Contratto di Apprendistato: guida pratica per chi inizia a lavorare

Il contratto di apprendistato è un contratto di lavoro pensato per chi sta entrando nel mercato del lavoro. In pratica, lavori e ti formi contemporaneamente: l'azienda ti paga lo stipendio e si impegna a insegnarti un mestiere.

Non è un tirocinio: è un vero contratto a tempo indeterminato. Quindi hai gli stessi diritti di un dipendente normale (ferie, malattia, tredicesima). La differenza è che lo stipendio è più basso all'inizio, i contributi sono ridotti, e c'è un piano formativo che l'azienda deve rispettare.

Quanto prende un apprendista

Lo stipendio è fissato dal contratto collettivo (CCNL) del tuo settore. In genere parte da una percentuale di quello che prende un lavoratore già qualificato:

Per farti un esempio: se un lavoratore qualificato nel tuo settore ha una RAL di 28.000 euro, tu al primo anno di apprendistato prenderai intorno ai 19.000 euro lordi annui. Meno, ma con i contributi ridotti la differenza in busta paga è meno pesante di quanto sembra.

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I contributi sono più bassi (e questo è un bel vantaggio)

I contributi INPS che ti vengono trattenuti in busta paga sono più bassi rispetto a un contratto normale. Un dipendente standard paga circa il 9,19% di INPS. Un apprendista paga il 5,84%. Su uno stipendio di 1.300 euro al mese, significa tenere circa 43 euro in più ogni mese rispetto a un collega con un contratto normale.

Per l'azienda il risparmio è ancora più grosso: in una piccola azienda (fino a 9 dipendenti) il primo anno paga solo il 3,11% di contributi, contro il 23,81% di un contratto standard. Su una RAL di 25.000 euro, l'azienda risparmia oltre 5.000 euro all'anno. È per questo motivo che molte aziende preferiscono assumere con l'apprendistato.

Le tre tipologie di apprendistato

Non esiste un solo tipo di apprendistato. Ce ne sono tre, e si differenziano per età e tipo di formazione:

Per la qualifica e il diploma (fino a 25 anni)

Serve a prendere una qualifica professionale o un diploma, alternando scuola e lavoro. È pensata per chi esce dalle scuole medie o superiori e vuole imparare un mestiere sul campo. Può durare fino a 3 anni, o 4 per i diplomi professionali quadriennali.

Professionalizzante (da 18 a 29 anni)

È il più diffuso. Impari un mestiere lavorando, affiancato da un tutor aziendale. La durata dipende dal settore: di solito va dai 2 ai 5 anni (3 anni è la media). Alla fine, il contratto continua come un normale lavoro a tempo indeterminato.

Alta formazione e ricerca (da 18 a 29 anni)

Si usa per chi vuole laurearsi, prendere un master o un dottorato mentre lavora. Serve anche per le professioni regolamentate (avvocati, medici, architetti) che richiedono un praticantato. La durata varia in base al percorso di studio. Da qualche anno è possibile anche per chi ha più di 29 anni, ma solo se si sta beneficiando della NASpI o di un trattamento di disoccupazione.

Quanto dura

La durata dipende dal tipo di apprendistato e dal CCNL applicato. In generale:

Non esiste un apprendistato a tempo determinato. È sempre a tempo indeterminato, anche se la parte formativa ha una scadenza.

Cosa succede alla fine

Quando il periodo formativo finisce, il contratto non scade. Si trasforma automaticamente in un normale contratto di lavoro a tempo indeterminato, con lo stipendio pieno e i contributi standard.

Se l'azienda non ha rispettato gli obblighi di formazione (cioè non ti ha insegnato niente), il contratto viene considerato a tempo indeterminato sin dall'inizio, e l'azienda deve pagare i contributi come se fosse un contratto normale per tutto il periodo. È una tutela importante: serve a evitare che qualcuno usi l'apprendistato solo per avere sgravi contributivi.

Le novità del 2025

Con il Collegato Lavoro (legge entrata in vigore a gennaio 2025) è cambiato un dettaglio: prima, un apprendistato per la qualifica poteva trasformarsi solo in professionalizzante. Adesso può trasformarsi anche in alta formazione e ricerca. In pratica, se prendi il diploma con il primo livello, puoi continuare nella stessa azienda per laurearti. Il piano formativo va aggiornato.

Fonti e approfondimenti

Si può licenziare un apprendista?

Sì, ma serve un motivo valido (giusta causa o giustificato motivo). Se l'azienda non ha rispettato l'obbligo di formazione, il contratto viene considerato a tempo indeterminato sin dall'inizio e l'azienda deve rimborsare la differenza dei contributi.

Alla fine dell'apprendistato mi spetta la NASpI?

Solo se hai almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. Nella maggior parte dei casi il contratto si trasforma in un normale rapporto di lavoro, quindi non si parla di disoccupazione.

Posso fare apprendistato se ho più di 29 anni?

Solo con l'alta formazione e ricerca, e solo se percepisci NASpI o un altro trattamento di disoccupazione. Per le altre tipologie il limite è 25 o 29 anni.

I contributi dell'apprendistato valgono per la pensione?

Sì, pienamente. Valgono esattamente come quelli di un qualsiasi lavoratore dipendente, anche se l'aliquota che paghi è più bassa.

Posso fare due apprendistati?

Non contemporaneamente e non in sequenza nella stessa azienda per la stessa mansione. L'apprendistato serve a formarti, non a rinnovare gli sgravi contributivi.

Quando prendo lo stipendio pieno?

Dipende dal CCNL. In genere al terzo anno arrivi al 90-100% della retribuzione del lavoratore qualificato. Quando il periodo formativo finisce, il contratto continua con lo stipendio pieno.