nel periodo 21 marzo 2025 - 27 febbraio 2026. Le risposte totali sono 2.010; per le analisi retributive sono state considerate 1.989 osservazioni dopo i filtri di qualità allineati alla dashboard.

L'obiettivo di questo report è offrire una lettura chiara e affidabile del lavoro reale: non una media “ufficiale” nazionale, ma una fotografia concreta costruita sulle esperienze condivise da chi lavora ogni giorno.

Come leggere i numeri del report

Per leggere bene i dati, immaginiamo di mettere tutte le RAL in fila, dalla più bassa alla più alta.

La media è la classica “media aritmetica”: somma di tutte le RAL divisa per il numero di risposte. Serve per capire il livello generale, ma può salire parecchio se nel campione ci sono alcune RAL molto alte.

La mediana, invece, è il valore che sta nel mezzo della fila ordinata: metà delle persone è sotto, metà sopra. Per questo è spesso più utile quando vogliamo capire quale sia il valore più rappresentativo del campione.

I quartili aiutano a capire la dispersione. Il primo quartile è il punto sotto cui cade il 25% delle RAL; il terzo quartile è il punto sotto cui cade il 75%. La fascia tra primo e terzo quartile contiene quindi il 50% centrale dei valori: è la zona dove si concentra il “cuore” del campione.

In sintesi: usiamo media, mediana e quartili insieme perché rispondono a tre domande diverse: qual è il livello generale, qual è il valore tipico e quanto sono distribuiti i valori attorno al centro.

In breve

Quanto si guadagna oggi nel campione osservato

Il baricentro retributivo si colloca a 39.000 euro di mediana, con un intervallo centrale tra 30.736 euro (primo quartile) e 50.200 euro (terzo quartile). Questo significa che la parte più rappresentativa del campione non si trova agli estremi, ma in una fascia intermedia ampia, dove si concentra gran parte delle traiettorie professionali osservate.

Leggere insieme mediana e quartili aiuta a evitare interpretazioni fuorvianti: la mediana racconta il punto di equilibrio, mentre i quartili mostrano l'ampiezza reale delle retribuzioni tipiche. In termini pratici, il mercato osservato appare vario, ma con un centro ben riconoscibile.

La distribuzione conferma questa lettura: 6,6% sotto i 25.000 euro, 28,9% tra 25.000 e 35.000, 27,8% tra 35.000 e 45.000, 20,3% tra 45.000 e 60.000 e 16,5% oltre 60.000. Le fasce 25.000-45.000 coprono oltre la metà del campione, e questo rende quella zona un riferimento utile per confronti e negoziazioni.

Anche le soglie più ricorrenti raccontano un comportamento coerente: 30k, 35k, 40k, 50k e 60k non sono solo numeri frequenti, ma punti di ancoraggio nelle decisioni su offerte, aumenti e cambi di ruolo. In una lettura operativa, funzionano come benchmark concreti.

Grafico a barre della distribuzione RAL per fascia nel campione osservato

RAL per ambito e settore: dove si vedono le differenze

Per aggiungere contesto alla distribuzione generale, abbiamo confrontato la RAL mediana per ambito lavorativo e settore, considerando solo gruppi con almeno 30 risposte. Questo aiuta a capire dove il livello retributivo tende a collocarsi più in alto o più in basso nel campione osservato.

Sugli ambiti, i valori mediani più elevati si osservano in Vendite (45.000 euro, 188 risposte), Marketing (43.000, 55 risposte) e Ricerca (42.000, 117 risposte). Sul lato opposto, tra i gruppi numericamente solidi, troviamo HR (29.038, 38 risposte), poi Customer Support e Legale (35.000).

Sui settori, le mediane più alte emergono in Industria (43.000 euro, 433 risposte), Finanza (42.989, 133 risposte) ed Energia (42.701, 89 risposte). Tra i valori più bassi, con soglia minima rispettata, compaiono Pubblica Amministrazione (31.000, 49 risposte), Ingegneria e Vendite (35.000).

La lettura utile è questa: non esiste un unico benchmark valido per tutti. Nel campione, la RAL cambia in modo rilevante in base al tipo di attività svolta e al settore di appartenenza; per questo i confronti vanno fatti sempre “a parità di contesto”.

Grafico del confronto RAL mediana per settore tra settori con valori più alti e più bassi

Dove si osservano differenze forti sul territorio

Guardando solo la variabile geografica, nei gruppi con almeno 30 risposte emergono differenze nette nelle mediane RAL. Tra i valori più alti nel campione troviamo Friuli-Venezia Giulia (42.483 euro) e Lombardia (42.000).

Sul lato opposto, i valori mediani più contenuti si osservano in Campania (32.750 euro) e Puglia (35.000). Anche regioni con campioni più ampi come Veneto, Emilia-Romagna e Lazio si collocano in fascia intermedia, con profili retributivi diversi tra loro.

Queste differenze non vanno lette come classifica assoluta delle regioni: sono indicatori contestuali utili a confronti realistici. Per una lettura corretta, il dato territoriale va sempre incrociato con ruolo, settore e anzianità.

Grafico a barre della RAL mediana per regione nelle principali aree del campione

Crescita retributiva per seniority ed esperienza

Per capire come cresce davvero la retribuzione nel tempo, è utile leggere insieme seniority ed esperienza: i due indicatori, quando si muovono in parallelo, mostrano con chiarezza dove avvengono i salti di fascia.

La progressione è netta. La mediana passa da 28.000 euro (Entry-Level) a 30.000 (Junior), poi 36.000 (Mid-Level), 45.000 (Senior), 51.000 (Lead), fino a 63.000 (Manager). Nei profili Director, con campione più contenuto, la mediana arriva a 90.000 euro.

La distanza tra i livelli non è solo numerica: riflette anche un cambio di perimetro del ruolo. I salti più evidenti si concentrano quando si passa da posizioni prevalentemente operative a ruoli con più autonomia decisionale, coordinamento e responsabilità sui risultati.

Anche la variabile esperienza conferma il trend: da 28.650 euro per 0-1 anni fino a 54.300 euro oltre i 21 anni. Il salto non è continuo: nei primi anni la crescita tende a essere più graduale, mentre accelera nelle fasi in cui aumenta il peso organizzativo del ruolo.

In chiave operativa, il punto è questo: l'anzianità conta, ma nel campione osservato i cambi di fascia più marcati arrivano quando all'esperienza si affianca un salto reale di responsabilità.

Grafico della RAL mediana per livello di seniority, da Entry-Level a Manager

RAL, ambito e seniority: dove avvengono i salti più netti

In questo passaggio incrociamo tre variabili: RAL mediana, ambito lavorativo e seniority. L'obiettivo non è fare una classifica assoluta, ma capire dove la retribuzione cresce di più quando si sale di livello all'interno dello stesso ambito.

Guardando gli ambiti con almeno 30 risposte, le mediane RAL più alte si osservano in Vendite (45.000 euro, 188 risposte), Marketing (43.000, 55 risposte) e Ricerca (42.000, 117 risposte). Ambiti molto popolosi come IT (36.400, 537 risposte) e Finanza (36.700, 127 risposte) mostrano livelli mediani più bassi ma con una base campionaria ampia.

Il punto chiave emerge quando confrontiamo il passaggio Mid-Level -> Senior. Nel campione, il gap mediano è di circa +13.000 euro in Ricerca, +10.360 in Ingegneria, +9.629 in IT e +8.000 in Vendite. In altri ambiti, come Prodotto e Operations, il salto esiste ma risulta più contenuto.

In pratica, due ambiti possono avere una mediana simile ma una dinamica di crescita molto diversa. Per questo, quando si valuta una traiettoria professionale, è utile guardare insieme livello retributivo attuale e premio economico legato al cambio di seniority.

Modalità di lavoro, contratto e qualità del lavoro

La modalità di lavoro incide in modo visibile anche sul livello retributivo. Nel campione, la RAL mediana passa da 37.000 euro in presenza a 40.000 in ibrido, fino a 42.000 in full remote. In termini pratici, tra presenza e remoto il differenziale è di +5.000 euro (+13,5%).

Anche sul benessere il quadro è coerente: in full remote si osservano 6,7/10 soddisfazione, 6,0/10 stress e 6,3/10 crescita; in ibrido 6,1/10, 6,3/10 e 5,7/10; in presenza 5,6/10, 6,7/10 e 5,2/10. In sintesi, nel campione il lavoro da remoto associa livelli migliori su tutte e tre le metriche.

Guardando il tipo di contratto, il quadro è altrettanto netto: l'indeterminato (1.769 risposte) mostra una mediana di 40.000 euro, contro 28.500 del determinato e 26.000 dell'apprendistato. In altre parole, stabilità contrattuale e livello retributivo nel campione risultano strettamente collegati.

Confronto benessere su scala 1-10 tra presenza, ibrido e full remote

Benessere generale e segnali da monitorare

Dopo la lettura retributiva, vale la pena osservare la qualità del lavoro percepita: è qui che si capisce quanto il compenso sia accompagnato da condizioni sostenibili nel tempo.

Nel quadro complessivo, gli indicatori medi di benessere su scala 1-10 sono: 5,9/10 soddisfazione, 6,4/10 stress, 5,6/10 crescita percepita. La pressione resta quindi più alta del livello medio di benessere.

Questo squilibrio è importante perché non incide solo sul clima lavorativo, ma anche sulle decisioni di carriera. Quando stress e soddisfazione si allontanano, aumenta la probabilità che le persone valutino un cambio anche in presenza di una RAL competitiva.

Il dato sulla crescita percepita (5,6/10) aggiunge un altro elemento: molte persone vedono margini di miglioramento, ma non abbastanza forti da compensare sempre carico e pressione. Per aziende e team HR è un segnale operativo su cui agire con percorsi di sviluppo più chiari e sostenibili.

Guardando la distribuzione per seniority, da Junior a Manager cresce la RAL mediana (30.000 -> 63.000 euro), ma cresce anche la pressione organizzativa. Su scala 1-10, la soddisfazione passa da 5,8 (Junior) a 6,4 (Manager), lo stress da 5,9 a 7,1, la crescita percepita da 5,6 a 6,1. Quindi la progressione economica si accompagna a più stress, non a meno.

Per ambito, emergono differenze nette su tutte e tre le metriche: Data Science mostra un profilo più equilibrato (6,2/10 soddisfazione, 6,0/10 stress, 6,2/10 crescita), mentre Prodotto e Vendite hanno stress più alto (7,2/10 e 7,0/10) con soddisfazione e crescita più moderate. In HR il quadro è più critico: 5,2/10 soddisfazione, 6,9/10 stress, 5,3/10 crescita.

Per settore (considerando solo gruppi con almeno 30 risposte), i livelli di stress più alti si osservano in Alimentare (6,4/10 soddisfazione; 7,3/10 stress; 5,6/10 crescita) e Marketing (5,2/10; 7,1/10; 5,4/10).

La relazione con la RAL esiste, ma va letta con cautela. Nel campione, tra stipendio e soddisfazione c'è un legame presente ma non forte: in media, quando la RAL sale, la soddisfazione tende a migliorare, ma non succede allo stesso modo per tutte le persone. Tra stipendio e stress, invece, il legame è molto debole: avere una RAL più alta non basta, da solo, a ridurre la pressione quotidiana. In sintesi, il compenso conta, ma organizzazione del lavoro, carichi e prospettive restano determinanti per il benessere.

Un altro indicatore utile è la percezione dello stipendio. Quando le persone si percepiscono sottopagate, il segnale non riguarda solo la RAL ma anche il benessere complessivo.

La distanza tra questi gruppi è netta: quando la percezione economica peggiora, peggiorano insieme anche soddisfazione e prospettive di crescita, mentre lo stress tende ad aumentare.

Confronto tra percezione dello stipendio, RAL mediana e metriche di benessere su scala 1-10

Titolo di studio, ambito formativo e traiettoria nel tempo

Nota di lettura: in questa sezione tutti i valori riportati sono mediane calcolate sul sottocampione con primo stipendio ed esperienza compilati.

Questa parte va letta in tre passaggi: da dove si parte (primo stipendio), dove si arriva (RAL attuale) e con quale velocità (crescita annua). Solo così il confronto tra percorsi resta davvero comparabile.

Partiamo dal titolo di studio. Prima il livello di ingresso:

Poi il livello retributivo raggiunto oggi:

Con lo stesso schema, guardiamo l'ambito formativo. Prima la base di ingresso:

E poi la RAL mediana attuale:

A questo punto entra in gioco la velocità di progressione: la crescita annua mediana della RAL per titolo di studio (ordine decrescente) è:

Per ambito formativo, la crescita annua mediana (ordine decrescente) è:

In pratica: per valutare bene un percorso retributivo non basta guardare la RAL di oggi. Va confrontata con il primo stipendio e con la velocità media di crescita anno su anno.

Ore extra settimanali e impatto sul quadro complessivo

In questa sezione la variabile chiave è il numero di ore lavorate in più (o in meno) rispetto al contratto. Nel campione, chi dichiara ore extra è circa un terzo del totale: un volume troppo ampio per essere considerato marginale.

La lettura economica e di benessere è netta: chi lavora ore in più mostra una RAL mediana più alta (44.000 euro) rispetto al gruppo in linea col contratto (36.000), ma anche uno stress nettamente superiore (7,3/10 contro 6,0/10). In altre parole, nel campione le ore extra si associano a un “premio” economico, ma con un costo più alto in termini di pressione.

Guardando chi le fa più spesso, le ore extra ricorrenti si concentrano soprattutto nelle fasi iniziali e intermedie del percorso: i tassi più alti si osservano tra Entry-Level, Junior e Mid-Level, mentre si riducono nelle seniority più alte.

Il quadro si rafforza nelle fasce più intense: tra chi dichiara 11-15 ore in più la RAL mediana sale a 50.000 euro, ma lo stress arriva a circa 8,0/10. La soddisfazione non cresce in modo proporzionale, mentre la percezione di crescita migliora solo in parte.

Nota metodologica importante: il dataset non contiene un campo diretto che dica se le ore extra sono esplicitamente retribuite come straordinari. Possiamo quindi osservare associazioni tra ore lavorate, RAL e benessere, ma non distinguere in modo certo tra straordinari pagati e non pagati.

Benefit come leva retributiva e di benessere

Il capitolo benefit è uno dei più rilevanti del report: non riguarda solo gli “extra”, ma la qualità complessiva del pacchetto retributivo. Nel campione, i benefit più diffusi sono:

Il 12,1% dichiara nessun benefit. Già questo dato segnala una forte eterogeneità: nel mercato osservato convivono pacchetti molto strutturati e pacchetti minimi.

Quando passiamo dal “quale benefit” al “quanti benefit”, il quadro diventa ancora più netto. Al crescere del numero di benefit, cresce anche la RAL mediana e migliorano soddisfazione e crescita percepita.

Il salto tra estremi è sostanziale: da 0 a 3+ benefit la mediana cresce di circa 8.200 euro, la soddisfazione sale di quasi +0,9 punti su 10 e la crescita percepita di circa +1,0 punto.

Grafico del numero di benefit dichiarati con RAL mediana e crescita percepita

Anche la lettura per singolo benefit offre indicazioni utili. In media, i differenziali RAL più alti si osservano nei gruppi che dichiarano auto, previdenza, convenzioni e assicurazione. Sul benessere, i segnali più robusti si vedono in formazione, trasporti e previdenza, soprattutto sulla crescita percepita.

Non tutti i benefit, però, discriminano allo stesso modo: i buoni pasto sono molto diffusi e funzionano più come standard di mercato che come vero elemento differenziante sul livello retributivo.

Nel campione osservato, i benefit incidono in modo concreto: quando aumentano numero e qualità del pacchetto, cresce sia il livello retributivo sia la percezione di crescita professionale.

Punti sensibili e limiti del campione

Il report include anche insight sensibili, trattati con cautela. Nel campione la composizione di genere è sbilanciata (86,5% uomini; 13,4% donne), quindi le differenze osservate non sono automaticamente estendibili all'intero mercato nazionale.

Nel campione osservato, la mediana RAL è 40.000 euro per uomini e 35.000 per donne (gap di 5.000 euro). Il dato è utile come segnale, non come misura ufficiale nazionale.

Lo stesso principio vale per tutti i confronti: questo report descrive pattern rilevati in una community in crescita, non una statistica ufficiale dell'intera forza lavoro italiana.

Contribuisci e approfondisci

Questo report è una fotografia viva del lavoro in Italia: la dashboard Osservatorio si aggiorna a ogni nuova compilazione, quindi i trend evolvono in tempo reale insieme ai contributi della community.

Se vuoi rafforzare questa fotografia e renderla più utile per tutti, il contributo più importante è partecipare direttamente alla raccolta dati.

Accanto all'Osservatorio, mettiamo a disposizione anche altri strumenti dedicati alla crescita professionale:

Il report è rappresentativo di tutta l'Italia?

No, non è una statistica ufficiale dell'intera popolazione lavorativa italiana. Il report nasce da compilazioni volontarie della community e descrive quindi un campione reale, ma non probabilistico. Il suo valore sta nel mostrare trend concreti e dinamiche operative utili, da leggere sempre come fotografia del campione osservato.

Perché alcune analisi usano 1.989 risposte e non 2.010?

Le 2.010 sono le compilazioni totali raccolte nel periodo considerato. Per le analisi retributive, però, applichiamo filtri di qualità coerenti con la dashboard: soglia minima RAL e rimozione degli outlier estremi. Per questo i calcoli economici si basano su 1.989 osservazioni, così da ridurre il rumore statistico e rendere i confronti più affidabili.

Come va letto il dato su differenze di genere?

Va letto come un segnale di attenzione, non come una sentenza definitiva sul mercato nazionale. Le differenze osservate nel campione sono utili per evidenziare possibili criticità, ma la composizione del dataset può influenzare l'ampiezza del divario. La lettura corretta è quindi contestuale: il dato orienta le domande giuste, non chiude il tema in modo assoluto.

Ogni quanto si aggiorna la dashboard Osservatorio?

La dashboard si aggiorna in tempo reale a ogni nuova compilazione del questionario. Questo significa che grafici e distribuzioni possono cambiare progressivamente anche nel corso della giornata, man mano che arrivano nuovi dati. Puoi seguirla sempre nella dashboard Osservatorio.

Qual è la RAL media e mediana nel campione osservato?

Nel campione osservato la RAL mediana è 39.000 euro e la media è 43.239 euro. La mediana è utile per leggere il valore più tipico, mentre la media è più sensibile alle retribuzioni molto alte o molto basse.

Quali settori mostrano le RAL mediane più alte nel report?

Tra i settori con numerosità adeguata, le mediane più alte si osservano in Industria, Finanza ed Energia. Per leggere bene il dato è utile incrociarlo con seniority, ambito professionale e area geografica.

Come usare i dati dell'Osservatorio per negoziare lo stipendio?

Per negoziare in modo più efficace conviene usare benchmark contestuali: livello di seniority, ambito, settore, territorio e modalità di lavoro. Questo aiuta a costruire una richiesta più solida e coerente con il mercato osservato.