Percorso I 4 compiti dei soldi · tappa 5 di 10

Debiti buoni e debiti cattivi: leggi il costo reale di quello che devi restituire

Un mutuo e una carta revolving sono entrambi debiti, ma tra loro corre la stessa differenza che passa tra un affitto e un incendio: il primo costa intorno al 4% l'anno, la seconda supera il 16%. Prima ancora di parlare di risparmi e investimenti, il metodo dei 4 compiti dei soldi chiede una cosa: sapere quanto costano davvero i tuoi debiti, perché quelli cari vengono prima di tutto il resto.

La cornice del metodo è nella pill come organizzare i soldi.

Debito buono, debito cattivo: la differenza è aritmetica

Non c'è nulla di morale nella distinzione. Un debito è buono o cattivo per due ragioni misurabili:

TAN e TAEG: perché guardi il numero sbagliato

Le pubblicità mettono in grande il TAN, il tasso di interesse puro. Ma il TAN non include le spese di istruttoria, l'incasso rata, le assicurazioni obbligatorie, i costi accessori. Il numero che li include tutti per legge è il TAEG, il tasso annuo effettivo globale: è l'unico che dice quanto costa davvero il debito, e l'unico da usare per confrontare due offerte.

Qui c'è la trappola che quasi nessuno spiega: il TAEG non è il TAN più le spese in percentuale. Non si somma, si ricalcola. Le spese entrano come importi in euro, e lo stesso pacchetto di costi pesa molto di più su un prestito corto che su uno lungo, perché va spalmato su meno rate.

Guarda cosa succede a un prestito da 10.000 euro con TAN al 7%, 700 euro di spese iniziali (istruttoria e assicurazione) e 3 euro di incasso su ogni rata:

Stesse spese, due durate

TAN, quello in vetrina
7%
TAEG su 48 rate
12,09%
TAEG su 24 rate
16,02%
Stesso capitale, stesso TAN, stesse spese: 700 € all'apertura e 3 € per rata. Su 48 rate il TAEG è 12,09%, su 24 sale a 16,02%. Dimezzando la durata, lo stesso pacchetto di spese quasi raddoppia il proprio peso: da 4,9 punti sopra il TAN a 8,8.

Tradotto in rate: su 48 mesi paghi 242,46 euro al mese, su 24 ne paghi 450,73. Il prestito corto costa meno in interessi totali, eppure ha il TAEG più alto. Ecco perché due offerte si confrontano sul TAEG solo a parità di durata.

Il TAEG deve comparire per legge su pubblicità e contratti. Se fatichi a trovarlo, è già un'informazione.

La scala dei tassi: dal mutuo alla revolving

Ogni tre mesi la Banca d'Italia rileva i tassi effettivi medi (TEGM) praticati per ogni tipo di credito, e il MEF li pubblica per decreto. Questa è la scala reale del costo del denaro in Italia nel 2026:

Mutuo a tasso fisso
4,21%
Credito finalizzato
10,97%
Prestito personale
11,68%
Cessione del quinto
13,87%
Carte revolving
16,21%
Tassi effettivi globali medi (TEGM) rilevati dalla Banca d'Italia, primo trimestre 2026. Una revolving costa quasi 4 volte un mutuo.

Attenzione a come si leggono. Sono medie di categoria, non listini: il tasso della tua offerta può stare parecchio sopra o sotto. Servono a capire se quello che hai in mano è in linea col mercato, e il tuo numero resta il TAEG scritto nel contratto. Cambiano ogni trimestre, quindi vale la pena controllare l'ultimo decreto prima di firmare.

La scala dice anche un'altra cosa: esiste un limite legale. Il tasso soglia dell'usura si calcola dal TEGM, aumentato di un quarto più 4 punti. Per le revolving supera quindi il 24%. Tutto quello che sta sotto è legale, e legale non vuol dire conveniente.

Carte revolving: il debito più caro che puoi firmare

La revolving è una carta che rateizza automaticamente quello che spendi, con una rata minima mensile che sembra un vantaggio: "restituisci quando vuoi, anche solo 50 euro al mese". Il meccanismo è proprio il problema. La rata minima copre in gran parte gli interessi, il capitale scende piano, il debito si allunga.

Quanto piano, si vede solo facendo il conto. Prendi 3.000 euro di saldo al 16,21%, il tasso medio di categoria, e guarda cosa cambia al variare della rata:

Rata mensileTempo per chiudereInteressi pagatiTotale restituito
50 €124 mesi (10 anni e 4 mesi)3.198 €6.198 €
100 €39 mesi873 €3.873 €
150 €24 mesi521 €3.521 €
250 €14 mesi295 €3.295 €

Alla rata minima da 50 euro, 3.000 euro di spesa ne costano 6.198: più del doppio, su dieci anni. Il primo mese la rata copre 40,52 euro di interessi e appena 9,48 euro di capitale. Raddoppiare la rata a 100 euro non dimezza il tempo, lo taglia di due terzi, e fa risparmiare 2.325 euro. È il motivo per cui la Banca d'Italia dedica al credito revolving una pagina di avvertenze: rata piccola non significa debito piccolo, significa debito lungo.

Se ne hai una attiva con un saldo che gira da mesi, quella è la priorità numero uno del tuo piano finanziario. Prima del fondo di emergenza completo, prima di qualsiasi investimento. Per vedere quanto ti costa davvero e in che ordine conviene aggredirla, censisci i tuoi debiti nel check-up finanziario.

Estinguere o investire: il rendimento garantito

C'è una regola che vale tutta la pagina: estinguere un debito equivale a un investimento garantito con rendimento pari al suo TAEG. Ogni 1.000 euro di revolving al 16,21% che chiudi ti fanno risparmiare 162 euro di interessi all'anno, certi, senza rischio. Nessun investimento onesto offre il 16% garantito, e per questo i debiti cari vincono sempre il confronto.

Il confronto si fa così. Metti in fila il TAEG del debito e il rendimento netto che puoi ottenere da un investimento con rischio comparabile, cioè basso: un conto deposito o un titolo di Stato rendono il 2-3% netto. Se il TAEG è più alto, estingui. Se è più basso, il debito può aspettare. Con un prestito all'11% la risposta è già scritta.

Una sola accortezza prima di buttare tutto sull'estinzione: tieni da parte il primo mattone del fondo di emergenza, circa 1.000 euro. Senza quello, il primo imprevisto ti rispedisce a indebitarti proprio mentre stai uscendo dal debito. Il fondo pieno invece viene dopo: prima si chiudono i debiti a doppia cifra, poi si completa la riserva. I traguardi intermedi sono nella pill sul fondo di emergenza.

Il mutuo è un caso a parte

Per i debiti cari la regola è una sola: estinguerli il prima possibile. Il mutuo fa eccezione, per due ragioni:

  1. 4,21% di media: è il debito meno costoso in circolazione, in fondo alla scala che hai visto sopra.
  2. Finanzia un bene che resta: la casa è tua e vale, mentre un prestito al consumo paga una spesa già consumata.

Da qui l'idea diffusa che il mutuo si tenga e basta. È vera per lo stock, molto meno per i mutui nuovi, e la differenza sta tutta nel tasso.

Se hai acceso il mutuo tra il 2015 e il 2022 sei probabilmente sotto il 2%. Estinguere in anticipo renderebbe quel 2% garantito, meno di quanto paga oggi un conto deposito: quasi mai conviene. Se invece lo accendi adesso al 4,21%, estinguere rende il 4,21% garantito ed esentasse, e il confronto con un BTP a pari scadenza si apre davvero. Prima del mutuo, comunque, vengono il fondo di emergenza e i debiti più cari.

Un dettaglio che rende la scelta reversibile: sui mutui prima casa stipulati dopo il 2 febbraio 2007 l'estinzione anticipata è senza penale (decreto Bersani). Puoi cambiare idea in qualsiasi momento senza pagare nulla.

Il check-up finanziario fa esattamente questo confronto con i tuoi numeri: censisce i debiti col loro tasso, li mette in ordine di priorità e ti aiuta a capire se il primo passo è estinguere, accantonare o investire.

Fonti e Approfondimenti

Un TAEG del 20% è legale?

Su una carta revolving sì: il tasso soglia dell'usura si calcola dal tasso medio di mercato (TEGM) aumentato di un quarto più 4 punti, e per le revolving oggi supera il 24%. Legale però non significa sostenibile: un debito al 20% raddoppia il costo di quello che hai comprato in pochi anni, e chiuderlo resta la priorità assoluta.

Conviene estinguere un prestito in anticipo?

Quasi sempre sì, se il TAEG è a doppia cifra: il risparmio sugli interessi futuri è un rendimento garantito che nessun investimento sicuro può eguagliare. Il rimborso anticipato è un diritto per legge. Sul credito al consumo l'indennizzo è al massimo l'1% del capitale restituito, che scende allo 0,5% se al contratto manca meno di un anno e non è dovuto affatto sotto i 10.000 euro rimborsati; sui mutui prima casa stipulati dopo il 2007 è zero. Prima di farlo, tieni da parte un piccolo cuscinetto per gli imprevisti.

La rata minima della revolving è un vantaggio?

È il contrario: è il meccanismo che rende la revolving il debito più caro. La rata minima copre soprattutto gli interessi, così il capitale scende lentissimo e il debito si trascina per anni. Se puoi, paga ogni mese molto più del minimo o chiudi il saldo in un'unica soluzione: ogni mese in meno di revolving è denaro risparmiato al 16%.

Meglio estinguere il mutuo o investire?

Dipende dal tasso del tuo mutuo e da cosa faresti con quei soldi. La regola del confronto vale anche qui: estinguere rende quanto il tasso del mutuo, garantito e senza imposte; l'alternativa va confrontata al netto di tasse e rischi. Con un mutuo al 2% conviene raramente, perché un conto deposito rende di più. Al 4,21%, la media dei mutui fissi di oggi, il confronto è aperto. E prima di ogni extra sul mutuo vengono comunque fondo di emergenza e debiti più cari.

Il TAEG è il TAN più le spese?

No, e questo è l'errore più comune sul tema: il TAEG non si somma, si ricalcola. Le spese entrano come importi in euro e vengono spalmate sulle rate, quindi lo stesso pacchetto di costi produce TAEG diversi a seconda della durata. Un prestito da 10.000 euro con TAN al 7%, 700 euro di spese iniziali e 3 euro per rata ha un TAEG del 12,09% su 48 rate e del 16,02% su 24. Per questo due offerte si confrontano sul TAEG solo a parità di durata.

Quanto costa davvero pagare la rata minima della revolving?

Su un saldo di 3.000 euro al 16,21%, versando 50 euro al mese servono 124 mesi per chiudere e si pagano 3.198 euro di interessi: il debito restituito è 6.198 euro, più del doppio della spesa. Il primo mese di quei 50 euro solo 9,48 vanno a capitale, gli altri 40,52 sono interessi. Portando la rata a 100 euro si chiude in 39 mesi e si risparmiano 2.325 euro.

Glossario

TAEG

Tasso annuo effettivo globale: il costo totale del debito espresso in percentuale annua, comprensivo di interessi, spese e assicurazioni obbligatorie. È il numero da usare per confrontare due finanziamenti, e per legge deve comparire su pubblicità e contratti.

TAN

Tasso annuo nominale: i soli interessi, senza spese di istruttoria, incasso rata e costi accessori. È il numero grande delle pubblicità, e da solo non dice quanto costa davvero il debito.

TEGM

Tasso effettivo globale medio: la media dei tassi praticati dal mercato per ogni categoria di credito, rilevata ogni trimestre dalla Banca d'Italia. Serve anche a calcolare il tasso soglia oltre il quale scatta l'usura.

Tasso soglia (usura)

Il limite legale del costo del denaro: TEGM aumentato di un quarto più 4 punti percentuali. Sotto la soglia il tasso è legale; conveniente è un'altra questione.

Carta revolving

Carta di credito che rateizza automaticamente le spese con una rata minima mensile. La rata bassa copre soprattutto gli interessi, tra i più alti del mercato: il debito scende piano e costa caro. Da non confondere con la carta di credito a saldo, che addebita tutto il mese dopo senza interessi.

Rata minima

L'importo minimo mensile richiesto dalla revolving. Sembra un sollievo, è il meccanismo della trappola: copre quasi solo interessi, così il capitale resta lì per anni.

Estinzione anticipata

Il rimborso di un debito prima della scadenza. È un diritto per legge, con indennizzo massimo dell'1% del capitale restituito; zero sui mutui prima casa stipulati dopo il 2 febbraio 2007 (decreto Bersani).

Cessione del quinto

Prestito rimborsato con una trattenuta fino a un quinto dello stipendio o della pensione. Comodo da ottenere, ma coi tassi medi tra i più alti dopo le revolving: da confrontare sempre sul TAEG.