Percorso I 4 compiti dei soldi · tappa 5 di 10

Debiti buoni e debiti cattivi: leggi il costo reale di quello che devi restituire

Un mutuo e una carta revolving sono entrambi debiti, ma tra loro corre la stessa differenza che passa tra un affitto e un incendio: il primo costa intorno al 4% l'anno, la seconda supera il 16%. Prima ancora di parlare di risparmi e investimenti, il metodo dei 4 compiti dei soldi chiede una cosa: sapere quanto costano davvero i tuoi debiti, perché quelli cari vengono prima di tutto il resto.

Questa tappa attraversa i numeri che servono per deciderlo: la differenza tra TAN e TAEG, la scala reale dei tassi in Italia e la regola per capire quando estinguere conviene più che investire. La cornice del metodo è nella pill come organizzare i soldi.

Debito buono, debito cattivo: la differenza è aritmetica

Non c'è nulla di morale nella distinzione. Un debito è buono o cattivo per due ragioni misurabili:

TAN e TAEG: perché guardi il numero sbagliato

Le pubblicità mettono in grande il TAN, il tasso di interesse puro. Ma il TAN non include le spese di istruttoria, l'incasso rata, le assicurazioni obbligatorie, i costi accessori. Il numero che li include tutti per legge è il TAEG, il tasso annuo effettivo globale: è l'unico che rappresenta il costo vero del debito, ed è l'unico da usare per confrontare due offerte.

TAEG 11,5% quello che paghi davvero

TAN 7%
+1,5%
+1%
+2%

TAN 7% quello in vetrina

spese di istruttoria incasso rata e gestione assicurazioni obbligatorie
Lo stesso prestito: la pubblicità mostra la parte blu, il contratto le somma tutte. I numeri sono un esempio: la distanza tra TAN e TAEG dipende da quante spese si nascondono nelle clausole.

Il TAEG deve comparire per legge su pubblicità e contratti. Se fatichi a trovarlo, è già un'informazione.

La scala dei tassi: dal mutuo alla revolving

Ogni tre mesi la Banca d'Italia rileva i tassi effettivi medi (TEGM) praticati per ogni tipo di credito, e il MEF li pubblica per decreto. Questa è la scala reale del costo del denaro in Italia nel 2026:

Mutuo a tasso fisso
4,21%
Credito finalizzato
10,97%
Prestito personale
11,68%
Cessione del quinto
13,87%
Carte revolving
16,21%
Tassi effettivi globali medi (TEGM) rilevati dalla Banca d'Italia, primo trimestre 2026. Una revolving costa quasi 4 volte un mutuo.

La scala dice anche un'altra cosa: esiste un limite legale. Il tasso soglia dell'usura si calcola dal TEGM (aumentato di un quarto più 4 punti): per le revolving oggi è oltre il 24%. Tutto quello che sta sotto è legale, ma legale non vuol dire conveniente.

Carte revolving: il debito più caro che puoi firmare

La revolving è una carta che rateizza automaticamente quello che spendi, con una rata minima mensile che sembra un vantaggio: "restituisci quando vuoi, anche solo 50 euro al mese". Il meccanismo è proprio il problema: la rata minima copre in gran parte gli interessi, il capitale scende piano, il debito si allunga e gli interessi al 16% si accumulano per anni. È il motivo per cui la Banca d'Italia dedica al credito revolving una pagina di avvertenze: rata piccola non significa debito piccolo, significa debito lungo.

Se ne hai una attiva con un saldo che gira da mesi, quella è la priorità numero uno del tuo piano finanziario. Prima del fondo di emergenza completo, prima di qualsiasi investimento.

Estinguere o investire: il rendimento garantito

Qui sta la regola più utile dell'intera tappa: estinguere un debito equivale a un investimento garantito con rendimento pari al suo TAEG. Ogni 1.000 euro di revolving al 16% che chiudi ti fanno risparmiare 160 euro di interessi all'anno, certi, senza alcun rischio. Nessun investimento onesto offre il 16% garantito: per questo i debiti cari vincono sempre il confronto.

Il confronto si fa così: metti in fila il TAEG del debito e il rendimento netto che puoi realisticamente ottenere da un investimento con rischio comparabile (cioè basso: un deposito o un titolo di Stato rendono il 2-3% netto). Se il TAEG è più alto, estingui; se è più basso, il debito può aspettare. Con un prestito all'11% la risposta è ovvia. L'unica accortezza: prima di buttare tutto sull'estinzione, costruisci il primo mattone del fondo di emergenza, circa 1.000 euro. Senza quello, il primo imprevisto ti rispedisce a indebitarti proprio mentre stai uscendo dal debito. Il fondo pieno invece può aspettare: prima si chiudono i debiti con interessi a doppia cifra, poi si completa la riserva. I traguardi del fondo sono spiegati nella pill sul fondo di emergenza.

Il mutuo è un caso a parte

Per i debiti cari la regola è una sola: estinguerli il prima possibile. Il mutuo fa eccezione, per tre ragioni:

  1. È il debito meno costoso che esista: sta in fondo alla scala dei tassi che hai visto sopra.
  2. Finanzia un bene che resta: la casa è tua e vale, non è una spesa già consumata.
  3. Tenerlo non è una trappola: sui mutui prima casa stipulati dopo il 2 febbraio 2007 l'estinzione anticipata è senza penale (decreto Bersani), quindi puoi cambiare idea in qualsiasi momento.

Per questo il mutuo è l'unico debito che spesso conviene semplicemente tenere, continuando a pagare le rate. Se ti avanza margine, la domanda "lo uso per estinguere il mutuo in anticipo?" si risponde col solito confronto: estinguere rende quanto il tasso del mutuo, garantito. Con un mutuo al 2% quasi mai conviene, perché quei soldi fanno di più altrove, a partire dal fondo di emergenza. Al 4-5% il confronto diventa interessante. In ogni caso, prima vengono il fondo e gli eventuali debiti più cari.

Il check-up finanziario fa esattamente questo confronto con i tuoi numeri: censisce i debiti col loro tasso, li mette in ordine di priorità e ti aiuta a capire se il primo passo è estinguere, accantonare o investire.

Fonti e Approfondimenti

Un TAEG del 20% è legale?

Su una carta revolving sì: il tasso soglia dell'usura si calcola dal tasso medio di mercato (TEGM) aumentato di un quarto più 4 punti, e per le revolving oggi supera il 24%. Legale però non significa sostenibile: un debito al 20% raddoppia il costo di quello che hai comprato in pochi anni, e chiuderlo resta la priorità assoluta.

Conviene estinguere un prestito in anticipo?

Quasi sempre sì, se il TAEG è a doppia cifra: il risparmio sugli interessi futuri è un rendimento garantito che nessun investimento sicuro può eguagliare. Il rimborso anticipato è un diritto per legge, con un indennizzo massimo dell'1% del capitale restituito (zero sui mutui prima casa post 2007). Prima di farlo, tieni da parte un piccolo cuscinetto per gli imprevisti.

La rata minima della revolving è un vantaggio?

È il contrario: è il meccanismo che rende la revolving il debito più caro. La rata minima copre soprattutto gli interessi, così il capitale scende lentissimo e il debito si trascina per anni. Se puoi, paga ogni mese molto più del minimo o chiudi il saldo in un'unica soluzione: ogni mese in meno di revolving è denaro risparmiato al 16%.

Meglio estinguere il mutuo o investire?

Dipende dal tasso del tuo mutuo e da cosa faresti con quei soldi. La regola del confronto vale anche qui: estinguere rende quanto il tasso del mutuo, garantito; l'alternativa va confrontata al netto di tasse e rischi. Con un mutuo al 2% conviene raramente; al 4-5% il confronto è aperto. E prima di ogni extra sul mutuo vengono comunque fondo di emergenza e debiti più cari.

Glossario

TAEG

Tasso annuo effettivo globale: il costo totale del debito espresso in percentuale annua, comprensivo di interessi, spese e assicurazioni obbligatorie. È il numero da usare per confrontare due finanziamenti, e per legge deve comparire su pubblicità e contratti.

TAN

Tasso annuo nominale: i soli interessi, senza spese di istruttoria, incasso rata e costi accessori. È il numero grande delle pubblicità, e da solo non dice quanto costa davvero il debito.

TEGM

Tasso effettivo globale medio: la media dei tassi praticati dal mercato per ogni categoria di credito, rilevata ogni trimestre dalla Banca d'Italia. Serve anche a calcolare il tasso soglia oltre il quale scatta l'usura.

Tasso soglia (usura)

Il limite legale del costo del denaro: TEGM aumentato di un quarto più 4 punti percentuali. Sotto la soglia il tasso è legale; conveniente è un'altra questione.

Carta revolving

Carta di credito che rateizza automaticamente le spese con una rata minima mensile. La rata bassa copre soprattutto gli interessi, tra i più alti del mercato: il debito scende piano e costa caro. Da non confondere con la carta di credito a saldo, che addebita tutto il mese dopo senza interessi.

Rata minima

L'importo minimo mensile richiesto dalla revolving. Sembra un sollievo, è il meccanismo della trappola: copre quasi solo interessi, così il capitale resta lì per anni.

Estinzione anticipata

Il rimborso di un debito prima della scadenza. È un diritto per legge, con indennizzo massimo dell'1% del capitale restituito; zero sui mutui prima casa stipulati dopo il 2 febbraio 2007 (decreto Bersani).

Cessione del quinto

Prestito rimborsato con una trattenuta fino a un quinto dello stipendio o della pensione. Comodo da ottenere, ma coi tassi medi tra i più alti dopo le revolving: da confrontare sempre sul TAEG.