Percorso I 4 compiti dei soldi · tappa 5 di 10
Debiti buoni e debiti cattivi: leggi il costo reale di quello che devi restituire
Un mutuo e una carta revolving sono entrambi debiti, ma tra loro corre la stessa differenza che passa tra un affitto e un incendio: il primo costa intorno al 4% l'anno, la seconda supera il 16%. Prima ancora di parlare di risparmi e investimenti, il metodo dei 4 compiti dei soldi chiede una cosa: sapere quanto costano davvero i tuoi debiti, perché quelli cari vengono prima di tutto il resto.
La cornice del metodo è nella pill come organizzare i soldi.
Debito buono, debito cattivo: la differenza è aritmetica
Non c'è nulla di morale nella distinzione. Un debito è buono o cattivo per due ragioni misurabili:
- Cosa lascia dietro di sé. Il mutuo finanzia una casa che resta tua; un prestito per il master finanzia una competenza che aumenta il reddito. La revolving usata per le spese di ogni mese non lascia niente, solo interessi pagati.
- Quanto costa all'anno. È il numero che decide tutto, e si chiama TAEG. Sotto il 4-5% un debito può convivere con un buon piano finanziario; a doppia cifra lo divora.
TAN e TAEG: perché guardi il numero sbagliato
Le pubblicità mettono in grande il TAN, il tasso di interesse puro. Ma il TAN non include le spese di istruttoria, l'incasso rata, le assicurazioni obbligatorie, i costi accessori. Il numero che li include tutti per legge è il TAEG, il tasso annuo effettivo globale: è l'unico che dice quanto costa davvero il debito, e l'unico da usare per confrontare due offerte.
Qui c'è la trappola che quasi nessuno spiega: il TAEG non è il TAN più le spese in percentuale. Non si somma, si ricalcola. Le spese entrano come importi in euro, e lo stesso pacchetto di costi pesa molto di più su un prestito corto che su uno lungo, perché va spalmato su meno rate.
Guarda cosa succede a un prestito da 10.000 euro con TAN al 7%, 700 euro di spese iniziali (istruttoria e assicurazione) e 3 euro di incasso su ogni rata:
Stesse spese, due durate
Tradotto in rate: su 48 mesi paghi 242,46 euro al mese, su 24 ne paghi 450,73. Il prestito corto costa meno in interessi totali, eppure ha il TAEG più alto. Ecco perché due offerte si confrontano sul TAEG solo a parità di durata.
Il TAEG deve comparire per legge su pubblicità e contratti. Se fatichi a trovarlo, è già un'informazione.
La scala dei tassi: dal mutuo alla revolving
Ogni tre mesi la Banca d'Italia rileva i tassi effettivi medi (TEGM) praticati per ogni tipo di credito, e il MEF li pubblica per decreto. Questa è la scala reale del costo del denaro in Italia nel 2026:
Attenzione a come si leggono. Sono medie di categoria, non listini: il tasso della tua offerta può stare parecchio sopra o sotto. Servono a capire se quello che hai in mano è in linea col mercato, e il tuo numero resta il TAEG scritto nel contratto. Cambiano ogni trimestre, quindi vale la pena controllare l'ultimo decreto prima di firmare.
La scala dice anche un'altra cosa: esiste un limite legale. Il tasso soglia dell'usura si calcola dal TEGM, aumentato di un quarto più 4 punti. Per le revolving supera quindi il 24%. Tutto quello che sta sotto è legale, e legale non vuol dire conveniente.
Carte revolving: il debito più caro che puoi firmare
La revolving è una carta che rateizza automaticamente quello che spendi, con una rata minima mensile che sembra un vantaggio: "restituisci quando vuoi, anche solo 50 euro al mese". Il meccanismo è proprio il problema. La rata minima copre in gran parte gli interessi, il capitale scende piano, il debito si allunga.
Quanto piano, si vede solo facendo il conto. Prendi 3.000 euro di saldo al 16,21%, il tasso medio di categoria, e guarda cosa cambia al variare della rata:
| Rata mensile | Tempo per chiudere | Interessi pagati | Totale restituito |
|---|---|---|---|
| 50 € | 124 mesi (10 anni e 4 mesi) | 3.198 € | 6.198 € |
| 100 € | 39 mesi | 873 € | 3.873 € |
| 150 € | 24 mesi | 521 € | 3.521 € |
| 250 € | 14 mesi | 295 € | 3.295 € |
Alla rata minima da 50 euro, 3.000 euro di spesa ne costano 6.198: più del doppio, su dieci anni. Il primo mese la rata copre 40,52 euro di interessi e appena 9,48 euro di capitale. Raddoppiare la rata a 100 euro non dimezza il tempo, lo taglia di due terzi, e fa risparmiare 2.325 euro. È il motivo per cui la Banca d'Italia dedica al credito revolving una pagina di avvertenze: rata piccola non significa debito piccolo, significa debito lungo.
Se ne hai una attiva con un saldo che gira da mesi, quella è la priorità numero uno del tuo piano finanziario. Prima del fondo di emergenza completo, prima di qualsiasi investimento. Per vedere quanto ti costa davvero e in che ordine conviene aggredirla, censisci i tuoi debiti nel check-up finanziario.
Estinguere o investire: il rendimento garantito
C'è una regola che vale tutta la pagina: estinguere un debito equivale a un investimento garantito con rendimento pari al suo TAEG. Ogni 1.000 euro di revolving al 16,21% che chiudi ti fanno risparmiare 162 euro di interessi all'anno, certi, senza rischio. Nessun investimento onesto offre il 16% garantito, e per questo i debiti cari vincono sempre il confronto.
Il confronto si fa così. Metti in fila il TAEG del debito e il rendimento netto che puoi ottenere da un investimento con rischio comparabile, cioè basso: un conto deposito o un titolo di Stato rendono il 2-3% netto. Se il TAEG è più alto, estingui. Se è più basso, il debito può aspettare. Con un prestito all'11% la risposta è già scritta.
Una sola accortezza prima di buttare tutto sull'estinzione: tieni da parte il primo mattone del fondo di emergenza, circa 1.000 euro. Senza quello, il primo imprevisto ti rispedisce a indebitarti proprio mentre stai uscendo dal debito. Il fondo pieno invece viene dopo: prima si chiudono i debiti a doppia cifra, poi si completa la riserva. I traguardi intermedi sono nella pill sul fondo di emergenza.
Il mutuo è un caso a parte
Per i debiti cari la regola è una sola: estinguerli il prima possibile. Il mutuo fa eccezione, per due ragioni:
- 4,21% di media: è il debito meno costoso in circolazione, in fondo alla scala che hai visto sopra.
- Finanzia un bene che resta: la casa è tua e vale, mentre un prestito al consumo paga una spesa già consumata.
Da qui l'idea diffusa che il mutuo si tenga e basta. È vera per lo stock, molto meno per i mutui nuovi, e la differenza sta tutta nel tasso.
Se hai acceso il mutuo tra il 2015 e il 2022 sei probabilmente sotto il 2%. Estinguere in anticipo renderebbe quel 2% garantito, meno di quanto paga oggi un conto deposito: quasi mai conviene. Se invece lo accendi adesso al 4,21%, estinguere rende il 4,21% garantito ed esentasse, e il confronto con un BTP a pari scadenza si apre davvero. Prima del mutuo, comunque, vengono il fondo di emergenza e i debiti più cari.
Un dettaglio che rende la scelta reversibile: sui mutui prima casa stipulati dopo il 2 febbraio 2007 l'estinzione anticipata è senza penale (decreto Bersani). Puoi cambiare idea in qualsiasi momento senza pagare nulla.
Il check-up finanziario fa esattamente questo confronto con i tuoi numeri: censisce i debiti col loro tasso, li mette in ordine di priorità e ti aiuta a capire se il primo passo è estinguere, accantonare o investire.
Fonti e Approfondimenti
- Decreto tassi soglia usura, luglio-settembre 2026 - MEF
- Tassi effettivi globali medi (TEGM) - Banca d'Italia
- Il credito revolving - Banca d'Italia, Economia per tutti
- TAEG - Banca d'Italia, Economia per tutti (glossario)
- Decreto Bersani bis: estinzione anticipata senza penale - Consiglio Nazionale del Notariato