Percorso I 4 compiti dei soldi · tappa 5 di 10
Debiti buoni e debiti cattivi: leggi il costo reale di quello che devi restituire
Un mutuo e una carta revolving sono entrambi debiti, ma tra loro corre la stessa differenza che passa tra un affitto e un incendio: il primo costa intorno al 4% l'anno, la seconda supera il 16%. Prima ancora di parlare di risparmi e investimenti, il metodo dei 4 compiti dei soldi chiede una cosa: sapere quanto costano davvero i tuoi debiti, perché quelli cari vengono prima di tutto il resto.
Questa tappa attraversa i numeri che servono per deciderlo: la differenza tra TAN e TAEG, la scala reale dei tassi in Italia e la regola per capire quando estinguere conviene più che investire. La cornice del metodo è nella pill come organizzare i soldi.
Debito buono, debito cattivo: la differenza è aritmetica
Non c'è nulla di morale nella distinzione. Un debito è buono o cattivo per due ragioni misurabili:
- Cosa lascia dietro di sé. Il mutuo finanzia una casa che resta tua; un prestito per il master finanzia una competenza che aumenta il reddito. La revolving usata per le spese di ogni mese non lascia niente, solo interessi pagati.
- Quanto costa all'anno. È il numero che decide tutto, e si chiama TAEG. Sotto il 4-5% un debito può convivere con un buon piano finanziario; a doppia cifra lo divora.
TAN e TAEG: perché guardi il numero sbagliato
Le pubblicità mettono in grande il TAN, il tasso di interesse puro. Ma il TAN non include le spese di istruttoria, l'incasso rata, le assicurazioni obbligatorie, i costi accessori. Il numero che li include tutti per legge è il TAEG, il tasso annuo effettivo globale: è l'unico che rappresenta il costo vero del debito, ed è l'unico da usare per confrontare due offerte.
Il TAEG deve comparire per legge su pubblicità e contratti. Se fatichi a trovarlo, è già un'informazione.
La scala dei tassi: dal mutuo alla revolving
Ogni tre mesi la Banca d'Italia rileva i tassi effettivi medi (TEGM) praticati per ogni tipo di credito, e il MEF li pubblica per decreto. Questa è la scala reale del costo del denaro in Italia nel 2026:
La scala dice anche un'altra cosa: esiste un limite legale. Il tasso soglia dell'usura si calcola dal TEGM (aumentato di un quarto più 4 punti): per le revolving oggi è oltre il 24%. Tutto quello che sta sotto è legale, ma legale non vuol dire conveniente.
Carte revolving: il debito più caro che puoi firmare
La revolving è una carta che rateizza automaticamente quello che spendi, con una rata minima mensile che sembra un vantaggio: "restituisci quando vuoi, anche solo 50 euro al mese". Il meccanismo è proprio il problema: la rata minima copre in gran parte gli interessi, il capitale scende piano, il debito si allunga e gli interessi al 16% si accumulano per anni. È il motivo per cui la Banca d'Italia dedica al credito revolving una pagina di avvertenze: rata piccola non significa debito piccolo, significa debito lungo.
Se ne hai una attiva con un saldo che gira da mesi, quella è la priorità numero uno del tuo piano finanziario. Prima del fondo di emergenza completo, prima di qualsiasi investimento.
Estinguere o investire: il rendimento garantito
Qui sta la regola più utile dell'intera tappa: estinguere un debito equivale a un investimento garantito con rendimento pari al suo TAEG. Ogni 1.000 euro di revolving al 16% che chiudi ti fanno risparmiare 160 euro di interessi all'anno, certi, senza alcun rischio. Nessun investimento onesto offre il 16% garantito: per questo i debiti cari vincono sempre il confronto.
Il confronto si fa così: metti in fila il TAEG del debito e il rendimento netto che puoi realisticamente ottenere da un investimento con rischio comparabile (cioè basso: un deposito o un titolo di Stato rendono il 2-3% netto). Se il TAEG è più alto, estingui; se è più basso, il debito può aspettare. Con un prestito all'11% la risposta è ovvia. L'unica accortezza: prima di buttare tutto sull'estinzione, costruisci il primo mattone del fondo di emergenza, circa 1.000 euro. Senza quello, il primo imprevisto ti rispedisce a indebitarti proprio mentre stai uscendo dal debito. Il fondo pieno invece può aspettare: prima si chiudono i debiti con interessi a doppia cifra, poi si completa la riserva. I traguardi del fondo sono spiegati nella pill sul fondo di emergenza.
Il mutuo è un caso a parte
Per i debiti cari la regola è una sola: estinguerli il prima possibile. Il mutuo fa eccezione, per tre ragioni:
- È il debito meno costoso che esista: sta in fondo alla scala dei tassi che hai visto sopra.
- Finanzia un bene che resta: la casa è tua e vale, non è una spesa già consumata.
- Tenerlo non è una trappola: sui mutui prima casa stipulati dopo il 2 febbraio 2007 l'estinzione anticipata è senza penale (decreto Bersani), quindi puoi cambiare idea in qualsiasi momento.
Per questo il mutuo è l'unico debito che spesso conviene semplicemente tenere, continuando a pagare le rate. Se ti avanza margine, la domanda "lo uso per estinguere il mutuo in anticipo?" si risponde col solito confronto: estinguere rende quanto il tasso del mutuo, garantito. Con un mutuo al 2% quasi mai conviene, perché quei soldi fanno di più altrove, a partire dal fondo di emergenza. Al 4-5% il confronto diventa interessante. In ogni caso, prima vengono il fondo e gli eventuali debiti più cari.
Il check-up finanziario fa esattamente questo confronto con i tuoi numeri: censisce i debiti col loro tasso, li mette in ordine di priorità e ti aiuta a capire se il primo passo è estinguere, accantonare o investire.
Fonti e Approfondimenti
- Decreto tassi soglia usura, luglio-settembre 2026 - MEF
- Tassi effettivi globali medi (TEGM) - Banca d'Italia
- Il credito revolving - Banca d'Italia, Economia per tutti
- TAEG - Banca d'Italia, Economia per tutti (glossario)
- Decreto Bersani bis: estinzione anticipata senza penale - Consiglio Nazionale del Notariato