Percorso I 4 compiti dei soldi · tappa 7 di 10
Titoli di Stato per chi parte da zero: la guida a BOT e BTP
BOT e BTP sono il modo più antico e più semplice di far rendere i risparmi in Italia: presti soldi allo Stato, lo Stato te li restituisce a una data concordata, e nel frattempo ti paga. Per il metodo dei 4 compiti dei soldi sono gli strumenti principe delle spese con una data: scegli un titolo che scade poco prima della spesa e sai dal primo giorno quanto incasserai.
Questa pill li spiega partendo da zero: niente gergo, solo il meccanismo, i numeri e le istruzioni pratiche.
Cosa sono: un prestito allo Stato
Quando compri un titolo di Stato, presti allo Stato italiano il valore nominale del titolo, che per BOT e BTP si compra in tagli da 1.000 euro. Lo Stato si impegna a restituirti quel valore alla scadenza. I prezzi si esprimono in centesimi del nominale: "100" significa il valore pieno, "98,5" significa il 98,5%.
Le due famiglie che interessano un risparmiatore sono:
- BOT (Buoni Ordinari del Tesoro): durano al massimo 12 mesi e non pagano cedole.
- BTP (Buoni del Tesoro Poliennali): durano da 18 mesi a 50 anni e pagano una cedola fissa, di regola ogni 6 mesi. Le emissioni pensate per i risparmiatori, come BTP Valore e BTP Più, la pagano anche ogni 3.
Il BOT: guadagni senza cedole
Il BOT non paga interessi periodici: si compra sotto 100 e rimborsa 100. Il guadagno sta tutto nella differenza, lo scarto d'emissione. Esempio: compri un BOT a 12 mesi a 98,5. Su 10.000 euro di nominale paghi 9.850 euro, e alla scadenza ne incassi 10.000: 150 euro di guadagno lordo, circa l'1,5%. Al netto: l'imposta del 12,5% ne toglie 19, il bollo dello 0,20% sul valore altri 20 circa, e in tasca restano circa 111 euro. Semplice, prevedibile, senza sorprese: per questo il BOT è lo strumento naturale delle spese previste entro l'anno.
Il BTP: una cedola ogni sei mesi
Il BTP paga una cedola fissa semestrale e rimborsa 100 alla scadenza. Esempio: un BTP a 4 anni con cedola annua del 3%, comprato a 100. Su 10.000 euro di nominale incassi 150 euro lordi ogni 6 mesi (131 netti), per 8 volte, più il rimborso finale di 10.000 euro. Il conto di fine corsa: 1.200 euro lordi di cedole, che diventano 1.050 dopo l'imposta del 12,5% e circa 970 tolti anche gli 80 euro di bollo (0,20% all'anno per 4 anni), col capitale che torna intero.
Ogni pallino è una cedola semestrale: 150 € lordi, 131 € netti. Totale a scadenza: 1.200 € lordi, 1.050 € dopo il 12,5%, circa 970 € tolto anche il bollo dello 0,20% annuo, più il capitale intero (BTP a 4 anni, cedola 3%, comprato a 100)
Prezzo e tassi: l'altalena
Tra l'acquisto e la scadenza, il prezzo del titolo si muove ogni giorno sul mercato. La regola è una sola e vale sempre: quando i tassi di mercato salgono, i prezzi dei titoli già emessi scendono, e viceversa. Il motivo è intuitivo: se i titoli nuovi pagano cedole più alte, quelli vecchi con cedole più basse diventano meno appetibili, e per venderli serve uno sconto. Più la scadenza è lontana, più il prezzo oscilla.
Qui sta il punto che rende i titoli di Stato perfetti per le spese con una data: l'oscillazione riguarda solo chi vende prima. Se scegli la scadenza poco prima della spesa e porti il titolo fino in fondo, il rimborso è quello scritto dal primo giorno.
Le tasse: il 12,5% e gli altri vantaggi
I titoli di Stato hanno il trattamento fiscale più favorevole tra gli strumenti di risparmio:
- 12,5% su cedole e guadagni, contro il 26% di depositi, conti e strumenti ordinari. A parità di rendimento lordo, un titolo di Stato batte quasi sempre un deposito.
- Esenti dall'imposta di successione.
- Fuori dall'ISEE fino a 50.000 euro (insieme agli altri prodotti del risparmio postale garantito), un dettaglio che conta per chi ha figli all'università o richiede prestazioni legate all'ISEE.
Resta dovuta l'imposta di bollo dello 0,20% annuo sul valore, come per gli altri strumenti finanziari.
Come si comprano
Serve un conto titoli: il deposito, collegato al conto corrente, dove banca o broker custodiscono i tuoi titoli. Da lì le strade sono due:
- In asta, al momento dell'emissione: si prenota in banca o dall'app nei giorni del collocamento, seguendo il calendario pubblicato dal MEF. Per i BOT le commissioni bancarie sono fissate per decreto, da un massimo di 0,03% a 0,15% a seconda della durata.
- Sul MOT, il mercato di Borsa Italiana, in qualsiasi momento: si compra e si vende come un'azione, al prezzo del giorno, con le commissioni di negoziazione del proprio intermediario.
Per una spesa prevista la logica è semplice: cerca un titolo che scade poco prima della data, guarda il rendimento netto e confrontalo con un deposito vincolato di pari durata. Il check-up finanziario ti aiuta a capire quali delle tue spese previste sono già coperte e per quali ha senso un titolo a scadenza.
Per quali obiettivi hanno senso
Nel metodo dei 4 compiti dei soldi, BOT e BTP lavorano nel contenitore delle spese previste: BOT per le date entro l'anno, BTP con scadenza coerente per quelle più lontane. Non sono invece la casa del fondo di emergenza, che vuole accesso immediato senza passare da una vendita. E attenzione a usarli come investimento di lungo termine: più la scadenza è lontana, più il prezzo oscilla. Un BTP a 30 anni comprato senza una spesa a cui abbinarlo funziona solo se sei certo di portarlo fino in fondo; se i soldi ti servono prima e nel frattempo i tassi sono saliti, vendere può costare caro.