Contratto di apprendistato 2026: stipendio, retribuzione netta e come funziona

Ti hanno offerto un apprendistato e la domanda è sempre la stessa: quanto resta in busta paga. Con una RAL di destinazione da 25.000 € il primo anno prendi circa 1.433 € netti al mese su 13 mensilità, perché lo stipendio è all'85% del minimo contrattuale ma i contributi INPS a tuo carico sono il 5,84% invece del 9,19%.

Non è un tirocinio: è un vero contratto a tempo indeterminato. Quindi hai gli stessi diritti di un dipendente normale: ferie, malattia, tredicesima, TFR e la NASpI se il rapporto si interrompe. La differenza è che lo stipendio è più basso all'inizio, i contributi sono ridotti, e c'è un piano formativo che l'azienda deve rispettare.

Quanto prende un apprendista

Lo stipendio è fissato dal contratto collettivo (CCNL) del tuo settore, e non esiste una percentuale valida per tutti. I CCNL usano due meccanismi diversi, ed è la prima cosa da capire perché portano a buste paga molto diverse.

I due sistemi: sottoinquadramento o percentuale

Con il sottoinquadramento vieni inquadrato a uno o due livelli sotto quello della qualifica che stai imparando, e prendi per intero il minimo tabellare di quel livello inferiore. È il sistema del CCNL Commercio: se la tua destinazione è il 4° livello, i primi periodi sei inquadrato al 6°, poi al 5°, e solo alla fine passi al 4°.

Con la retribuzione percentuale resti inquadrato fin da subito nel livello di destinazione, ma prendi una percentuale crescente del minimo di quel livello. È il sistema del CCNL Metalmeccanici Industria, dove la progressione è:

La differenza pratica conta: con il sottoinquadramento la tua retribuzione dipende da quanto distano tra loro i livelli nel tuo CCNL, con le percentuali è una riduzione lineare e prevedibile. Controlla sempre quale dei due usa il tuo contratto, è scritto nella sezione dedicata all'apprendistato.

La progressione, con i numeri netti

Questa tabella segue lo schema 85/90/95% su alcune RAL di destinazione tipiche. Gli importi netti escono dal motore del calcolatore del sito: aliquota da apprendista, 5,84%, nelle prime tre righe di ogni blocco e ordinaria nella quarta. Lo scenario è 13 mensilità, Lombardia, addizionale comunale 0,80%, nessun familiare a carico, taglio del cuneo 2026 incluso.

RAL a regimePeriodoRAL apprendistaNetto mensile
22.000 €1° anno (85%)18.700 €~1.300 €
2° anno (90%)19.800 €~1.356 €
3° anno (95%)20.900 €~1.412 €
a regime22.000 €~1.428 €
25.000 €1° anno (85%)21.250 €~1.433 €
2° anno (90%)22.500 €~1.492 €
3° anno (95%)23.750 €~1.551 €
a regime25.000 €~1.568 €
28.000 €1° anno (85%)23.800 €~1.554 €
2° anno (90%)25.200 €~1.620 €
3° anno (95%)26.600 €~1.691 €
a regime28.000 €~1.711 €

Per il tuo caso specifico, con la tua regione e il tuo comune, puoi fare la stima con il calcolatore dello stipendio netto: seleziona l'opzione apprendistato per applicare l'aliquota contributiva ridotta.

Quanti contributi paga un apprendista in busta paga

I contributi INPS trattenuti in busta paga sono più bassi rispetto a un contratto ordinario. Un dipendente standard paga il 9,19%, un apprendista il 5,84%: 3,35 punti di differenza. Se non sai dove leggerli sul cedolino, la guida alla busta paga li individua voce per voce.

Su una RAL di 24.000 € significa 1.402 € di contributi invece di 2.206 €, cioè 804 € l'anno di trattenute in meno.

In busta paga però non ne vedi 804. I contributi si deducono dal reddito imponibile: se non li paghi, non li deduci, e l'IRPEF si calcola su una base più alta. Il vantaggio netto reale è di 525 € l'anno, circa 40 € al mese su 13 mensilità, e sulla tua RAL puoi confrontare il netto da apprendista e da qualificato. Resta un vantaggio, ma vale due terzi di quello che la differenza fra le due aliquote lascia sperare. È il motivo per cui i conti fatti sul lordo deludono sempre.

Il paradosso del passaggio a qualificato

Guarda le ultime due righe di ciascun blocco della tabella: il passaggio dal terzo anno di apprendistato allo stipendio pieno vale in lordo un +5%, e in netto quasi nulla.

Sulla RAL di destinazione da 28.000 €, si passa da 26.600 € a 28.000 € lordi (1.400 € in più all'anno), ma il netto mensile sale solo da 1.691 € a 1.711 €, cioè 20 € al mese. Il motivo è che nello stesso momento in cui prendi lo stipendio pieno perdi l'aliquota contributiva agevolata e torni al 9,19%. L'aumento lordo viene quasi interamente assorbito dai contributi.

Non è un buon motivo per restare apprendista (la qualifica vale molto di più dei 20 € al mese, e da lì partono gli aumenti successivi), ma è utile saperlo per non aspettarsi un salto in busta paga che non arriverà.

Il vantaggio per l'azienda

Per il datore di lavoro il risparmio è di un altro ordine di grandezza. L'aliquota a suo carico scende dal 23,81% ordinario al 10%, e nelle aziende fino a 9 dipendenti scende ancora: 1,5% il primo anno, 3% il secondo, 10% dal terzo. Su una RAL di 25.000 € sono più di 3.000 € l'anno, che nella micro-impresa al primo anno diventano quasi 5.600. È il motivo principale per cui tante aziende assumono in apprendistato, ed è anche il motivo per cui la legge lega lo sgravio all'obbligo di formazione: senza formazione, il beneficio decade.

Le tre tipologie di apprendistato

Non esiste un solo tipo di apprendistato. Ce ne sono tre, e si differenziano per età e tipo di formazione:

Per la qualifica e il diploma (fino a 25 anni)

Serve a prendere una qualifica professionale o un diploma, alternando scuola e lavoro. È pensata per chi esce dalle scuole medie o superiori e vuole imparare un mestiere sul campo. Può durare fino a 3 anni, o 4 per i diplomi professionali quadriennali.

Professionalizzante (da 18 a 29 anni)

È il più diffuso. Impari un mestiere lavorando, affiancato da un tutor aziendale. La durata dipende dal settore: di solito va dai 2 ai 5 anni (3 anni è la media). Alla fine, il contratto continua come un normale lavoro a tempo indeterminato.

Alta formazione e ricerca (da 18 a 29 anni)

Si usa per chi vuole laurearsi, prendere un master o un dottorato mentre lavora. Serve anche per le professioni regolamentate (avvocati, medici, architetti) che richiedono un praticantato. La durata varia in base al percorso di studio. Da qualche anno è possibile anche per chi ha più di 29 anni, ma solo se si sta beneficiando della NASpI o di un trattamento di disoccupazione.

Quanto dura

La durata dipende dal tipo di apprendistato e dal CCNL applicato. In generale:

L'apprendistato è per legge a tempo indeterminato, anche se la parte formativa ha una scadenza. L'eccezione da conoscere: alcuni CCNL a forte stagionalità, come turismo e agricoltura, ammettono l'apprendistato stagionale a tempo determinato. Se lavori in quei settori, controlla il tuo contratto collettivo prima di dare per scontata la stabilità del rapporto.

Cosa succede alla fine

Quando il periodo formativo finisce, il contratto non scade. Si trasforma automaticamente in un normale contratto di lavoro a tempo indeterminato, con lo stipendio pieno e i contributi standard. Se invece l'azienda recede al termine del periodo formativo, il rapporto si chiude per causa non dipendente da te e si apre il capitolo NASpI.

Se l'azienda non ha rispettato gli obblighi di formazione, il contratto viene considerato a tempo indeterminato sin dall'inizio. L'azienda deve versare la differenza di contributi per tutto il periodo, come se fosse stato un rapporto ordinario. Sulla RAL da 25.000 € vuol dire restituire oltre 3.000 € di sgravi per ogni anno di contratto: è la sanzione che tiene in piedi l'obbligo di formazione.

Cosa è cambiato di recente

Nel 2026 le regole dell'apprendistato non sono cambiate: valgono ancora le aliquote e le durate descritte qui sopra. L'ultima modifica di sostanza risale al Collegato Lavoro, in vigore da gennaio 2025: prima un apprendistato per la qualifica poteva trasformarsi solo in professionalizzante, adesso può trasformarsi anche in alta formazione e ricerca. In pratica, se prendi il diploma con il primo livello, puoi continuare nella stessa azienda per laurearti. Il piano formativo va aggiornato.

Fonti e approfondimenti

Si può licenziare un apprendista?

Sì, ma serve un motivo valido (giusta causa o giustificato motivo). Se l'azienda non ha rispettato l'obbligo di formazione, il contratto viene considerato a tempo indeterminato sin dall'inizio e l'azienda deve rimborsare la differenza dei contributi.

Alla fine dell'apprendistato mi spetta la NASpI?

Solo se hai almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. Nella maggior parte dei casi il contratto si trasforma in un normale rapporto di lavoro, quindi non si parla di disoccupazione.

Posso fare apprendistato se ho più di 29 anni?

Solo con l'alta formazione e ricerca, e solo se percepisci NASpI o un altro trattamento di disoccupazione. Per le altre tipologie il limite è 25 o 29 anni.

I contributi dell'apprendistato valgono per la pensione?

Sì, pienamente. Valgono esattamente come quelli di un qualsiasi lavoratore dipendente, anche se l'aliquota che paghi è più bassa.

Posso fare due apprendistati?

Non contemporaneamente e non in sequenza nella stessa azienda per la stessa mansione. L'apprendistato serve a formarti, non a rinnovare gli sgravi contributivi.

Quando prendo lo stipendio pieno?

Quando finisce il periodo formativo: il contratto prosegue come rapporto ordinario con il minimo pieno del tuo livello. Nell'ultimo periodo di apprendistato sei già vicino, al 95% del minimo con lo schema percentuale dei metalmeccanici, o inquadrato un solo livello sotto con il sottoinquadramento del commercio.

Quanto è lo stipendio netto di un apprendista?

Dipende dalla RAL del livello di destinazione e dal periodo in cui ti trovi. Con una RAL a regime di 25.000 € e lo schema 85/90/95%, il netto mensile su 13 mensilità va da circa 1.433 € nel primo anno a circa 1.551 € nel terzo. Con 28.000 € di destinazione si va da circa 1.554 € a circa 1.691 €. Sono importi calcolati per la Lombardia con addizionale comunale allo 0,80%: per il tuo caso conviene usare il calcolatore selezionando l'opzione apprendistato.

Quanti contributi paga un apprendista in busta paga?

Il 5,84% di INPS, contro il 9,19% di un dipendente ordinario. Su una RAL di 24.000 € significa 1.402 € di contributi invece di 2.206 €, cioè 804 € l'anno di trattenute in meno. Attenzione però: non diventano 804 € netti. I contributi non pagati non si deducono, quindi l'imponibile IRPEF sale e il vantaggio reale scende a circa 525 € l'anno, una quarantina di euro al mese. I contributi valgono comunque per intero ai fini pensionistici, nonostante l'aliquota ridotta.

Qual è la differenza tra sottoinquadramento e retribuzione percentuale?

Con il sottoinquadramento sei inquadrato uno o due livelli sotto la qualifica di destinazione e prendi per intero il minimo di quel livello inferiore (è il sistema del CCNL Commercio). Con la retribuzione percentuale resti inquadrato nel livello di destinazione e prendi una percentuale crescente del suo minimo, tipicamente 85%, 90% e 95% per periodi di dodici mesi (è il sistema del CCNL Metalmeccanici Industria). Quale dei due si applica è scritto nella sezione sull'apprendistato del tuo CCNL.

Di quanto aumenta lo stipendio alla fine dell'apprendistato?

In lordo tipicamente di un 5%, ma in netto molto meno di quello che ci si aspetta. Passando da 26.600 € a 28.000 € di RAL il netto mensile sale da circa 1.691 € a circa 1.711 €, cioè una ventina di euro al mese: nello stesso momento in cui arrivi allo stipendio pieno perdi l'aliquota contributiva agevolata e torni al 9,19%, che assorbe quasi tutto l'aumento. Il valore vero della qualifica sta negli scatti e negli avanzamenti successivi.