Come cercare lavoro: da dove iniziare e quali canali usare
Mandi curriculum da settimane e non ti richiama nessuno. Prima di riscrivere il CV, guarda dove si rompe la catena. Quasi mai è il contenuto. È il canale sbagliato, la candidatura uguale per tutti, un profilo LinkedIn che nessun recruiter trova cercando. Se invece il problema è proprio il documento, le regole di formato che lo rendono leggibile dai gestionali stanno nella pill su come scrivere un CV efficace.
Il mercato del lavoro oggi: cosa devi sapere
Secondo il Talent Report 2026 di LinkedIn, il 93% dei recruiter aumenterà l'uso di strumenti AI quest'anno, e il 66% lo farà proprio sulla selezione iniziale. La prima lettura del tuo curriculum, in molte aziende, non la fa una persona.
Da qui discendono le due cose che cambiano davvero il tuo modo di candidarti. Un CV che non riprende i termini dell'annuncio non emerge nelle ricerche interne, per quanto sia scritto bene. E i profili che uniscono competenza tecnica e capacità relazionali passano davanti ai titoli: in molti annunci la competenza tecnica richiesta è ormai l'uso quotidiano di strumenti AI.
Meglio poche candidature mirate o tante generiche
Dieci candidature personalizzate rendono più di cento generiche. E costano meno tempo di quanto sembri: cambi il profilo iniziale e l'ordine delle competenze, non tutto il CV.
Per ogni candidatura:
- Leggi attentamente l'annuncio e identifica le parole chiave
- Adatta il profilo iniziale del CV alla posizione specifica
- Evidenzia le esperienze più rilevanti per quel ruolo
- Personalizza la lettera di presentazione (se richiesta)
Il vantaggio è doppio: superi il filtro automatico, che cerca proprio quei termini, e arrivi alla persona con un CV che parla del suo annuncio.
Da fare una volta sola: con il CV Builder di Stipendee salvi una versione "master" del CV. Poi la adatti a ogni annuncio. Esporti il salvataggio, cambi il profilo iniziale, riscarichi il PDF.
Come ottimizzare il profilo LinkedIn per farti trovare
I recruiter non scorrono i profili. Cercano, con filtri su titolo, competenze e area. Esserci non basta: se le parole che usano loro nel tuo profilo mancano, per quella ricerca non esisti.
Cosa sistemare, in ordine
- Foto professionale: un profilo senza foto viene aperto molto meno. È la modifica che costa meno tempo di tutte
- Headline strategica: al job title aggiungi cosa sai fare e per chi (es. "Marketing Manager | B2B SaaS | Demand Generation & Growth")
- Sommario ricco di keyword: scrivi in prima persona, includi le competenze chiave che i recruiter cercano
- Esperienze con risultati: come nel CV, usa numeri e risultati concreti
- Competenze confermate: chiedi endorsement ai colleghi per le skill più importanti
Attiva "Open to Work" (nel modo giusto)
LinkedIn offre la funzione "Open to Work" con due opzioni:
- Visibile solo ai recruiter: i recruiter possono trovarti più facilmente senza che il tuo attuale datore di lavoro lo sappia
- Visibile a tutti: aggiunge il frame verde alla foto. Utile se sei disoccupato, ma può segnalare "disperazione" in alcuni contesti
Se sei ancora in azienda, scegli la visibilità solo per i recruiter. Il frame verde è pubblico, e lo vede anche il tuo datore di lavoro.
Usa i filtri avanzati
Il filtro "Meno di 10 candidati" mostra gli annunci ancora poco affollati. Serve a questo: meno gente in coda, più probabilità che il tuo CV venga aperto da una persona.
Siti per cercare lavoro: quale conviene per il tuo profilo
Non tutte le piattaforme sono uguali. Scegli in base al tuo profilo:
| Piattaforma | Ideale per |
|---|---|
| Profili qualificati, ruoli corporate, networking | |
| Indeed | Volume alto, tutti i settori e livelli |
| InfoJobs | Mercato italiano, PMI |
| Wellfound (ex AngelList) | Startup, tech, digital |
| Glassdoor | Recensioni aziende + offerte |
| Siti aziendali | Candidature dirette alle aziende target |
Due o tre canali seguiti con costanza rendono più di sei controllati ogni tanto. Gli annunci migliori restano aperti pochi giorni: quello che conta è vederli presto.
Quando un annuncio dichiara la RAL, traducila in netto mensile prima di rispondere. È l'unico modo per confrontarla con quello che prendi adesso: lo fa il calcolatore di stipendio netto. Per capire se quella cifra è in linea con il tuo ruolo e la tua zona, il riferimento è l'Osservatorio Stipendi.
Le candidature spontanee
Scrivere a un'azienda che non ha annunci aperti sembra tempo perso, e invece è il canale con meno concorrenza in assoluto: quando esce un annuncio alla stessa casella arrivano centinaia di CV, quando non c'è ne arrivano pochissimi.
Come si fa una candidatura spontanea che non finisce nel cestino:
- Identifica le aziende target nel tuo settore
- Trova il contatto giusto (HR manager, hiring manager del team)
- Scrivi un messaggio breve e specifico: perché loro, cosa puoi portare
- Allega un CV personalizzato per quell'azienda
- Fai follow-up dopo 1-2 settimane se non ricevi risposta
Networking: come si fa senza chiedere favori
Molte posizioni si chiudono su segnalazione, prima ancora di essere pubblicate. Non sono raccomandazioni. Chi assume parte volentieri da un nome che qualcuno di fidato ha già visto lavorare.
Come fare networking efficace:
- LinkedIn: connettiti con professionisti del tuo settore, commenta i loro post, condividi contenuti di valore
- Eventi: partecipa a meetup, conferenze, webinar del tuo settore
- Ex colleghi: mantieni i contatti, aggiornali sulla tua ricerca
- Alumni: i gruppi di ex studenti della tua università sono una risorsa sottovalutata
Offri qualcosa prima di chiedere: una presentazione, una segnalazione, una risposta utile. Il momento giusto è adesso, non quando ti serve. Un contatto costruito mesi prima vale molto più di un messaggio scritto il giorno del bisogno.
Sviluppa le competenze giuste
Due parole che troverai spesso negli annunci e nei percorsi di formazione aziendale:
- Reskilling: imparare competenze nuove per cambiare mestiere
- Upskilling: aggiornare quelle che già hai
Nelle ricerche dei recruiter compaiono soprattutto due cose: l'uso operativo degli strumenti AI e la capacità di leggere dati. Sono anche le più facili da dimostrare. Basta un progetto con un numero attaccato.
Quanto tempo ci vuole per trovare lavoro
Si ragiona in mesi, non in settimane: da due a sei è l'ordine di grandezza con cui conviene organizzarsi. A spostare il risultato non è il numero di candidature ma la costanza settimanale, quindi vale la pena trattarla come un'attività ricorrente:
- Crea una routine: dedica un tempo fisso ogni giorno o settimana alla ricerca
- Traccia le candidature: usa un foglio Excel o un tool come Notion per tenere traccia di dove hai applicato, quando, e lo stato
- Imposta alert: attiva le notifiche su LinkedIn e Indeed per ricevere nuove offerte che corrispondono ai tuoi criteri
- Prepara i colloqui: studia l'azienda prima di ogni colloquio, prepara domande da fare
- Metti in conto i no: sono la parte più numerosa del processo. Sulle candidature spontanee la percentuale di risposta è fisiologicamente bassa
Un'ultima cosa da fare prima del colloquio, non dopo: tradurre la RAL dell'annuncio in netto mensile. È il numero su cui poi si tratta, e arrivarci impreparati significa negoziare al buio. Il CV per quella candidatura lo prepari dal CV Builder partendo dalla versione master.
Offerte da evitare: i segnali d'allarme
Non tutte le offerte sono legittime. Diffida se:
- L'azienda non ha un sito web o presenza online verificabile
- Ti chiedono di pagare per candidarti o per formazione obbligatoria
- Promettono guadagni irrealistici ("1.000 euro a settimana lavorando da casa!")
- L'annuncio è vago su ruolo, azienda e responsabilità
- Ti chiedono dati sensibili (IBAN, documenti) prima del colloquio
- Il processo è troppo veloce ("sei assunto!" dopo 5 minuti)