Percorso I 4 compiti dei soldi · tappa 4 di 10

Il conto deposito: cos'è, quando usarlo e quanto rende davvero al netto

Il conto deposito è lo strumento più semplice per far rendere i soldi che non devono correre rischi: la riserva per gli imprevisti e i risparmi in attesa di un compito. Funziona come un salvadanaio remunerato presso una banca, con una garanzia pubblica fino a 100.000 euro. Semplice però non vuol dire banale: tra libero, vincolato e svincolabile, tasse e bollo, il rendimento vero si capisce solo guardando il netto.

Questa è la quarta tappa del metodo dei 4 compiti dei soldi: il quadro completo è nella pill come organizzare i soldi, e il primo inquilino tipico del conto deposito è il fondo di emergenza.

Cos'è e in cosa è diverso dal conto corrente

Il conto deposito serve solo a custodire soldi e maturare interessi: niente bancomat, niente domiciliazioni, niente bonifici verso terzi. Si appoggia a un conto corrente "di riferimento", l'unico da cui e verso cui si muovono i soldi. Questa semplicità è il suo vantaggio: costi quasi sempre a zero, tassi più alti di qualsiasi conto corrente e una separazione naturale tra i soldi di tutti i giorni e quelli messi da parte.

Libero, vincolato o svincolabile

Tutta la scelta ruota attorno a uno scambio: più libertà di prelievo vuoi, meno interessi ti riconosce la banca.

Libero

Rende
Libertà

Prelevi quando vuoi, senza condizioni.

Svincolabile

Rende
Libertà

Esci prima della scadenza rinunciando a parte degli interessi.

Vincolato

Rende
Libertà

Soldi bloccati fino alla scadenza del vincolo.

Lo scambio del conto deposito: più il vincolo è rigido, più il tasso sale. Le barre sono indicative, i tassi reali cambiano nel tempo e da banca a banca.

Il deposito libero

Nessun vincolo: versi e prelevi quando vuoi, gli interessi maturano sul saldo. È la forma più flessibile e per questo la meno remunerata. È una casa naturale per il fondo di emergenza.

Il deposito vincolato

Blocchi una somma per un periodo definito, tipicamente da 3 mesi a 4-5 anni, in cambio del tasso più alto. Fino alla scadenza quei soldi non si toccano: per questo va usato solo per cifre che hai già deciso di non muovere, per esempio una spesa prevista con data coerente con la scadenza del vincolo.

Il deposito svincolabile

La via di mezzo: formalmente vincolato, ma con la possibilità di ritirare prima pagando una penale che di solito consiste nella rinuncia a parte degli interessi maturati. Il capitale resta intero. Per il fondo di emergenza è spesso il compromesso ideale: rende più del libero e resta raggiungibile in pochi giorni.

È sicuro? La garanzia FITD

Il conto deposito è protetto dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi: se la banca finisce in liquidazione, il FITD rimborsa fino a 100.000 euro per depositante per banca, entro 7 giorni lavorativi. Due dettagli utili:

Vale la pena controllare che la banca aderisca a un fondo di tutela: quelle italiane aderiscono al FITD (o al fondo delle BCC), le banche estere che operano in Italia rispondono al fondo del loro paese, con lo stesso tetto europeo di 100.000 euro.

Quanto rende davvero: il netto

Il tasso pubblicizzato è lordo, e tra tasse e bollo la differenza non è un dettaglio. Sugli interessi si paga un'imposta del 26%; sul capitale depositato si paga l'imposta di bollo dello 0,20% all'anno, che quasi sempre la banca addebita al cliente.

10.000 € al 3% per un anno = 300 € di interessi lordi

202 € netti
78 € imposta
20 €
quello che incassi (2,02%) imposta 26% sugli interessi bollo 0,20% sul capitale
L'esempio: 10.000 euro al 3% lordo. Dei 300 euro promessi ne arrivano 202: il 3% in vetrina è un 2,02% in tasca.

Il conto è presto fatto: 10.000 euro al 3% lordo producono 300 euro di interessi. L'imposta del 26% ne toglie 78, il bollo dello 0,20% sul capitale altri 20. Restano 202 euro: un rendimento netto reale del 2,02%. Regola rapida: per confrontare le offerte, moltiplica il tasso lordo per 0,74 e togli 0,20 punti.

Quando usarlo e per cosa

Nel metodo dei 4 compiti dei soldi il conto deposito lavora su due contenitori:

Per la liquidità del mese invece non serve: quella sta sul conto corrente. E per il lungo termine rende troppo poco: lì lavorano strumenti diversi.

Se vuoi capire quanto della tua liquidità potrebbe lavorare in un deposito, il check-up finanziario te lo dice a partire dai tuoi numeri, conto per conto.

Le alternative da conoscere

Per le spese con una data esistono due alternative principali al deposito vincolato. I titoli di Stato: i BOT per le spese entro l'anno, i BTP per gli orizzonti più lunghi scegliendo una scadenza poco prima della data della spesa; la tassazione più leggera (12,5% invece di 26%) fa sì che a parità di rendimento lordo spesso convengano. E gli ETF monetari, un parcheggio remunerato che vive sul conto titoli e segue i tassi della BCE. Meritano una spiegazione a parte, e richiedono qualche passaggio in più rispetto alla semplicità del deposito: se parti da zero, il conto deposito resta il primo gradino naturale.

Per il fondo di emergenza invece queste alternative non sono la scelta giusta: servono un conto titoli e i tempi di una vendita, mentre il fondo vuole accesso immediato e zero pensieri. Lì la casa resta il deposito libero o svincolabile, e l'unica altra vera alternativa sono i conti correnti che remunerano la liquidità con degli interessi: in Italia sono una rarità, ma esistono.

Fonti e Approfondimenti

Posso perdere i soldi su un conto deposito?

Il capitale non oscilla mai: non è uno strumento di mercato. I rischi reali sono due, ed entrambi gestibili: la crisi della banca, coperta dal FITD fino a 100.000 euro per depositante per banca, e l'inflazione, se il tasso è più basso della crescita dei prezzi. Per questo conviene confrontare i tassi netti e non lasciare i soldi su depositi che rendono zero.

Cosa succede se svincolo prima della scadenza?

Dipende dal contratto. Sui depositi svincolabili ritiri quando vuoi perdendo di solito parte degli interessi maturati, mentre il capitale resta intero. Sui vincolati puri lo svincolo anticipato può essere proprio impossibile. È il primo dettaglio da leggere nel foglio informativo, prima ancora del tasso.

Ho più di 100.000 euro: come li proteggo?

La garanzia è per depositante e per banca, quindi la soluzione più semplice è distribuire su più banche, restando sotto il tetto in ciascuna. Un conto cointestato raddoppia la copertura a 200.000 euro. In alternativa, per cifre importanti entrano in gioco i titoli di Stato, che non dipendono dalla garanzia sui depositi.

Il bollo dello 0,20% lo pago sempre io?

Per legge l'imposta è dovuta e la banca la addebita al cliente in proporzione al periodo di rendicontazione. Alcune banche la pagano loro come promozione commerciale: è un vantaggio reale, equivalente a 0,20 punti di tasso in più, e vale la pena controllarlo nel foglio informativo quando confronti le offerte.

Glossario

Vincolo

Il periodo per cui ti impegni a non toccare i soldi depositati, in cambio di un tasso più alto. Va scelto con una scadenza coerente col momento in cui quei soldi ti serviranno.

Svincolo

Il ritiro anticipato dei soldi da un deposito vincolato, quando il contratto lo permette. Costa di solito la rinuncia a parte degli interessi maturati; il capitale resta intero.

Imposta sostitutiva

La tassa del 26% che la banca trattiene alla fonte sugli interessi del deposito: incassi direttamente il netto, senza dichiarare nulla. Sui titoli di Stato l'aliquota scende al 12,5%.

Imposta di bollo

Lo 0,20% annuo sul valore del deposito, addebitato quasi sempre al cliente in proporzione al periodo. Su 10.000 euro sono 20 euro l'anno: va sempre contato nel rendimento netto.

Tasso lordo e tasso netto

Il lordo è quello in vetrina; il netto è quello che incassi dopo il 26% sugli interessi e il bollo. Regola rapida per confrontare le offerte: lordo per 0,74, meno 0,20 punti.

Conto di riferimento

Il conto corrente collegato al deposito: l'unico da cui e verso cui possono muoversi i soldi. È anche una protezione, perché nessun bonifico può partire verso terzi.

FITD

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi: garantisce conti correnti e depositi fino a 100.000 euro per depositante per banca, con rimborso entro 7 giorni lavorativi in caso di crisi dell'istituto.

Foglio informativo

Il documento che ogni banca deve pubblicare con condizioni, tassi e regole del prodotto. Da leggere prima del tasso pubblicizzato: soprattutto le condizioni di svincolo e chi paga il bollo.