Cuneo fiscale 2026: somma integrativa e ulteriore detrazione, quanto vale in busta paga

Il taglio del cuneo fiscale è confermato anche per il 2026. Non è più lo sconto sui contributi INPS che molti ricordano: dal 2025 quel meccanismo è stato sostituito da due misure di natura fiscale, introdotte dalla Legge n. 207 del 30 dicembre 2024 e rimaste in vigore quest'anno. Sono una somma integrativa per chi ha un reddito fino a 20.000 euro e una ulteriore detrazione IRPEF per chi sta tra 20.000 e 40.000 euro. Arrivano in busta paga in automatico, senza domanda.

Nel 2026 si aggiunge un elemento che cambia i conti per la fascia media: l'aliquota IRPEF del secondo scaglione è scesa dal 35% al 33%.

Vediamo come funzionano nel dettaglio.

Somma integrativa: per chi guadagna fino a 20.000 euro

Se il tuo reddito complessivo annuo non supera 20.000 euro (in pratica la RAL meno i contributi INPS a tuo carico: se non hai altri redditi, è la tua RAL meno il 9,19%), ti spetta una somma integrativa calcolata a scaglioni:

L'importo massimo annuo è 1.200 euro (circa 100 euro al mese). La somma integrativa non concorre a formare il reddito, quindi non viene tassata. Il tuo datore di lavoro la riconosce direttamente in busta paga e la recupera come credito in F24 con il codice tributo 1704.

Niente da fare se hai redditi da collaborazione o assimilati: la misura vale solo per il lavoro dipendente puro.

Detrazione IRPEF: per chi sta tra 20.000 e 40.000 euro

Qui la storia cambia. Se il tuo reddito complessivo supera i 20.000 euro ma non arriva a 40.000, ti spetta una detrazione dall'imposta lorda:

Non è un bonus in più in busta paga: è una detrazione che riduce le tasse che paghi. Se le tue imposte sono già basse e le detrazioni le azzero, questa ulteriore detrazione potrebbe non produrre un beneficio reale. In quel caso non si perde: l'eccedenza viene recuperata nella dichiarazione dei redditi.

Attenzione: le soglie sono sul reddito, non sulla RAL

È l'errore più comune, e cambia il risultato di parecchie migliaia di euro. Le soglie di 20.000, 32.000 e 40.000 euro si riferiscono al reddito complessivo, cioè alla RAL meno i contributi INPS a tuo carico (il 9,19% per la maggior parte dei dipendenti). Non alla RAL.

Tradotto in RAL, le soglie effettive si spostano verso l'alto:

Soglia di legge (reddito)Corrisponde a una RAL di circa
20.000 €22.025 €
32.000 €35.240 €
40.000 €44.050 €

Significa che con una RAL di 43.000 euro un pezzo di ulteriore detrazione ti spetta ancora, anche se a prima vista sembrerebbe di essere fuori.

E concretamente, quanto ci guadagni?

Questa tabella confronta il netto mensile con e senza il taglio del cuneo, a parità di tutto il resto: 13 mensilità, addizionali medie, nessun familiare a carico, regole 2026.

RALMisura che ti spettaNetto mensile con il taglioSenzaDifferenza
12.000 €Somma integrativa916 €871 €+45 €
16.000 €Somma integrativa1.140 €1.081 €+59 €
20.000 €Somma integrativa1.330 €1.263 €+67 €
22.000 €Somma integrativa1.428 €1.354 €+74 €
24.000 €Ulteriore detrazione1.523 €1.446 €+77 €
28.000 €Ulteriore detrazione1.711 €1.634 €+77 €
35.000 €Ulteriore detrazione2.003 €1.926 €+77 €
38.000 €Detrazione ridotta2.095 €2.042 €+53 €
42.000 €Detrazione ridotta2.211 €2.193 €+18 €

Il beneficio massimo è di circa 77 euro netti al mese e riguarda una fascia ampia, da 24.000 a 35.000 euro di RAL. Sopra i 35.000 comincia a scalare fino ad azzerarsi intorno ai 44.000 euro di RAL.

Chi guadagna tra 38.000 e 44.000 euro è la fascia che ha perso di più nel passaggio dal vecchio esonero contributivo: lì il beneficio si riduce rapidamente proprio dove prima l'esonero era più generoso in valore assoluto.

Per una stima sulla tua situazione, con la tua regione e il tuo comune, usa il calcolatore dello stipendio netto: il taglio del cuneo è già incluso nel calcolo.

Cos'era l'esonero contributivo e cosa lo ha sostituito

Se stai cercando l'esonero contributivo sappi che dal 2025 non esiste più. Vale la pena capire cosa era, perché il confronto spiega chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso.

Fino al 2024 l'esonero funzionava come uno sconto diretto sui contributi INPS a carico del lavoratore, il famoso 9,19% in busta paga. Le percentuali erano:

Essendo una percentuale sulla retribuzione, il beneficio cresceva insieme allo stipendio fino al tetto: chi stava appena sotto i 2.692 euro al mese portava a casa il massimo in valore assoluto.

Le due misure che lo hanno sostituito hanno una logica opposta: sono importi con un tetto fisso (1.200 euro l'anno per la somma integrativa, 1.000 euro per l'ulteriore detrazione), quindi il vantaggio non cresce più con il reddito. C'è anche una differenza tecnica che conta per la pensione: l'esonero riduceva i contributi effettivamente versati, mentre somma integrativa e detrazione agiscono sul lato fiscale e lasciano intatta la contribuzione previdenziale.

Il risultato netto del cambio: sostanziale parità per i redditi bassi, e una riduzione reale del beneficio, nell'ordine di 20-40 euro al mese, per chi si colloca tra i 28.000 e i 35.000 euro di RAL.

Un'avvertenza sulle mensilità aggiuntive: somma integrativa e ulteriore detrazione spettano sulle sole dodici mensilità ordinarie e non sulla tredicesima, che per questo risulta più bassa di un mese normale. Il dettaglio è nella pill sulla tredicesima.

Le altre novità del 2026

Oltre alla conferma delle due misure, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto due interventi che incidono sulla stessa platea:

Il secondo scaglione IRPEF scende dal 35% al 33%. Riguarda la fascia di reddito tra 28.000 e 50.000 euro e vale fino a circa 440 euro l'anno. Il beneficio è sterilizzato per i redditi oltre i 200.000 euro, tramite una riduzione corrispondente delle detrazioni per oneri.

I premi di produttività scendono all'1%. L'imposta sostitutiva sui premi di risultato passa dal 5% all'1% per il biennio 2026-2027, entro un massimo di 3.000 euro l'anno e per i lavoratori con reddito da lavoro dipendente fino a 80.000 euro. Se il tuo contratto aziendale prevede un premio, è la voce su cui la manovra 2026 incide di più.

E se il mio reddito cambia durante l'anno?

Il datore fa i conti sul reddito che prevede per l'intero anno. A dicembre, con il conguaglio, ricalcola tutto sul reddito effettivo. Se ti spettava meno di quello che hai ricevuto, ti trattiene la differenza. Se ne avevi diritto ma non te l'hanno riconosciuta, ti viene accreditata.

Fonti istituzionali

Devo fare richiesta per avere la somma integrativa o la detrazione?

No, il tuo datore di lavoro le applica in automatico in busta paga. L'unica cosa che puoi fare è comunicare al datore se vuoi che la misura non venga applicata o che venga applicata solo a conguaglio (a dicembre).

I collaboratori e i parasubordinati hanno diritto alla somma integrativa?

No. La somma integrativa e l'ulteriore detrazione valgono solo per i titolari di reddito da lavoro dipendente. Co.co.co., partite IVA e redditi assimilati sono esclusi.

Cosa succede se a dicembre scopro che il mio reddito era più alto del previsto?

Il datore ricalcola tutto sul reddito effettivo. Se hai ricevuto più di quanto ti spettava, la differenza ti viene trattenuta dallo stipendio di dicembre o da quello successivo.

Il taglio del cuneo fiscale vale anche nel 2026?

Sì. Somma integrativa e ulteriore detrazione introdotte dalla Legge 207/2024 sono confermate per il 2026 con le stesse soglie e gli stessi importi. La Legge di Bilancio 2026 ha aggiunto la riduzione dell'aliquota IRPEF del secondo scaglione dal 35% al 33% e l'imposta sostitutiva all'1% sui premi di produttività per il biennio 2026-2027.

Se ho due lavori dipendenti, come viene calcolato il reddito complessivo?

Si sommano tutti i redditi da lavoro dipendente percepiti nell'anno. Se il totale supera le soglie (20.000 o 40.000 euro), il beneficio viene ridotto o annullato.

L'esonero contributivo esiste ancora nel 2026?

No, l'esonero contributivo sui contributi INPS a carico del lavoratore è stato abolito a partire dal 2025. Al suo posto ci sono la somma integrativa per i redditi fino a 20.000 euro e l'ulteriore detrazione per quelli tra 20.000 e 40.000 euro. La differenza principale è che l'esonero era una percentuale sui contributi e cresceva con lo stipendio, mentre le misure attuali hanno un tetto fisso e non incidono sulla contribuzione previdenziale.

Quanto vale il taglio del cuneo fiscale al mese?

Il beneficio massimo è di circa 77 euro netti al mese e riguarda le RAL tra 24.000 e 35.000 euro. Sotto i 22.000 euro di RAL agisce la somma integrativa, con un vantaggio tra i 45 e i 74 euro al mese a seconda del reddito. Sopra i 35.000 euro il beneficio si riduce progressivamente fino ad azzerarsi intorno ai 44.000 euro di RAL.

Le soglie di 20.000 e 40.000 euro si riferiscono alla RAL?

No, al reddito complessivo, cioè alla RAL meno i contributi INPS a tuo carico (il 9,19% per la maggior parte dei dipendenti). In termini di RAL le soglie effettive sono più alte: 20.000 euro di reddito corrispondono a circa 22.025 euro di RAL, 32.000 a circa 35.240 e 40.000 a circa 44.050. È l'errore più frequente nel valutare se il beneficio spetta.