Percorso I 4 compiti dei soldi · tappa 7 di 10
Titoli di Stato per chi parte da zero: la guida a BOT e BTP
Hai una spesa fra due anni e i soldi fermi sul conto corrente, dove non rendono niente. Un titolo di Stato che scade a ridosso di quella data ti dice oggi, all'euro, quanto incasserai: presti soldi allo Stato, lo Stato te li restituisce alla scadenza concordata, e nel frattempo ti paga.
Nel metodo dei 4 compiti dei soldi BOT e BTP sono gli strumenti delle spese con una data. Il loro mestiere è dare una cifra certa a una data certa, con un'imposta sul guadagno del 12,5% invece del 26%. Il rendimento massimo si cerca altrove.
Cosa sono: un prestito allo Stato
Quando compri un titolo di Stato, presti allo Stato italiano il valore nominale del titolo, che per BOT e BTP si compra in tagli da 1.000 euro. Lo Stato si impegna a restituirti quel valore alla scadenza. I prezzi si esprimono in centesimi del nominale: "100" significa il valore pieno, "98,5" significa il 98,5%.
Le due famiglie che interessano un risparmiatore sono:
- BOT (Buoni Ordinari del Tesoro): durano al massimo 12 mesi e non pagano cedole.
- BTP (Buoni del Tesoro Poliennali): durano da 18 mesi a 50 anni e pagano una cedola fissa, di regola ogni 6 mesi. Le emissioni pensate per i risparmiatori, come BTP Valore e BTP Più, la pagano anche ogni 3.
Il BOT: guadagni senza cedole
Il BOT non paga interessi periodici: si compra sotto 100 e rimborsa 100. Il guadagno sta tutto nella differenza, lo scarto d'emissione.
Facciamo il conto su un BOT a 12 mesi comprato a 98,5, prezzo preso come esempio: quello vero esce dall'asta e cambia a ogni emissione. Su 10.000 euro di nominale paghi 9.850 euro e alla scadenza ne incassi 10.000, quindi 150 euro di guadagno lordo. L'imposta del 12,5% ne toglie 19, il bollo dello 0,20% sul valore altri 20. In tasca restano 111 euro: tre quarti scarsi del lordo, con il bollo che è costato più dell'imposta.
Il BTP: una cedola ogni sei mesi
Il BTP paga una cedola fissa semestrale e rimborsa 100 alla scadenza. Esempio: un BTP a 4 anni con cedola annua del 3%, comprato a 100. Su 10.000 euro di nominale incassi 150 euro lordi ogni 6 mesi (131 netti), per 8 volte, più il rimborso finale di 10.000 euro. Il conto di fine corsa: 1.200 euro lordi di cedole, che diventano 1.050 dopo l'imposta del 12,5% e circa 970 tolti anche gli 80 euro di bollo (0,20% all'anno per 4 anni), col capitale che torna intero.
Ogni pallino è una cedola semestrale: 150 € lordi, 131 € netti. Totale a scadenza: 1.200 € lordi, 1.050 € dopo il 12,5%, circa 970 € tolto anche il bollo dello 0,20% annuo, più il capitale intero (BTP a 4 anni, cedola 3%, comprato a 100)
Le cedole arrivano sul conto e sta a te decidere cosa farne. Spese o reinvestite non è la stessa cosa: su una scadenza lunga la differenza tra le due scelte la quantifichi con il calcolatore dell'interesse composto.
Quanto rendono oggi BOT e BTP
Il rendimento dei titoli di Stato cambia a ogni asta e ogni giorno sul mercato. Qualunque cifra letta in un articolo, incluso questo, quando la leggi è già vecchia. Quella che conta è del titolo che hai davanti nel momento in cui compri, e si trova in due posti: i risultati delle aste pubblicati dalla Banca d'Italia e il listino del MOT su Borsa Italiana.
Quello che resta fermo è il modo di leggerlo. Il numero pubblicizzato è sempre il rendimento lordo annuo, e per arrivare a quello che ti resta servono due passaggi:
- togli il 12,5% di imposta sul guadagno;
- togli l'imposta di bollo dello 0,20% annuo sul controvalore, che si paga a prescindere dal rendimento.
Su un titolo a 12 mesi la regola rapida è: rendimento lordo per 0,875, meno 0,20 punti. Un 2% lordo vale così l'1,55% netto, un 3% lordo il 2,43%. Per un conto deposito il moltiplicatore è 0,74, perché l'imposta è il 26%. A parità di lordo il titolo di Stato resta davanti, e su un lordo del 3% il vantaggio vale poco più di 40 punti base l'anno.
C'è un'asimmetria che sfugge spesso: l'imposta si calcola sul guadagno, il bollo sul capitale. Il bollo quindi non si accorge se il titolo ha reso poco, ed è il motivo per cui nell'esempio del BOT costava più dell'imposta. A un rendimento lordo dell'1% lo 0,20% di bollo si porta via un quinto di quello che hai guadagnato.
Prezzo e tassi: l'altalena
Tra l'acquisto e la scadenza, il prezzo del titolo si muove ogni giorno sul mercato. La regola è una sola e vale sempre: quando i tassi di mercato salgono, i prezzi dei titoli già emessi scendono, e viceversa. Il motivo è intuitivo: se i titoli nuovi pagano cedole più alte, quelli vecchi con cedole più basse diventano meno appetibili, e per venderli serve uno sconto. Più la scadenza è lontana, più il prezzo oscilla.
Qui sta il punto che rende i titoli di Stato perfetti per le spese con una data: l'oscillazione riguarda solo chi vende prima. Se scegli la scadenza poco prima della spesa e porti il titolo fino in fondo, il rimborso è quello scritto dal primo giorno.
Le tasse: il 12,5% e gli altri vantaggi
I titoli di Stato hanno il trattamento fiscale più favorevole tra gli strumenti di risparmio:
- 12,5% su cedole e guadagni, contro il 26% di depositi, conti e strumenti ordinari.
- Esenti dall'imposta di successione.
- Fuori dall'ISEE fino a 50.000 euro per nucleo familiare, insieme ai buoni fruttiferi e ai libretti di risparmio postale. La regola arriva dall'articolo 1, comma 183, della Legge n. 213 del 30 dicembre 2023, attuata dal DPCM 14 gennaio 2025, n. 13, ed è operativa sulle DSU da aprile 2025. Conta per chi chiede borse di studio, tariffe universitarie o altre prestazioni legate all'ISEE.
Resta dovuta l'imposta di bollo dello 0,20% annuo sul valore, come per gli altri strumenti finanziari.
Come si comprano
Serve un conto titoli: il deposito, collegato al conto corrente, dove banca o broker custodiscono i tuoi titoli. Da lì le strade sono due:
- In asta, al momento dell'emissione: si prenota in banca o dall'app nei giorni del collocamento, seguendo il calendario pubblicato dal MEF. Sui BOT le commissioni bancarie massime sono fissate per decreto e crescono con la durata, da 0,03% a 0,15% del capitale. Se dall'asta esce un prezzo pari o superiore a 100 non sono dovute affatto.
- Sul MOT, il mercato di Borsa Italiana, in qualsiasi momento. Si compra e si vende come un'azione, al prezzo del giorno, con le commissioni del proprio intermediario.
Per una spesa prevista la logica è semplice. Cerca un titolo che scade poco prima della data, calcola il rendimento netto e confrontalo con un deposito vincolato di pari durata. Il check-up finanziario ti dice quali delle tue spese previste sono già coperte e per quali serve uno strumento a scadenza.
Per quali obiettivi hanno senso
Nel metodo dei 4 compiti dei soldi, BOT e BTP lavorano nel contenitore delle spese previste: BOT per le date entro l'anno, BTP con scadenza coerente per quelle più lontane. Non sono invece la casa del fondo di emergenza, che vuole accesso immediato senza passare da una vendita.
Il limite arriva quando li si usa come investimento di lungo termine. Un BTP a 30 anni è la scadenza più esposta all'altalena. Comprato senza una spesa a cui abbinarlo funziona solo se sei certo di arrivare in fondo: se i soldi ti servono prima e i tassi nel frattempo sono saliti, vendere costa.
Questa pill ha finalità informative e non è una consulenza finanziaria né una raccomandazione di investimento. Rendimenti, prezzi e condizioni di collocamento cambiano a ogni emissione: prima di comprare, controlla i dati aggiornati sul sito del MEF e del tuo intermediario.