Percorso I 4 compiti dei soldi · tappa 4 di 10

Il conto deposito: cos'è, quando usarlo e quanto rende davvero al netto

Il 3% in vetrina non è quello che incassi. Su 10.000 euro tenuti fermi un anno, dei 300 euro promessi te ne restano 202. Il resto se lo prendono l'imposta sugli interessi e un'imposta di bollo che quasi nessuno conta, ed è proprio quella a rovinare i confronti fra le offerte a tasso basso.

Il conto deposito è il posto in cui far rendere i soldi che non devono correre rischi: la riserva per gli imprevisti e i risparmi in attesa di un compito. È un salvadanaio remunerato presso una banca, con una garanzia pubblica fino a 100.000 euro. Il suo inquilino tipico è il fondo di emergenza. Il quadro in cui si inserisce è quello dei 4 compiti dei soldi, spiegato nella pill su come organizzare i soldi.

Cos'è e in cosa è diverso dal conto corrente

Il conto deposito serve solo a custodire soldi e maturare interessi: niente bancomat, niente domiciliazioni, niente bonifici verso terzi. Si appoggia a un conto corrente "di riferimento", l'unico da cui e verso cui si muovono i soldi. Questa semplicità è il suo vantaggio. I costi di gestione sono quasi sempre azzerati e il tasso è più alto di quello di un conto corrente italiano, che sulla liquidità non riconosce quasi niente. In più resta una separazione netta tra i soldi di tutti i giorni e quelli messi da parte.

Libero, vincolato o svincolabile

Tutta la scelta ruota attorno a uno scambio: più libertà di prelievo vuoi, meno interessi ti riconosce la banca.

Libero

Rende
Libertà

Prelevi quando vuoi, senza condizioni.

Svincolabile

Rende
Libertà

Esci prima della scadenza rinunciando a parte degli interessi.

Vincolato

Rende
Libertà

Soldi bloccati fino alla scadenza del vincolo.

Lo scambio del conto deposito: più il vincolo è rigido, più il tasso sale. Le barre sono indicative, i tassi reali cambiano nel tempo e da banca a banca.

Il deposito libero

Nessun vincolo: versi e prelevi quando vuoi, gli interessi maturano sul saldo. È la forma più flessibile e per questo la meno remunerata. È una casa naturale per il fondo di emergenza.

Il deposito vincolato

Blocchi una somma per un periodo definito, tipicamente da 3 mesi a 4-5 anni, in cambio del tasso più alto. Fino alla scadenza quei soldi non si toccano. Va usato solo per cifre che hai già deciso di non muovere: tipicamente una spesa prevista, con una data coerente con la scadenza del vincolo.

Il deposito svincolabile

La via di mezzo: formalmente vincolato, ma con la possibilità di ritirare prima pagando una penale che di solito consiste nella rinuncia a parte degli interessi maturati. Il capitale resta intero. Per il fondo di emergenza è spesso il compromesso ideale: rende più del libero e resta raggiungibile in pochi giorni.

È sicuro? La garanzia FITD

Il conto deposito è protetto dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi: se la banca finisce in liquidazione, il FITD rimborsa fino a 100.000 euro per depositante per banca, entro 7 giorni lavorativi. Due dettagli utili:

Vale la pena controllare che la banca aderisca a un fondo di tutela. Quelle italiane aderiscono al FITD o al fondo di garanzia delle BCC. Le banche di altri paesi dell'Unione europea che raccolgono in Italia rispondono al fondo del loro paese d'origine. Il tetto di 100.000 euro è lo stesso, lo fissa la direttiva europea. Cambia chi ti rimborsa, e in quale lingua si svolge la procedura.

Quanto rende davvero: il netto

Il tasso pubblicizzato è lordo, e tra tasse e bollo la differenza non è un dettaglio. Sugli interessi si paga un'imposta del 26%; sul capitale depositato si paga l'imposta di bollo dello 0,20% all'anno, che quasi sempre la banca addebita al cliente.

10.000 € al 3% per un anno = 300 € di interessi lordi

202 € netti
78 € imposta
20 €
quello che incassi (2,02%) imposta 26% sugli interessi bollo 0,20% sul capitale
L'esempio: 10.000 euro al 3% lordo. Dei 300 euro promessi ne arrivano 202: il 3% in vetrina è un 2,02% in tasca.

Da qui esce la regola che serve davvero, quella per confrontare due offerte senza rifare il conto ogni volta: moltiplica il tasso lordo per 0,74 e togli 0,20 punti. Un 2% lordo vale così un 1,28% netto, un 4% vale un 2,76%.

Quei 0,20 punti si tolgono sempre, perché il bollo si calcola sul capitale e non sugli interessi. Il peso relativo quindi cambia parecchio: a un lordo dell'1% si porta via un quinto del guadagno, a un lordo del 4% un ventesimo. È il motivo per cui le promozioni a tasso basso rendono molto meno di quanto sembri.

Trovato il netto, resta da vedere quanto diventa se lo lasci lì per qualche anno e gli interessi si reinvestono. Quel conto lo fa il calcolatore di interesse composto.

Quando usarlo e per cosa

Nel metodo dei 4 compiti dei soldi il conto deposito lavora su due contenitori:

Per la liquidità del mese invece non serve: quella sta sul conto corrente. E per il lungo termine rende troppo poco: lì lavorano strumenti diversi.

Se vuoi capire quanto della tua liquidità potrebbe lavorare in un deposito, il check-up finanziario te lo dice a partire dai tuoi numeri, conto per conto.

Le alternative da conoscere

Per le spese con una data ci sono due alternative al deposito vincolato, entrambe da confrontare sul netto.

I titoli di Stato: BOT per le spese entro l'anno, BTP con scadenza poco prima della data per gli orizzonti più lunghi. Il vantaggio è fiscale: l'imposta è il 12,5% invece del 26%, quindi a parità di lordo il netto è più alto. Su un 3% lordo la differenza vale poco più di 40 punti base l'anno.

Gli ETF monetari: un parcheggio remunerato che vive sul conto titoli e segue i tassi della BCE giorno per giorno, senza scadenza. Rendono quanto i tassi del momento, il che è un vantaggio quando salgono e un problema quando scendono.

Entrambe richiedono un conto titoli e qualche passaggio in più rispetto alla semplicità del deposito. Se parti da zero, il conto deposito resta il primo gradino.

Per il fondo di emergenza nessuna delle due va bene, perché una vendita ha i suoi tempi e il fondo vuole accesso immediato. Lì la casa resta il deposito libero o svincolabile, o uno dei rari conti correnti italiani che remunerano la liquidità.

Questa pill ha finalità informative e non è una consulenza finanziaria né una raccomandazione di investimento. Tassi, condizioni di svincolo e chi paga il bollo cambiano da banca a banca e nel tempo: prima di aprire un deposito, leggi il foglio informativo.

Fonti e Approfondimenti

Posso perdere i soldi su un conto deposito?

Il capitale depositato non oscilla: un deposito non è uno strumento di mercato, e il saldo resta quello che ci hai messo più gli interessi. I rischi reali sono due, entrambi gestibili: la crisi della banca, coperta dal FITD fino a 100.000 euro per depositante per banca, e l'inflazione, se il tasso è più basso della crescita dei prezzi. Per questo conviene confrontare i tassi netti e non lasciare i soldi su depositi che rendono zero.

Cosa succede se svincolo prima della scadenza?

Dipende dal contratto. Sui depositi svincolabili ritiri quando vuoi perdendo di solito parte degli interessi maturati, mentre il capitale resta intero. Sui vincolati puri lo svincolo anticipato può essere proprio impossibile. È il primo dettaglio da leggere nel foglio informativo, prima ancora del tasso.

Ho più di 100.000 euro: come li proteggo?

La garanzia è per depositante e per banca, quindi la soluzione più semplice è distribuire su più banche, restando sotto il tetto in ciascuna. Un conto cointestato raddoppia la copertura a 200.000 euro. In alternativa, per cifre importanti entrano in gioco i titoli di Stato, che non dipendono dalla garanzia sui depositi.

Quanto rende davvero un conto deposito al netto?

Dal tasso lordo si tolgono il 26% di imposta sostitutiva sugli interessi e lo 0,20% annuo di imposta di bollo sul capitale. La regola rapida per confrontare due offerte è: tasso lordo per 0,74, meno 0,20 punti. Su 10.000 euro al 3% lordo significa 202 euro in tasca invece di 300, cioè un netto del 2,02%. Il bollo si calcola sul capitale, quindi pesa in proporzione molto di più sui tassi bassi.

Conviene avere più conti deposito?

Sopra i 100.000 euro sì, perché la garanzia FITD vale per depositante e per banca: distribuire su istituti diversi moltiplica la protezione. Sotto quella soglia il senso è un altro, cioè scaglionare le scadenze dei vincoli invece di bloccare tutto sulla stessa data. Così una parte del capitale torna disponibile a intervalli regolari e non sei costretto a scegliere fra svincolare in perdita e restare fermo.

Il bollo dello 0,20% lo pago sempre io?

Per legge l'imposta è dovuta e la banca la addebita al cliente in proporzione al periodo di rendicontazione. Alcune banche la pagano loro come promozione commerciale: è un vantaggio reale, equivalente a 0,20 punti di tasso in più, e vale la pena controllarlo nel foglio informativo quando confronti le offerte.

Glossario

Vincolo

Il periodo per cui ti impegni a non toccare i soldi depositati, in cambio di un tasso più alto. Va scelto con una scadenza coerente col momento in cui quei soldi ti serviranno.

Svincolo

Il ritiro anticipato dei soldi da un deposito vincolato, quando il contratto lo permette. Costa di solito la rinuncia a parte degli interessi maturati; il capitale resta intero.

Imposta sostitutiva

La tassa del 26% che la banca trattiene alla fonte sugli interessi del deposito: incassi direttamente il netto, senza dichiarare nulla. Sui titoli di Stato l'aliquota scende al 12,5%.

Imposta di bollo

Lo 0,20% annuo sul valore del deposito, addebitato quasi sempre al cliente in proporzione al periodo. Su 10.000 euro sono 20 euro l'anno: va sempre contato nel rendimento netto.

Tasso lordo e tasso netto

Il lordo è il tasso in vetrina; il netto è quello che ti arriva sul conto una volta tolti l'imposta sugli interessi e il bollo sul capitale. Solo il secondo dei due si può confrontare fra offerte diverse.

Conto di riferimento

Il conto corrente collegato al deposito: l'unico da cui e verso cui possono muoversi i soldi. È anche una protezione, perché nessun bonifico può partire verso terzi.

FITD

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi: garantisce conti correnti e depositi fino a 100.000 euro per depositante per banca, con rimborso entro 7 giorni lavorativi in caso di crisi dell'istituto.

Foglio informativo

Il documento che ogni banca deve pubblicare con condizioni, tassi e regole del prodotto. Da leggere prima del tasso pubblicizzato: soprattutto le condizioni di svincolo e chi paga il bollo.