Tutti gli esoneri e i bonus per le madri lavoratrici nel 2026
Nel 2026 le madri lavoratrici hanno a disposizione tre strumenti distinti per alleggerire il costo del lavoro: un esonero contributivo al 100% fino a 3.000 euro l'anno, un bonus mensile di 60 euro (il cosiddetto bonus mamme), e un incentivo per i datori di lavoro che assumono madri disoccupate con tre o più figli. Tre misure diverse, con regole diverse, che in alcuni casi possono sovrapporsi. Questa guida ti aiuta a capire quale ti spetta e come farne richiesta.
Esonero contributivo al 100%: fino a 3.000 euro all'anno
L'esonero contributivo per madri lavoratrici, introdotto dalla legge 213/2023 (articolo 1, comma 180), abbatte al 100% la quota di contributi IVS a carico della lavoratrice. Significa che per tutto il 2026 non paghi i contributi previdenziali dalla tua busta paga, fino a un tetto di 3.000 euro annui. E il calcolo pensionistico non ne risente: i contributi figurativi vengono comunque accreditati.
A chi spetta? Alle lavoratrici madri di tre o più figli, con il più piccolo ancora minore di 18 anni, con un contratto a tempo indeterminato (full-time o part-time). Niente da fare per le lavoratrici domestiche, mentre rientrano i contratti di apprendistato e i rapporti di lavoro subordinato con cooperative.
L'importo mensile è di 250 euro, per un massimo di 3.000 euro nell'arco dell'anno. Se il rapporto di lavoro inizia o finisce nel corso del mese, il beneficio viene riproporzionato: 8,06 euro per ogni giorno di fruizione.
C'è un punto da tenere a mente sulla compatibilità. L'esonero è cumulabile con gli sgravi contributivi a carico del datore di lavoro, ma è alternativo all'esonero IVS previsto dall'articolo 1, comma 15 della legge di Bilancio 2024. Se hai già fruito di quest'ultimo, devi restituire quanto conguagliato prima di accedere all'esonero per madri.
La misura scade il 31 dicembre 2026. Al momento nessuna proroga è stata confermata, quindi vale la pena sfruttarla finché c'è.
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Bonus mamme 2026: 60 euro al mese
Il bonus mamme 2026 (articolo 1, comma 207 della legge 199/2025) è una misura ponte. Nasce per coprire il vuoto lasciato dal rinvio del nuovo esonero parziale della legge 207/2024, che era previsto per quest'anno ma è stato rimandato al 1 gennaio 2027. In pratica: 660 euro in una volta sola, a dicembre.
I requisiti si dividono in due binari. Primo binario: madri di due figli, con il più piccolo sotto i 10 anni. In questo caso basta avere un reddito da lavoro annuo non superiore a 40.000 euro e qualsiasi tipo di contratto (determinato, indeterminato, parasubordinato, autonomo). Secondo binario: madri di tre o più figli, con il più piccolo sotto i 18 anni, che non hanno un contratto a tempo indeterminato. Qui valgono i rapporti a tempo determinato, parasubordinati e autonomi. Le lavoratrici domestiche sono escluse in entrambi i casi.
Il bonus ammonta a 60 euro al mese per 11 mensilità (da gennaio a novembre), per un totale di 660 euro. L'importo viene erogato in un'unica soluzione a dicembre 2026. Non rileva ai fini ISEE, quindi non influenza la posizione per altre prestazioni. La domanda si presenta all'INPS.
Un dettaglio che fa la differenza rispetto all'esonero: il bonus mamme si paga una sola volta, perché è legato al reddito complessivo della lavoratrice. L'esonero contributivo, invece, si moltiplica per ogni rapporto di lavoro attivo.
Incentivo per le assunzioni di madri (per i datori di lavoro)
Se sei un datore di lavoro, l'articolo 48 della legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025) ti offre uno sgravio pesante: 100% di esonero contributivo, fino a 8.000 euro l'anno, per le assunzioni di madri con tre o più figli minori di 18 anni che risultano disoccupate da almeno sei mesi.
La durata dell'incentivo dipende dal tipo di contratto: 24 mesi per un'assunzione a tempo indeterminato, 18 mesi per una trasformazione da determinato a indeterminato, 12 mesi per un contratto a tempo determinato. Non vale per i contratti di apprendistato e non è cumulabile con altri esoneri contributivi.
Resta però la compatibilità con la maggiorazione del costo del lavoro in deduzione, prevista dall'articolo 4 del D.Lgs. 216/2023. Un incentivo non da poco per chi cerca di assumere e fidelizzare talenti che il mercato del lavoro tende a trascurare.
Cosa cambia dal 2027
Dal 1 gennaio 2027 entra in vigore il nuovo esonero parziale previsto dalla legge 207/2024 (comma 219). A differenza dell'esonero attuale, che è limitato alle madri con tre o più figli e contratto a tempo indeterminato, il nuovo regime coprirà anche le madri di due figli, includendo sia le lavoratrici dipendenti che le autonome.
I dettagli sugli importi esatti e le modalità di applicazione non sono ancora disponibili: servono un decreto ministeriale apposito. Ma la direzione è chiara: ampliare la platea delle beneficiarie e rendere strutturale quello che oggi è ancora una misura temporanea.
Per chi ha due figli, il 2027 potrebbe portare un beneficio molto più sostanzioso dei 660 euro del bonus mamme. Vale la pena tenere d'occhio i prossimi decreti.
Quale agevolazione ti spetta?
Ricapitoliamo, per profilo:
- Tre o più figli, contratto a tempo indeterminato: esonero contributivo al 100%, fino a 3.000 euro l'anno. Il bonus mamme non spetta in questo caso, perché riservato a chi non ha un contratto indeterminato.
- Due figli, qualsiasi tipo di contratto: bonus mamme da 60 euro al mese (660 euro l'anno), se il reddito da lavoro non supera 40.000 euro.
- Tre o più figli, senza contratto a tempo indeterminato: bonus mamme da 60 euro al mese, stesso tetto reddituale di 40.000 euro.
- Tre o più figli, disoccupata da almeno sei mesi: incentivo per chi ti assume, fino a 8.000 euro l'anno di sgravi contributivi per il datore.
- Dal 2027: nuovo esonero parziale per madri di due o più figli, dipendenti e autonome. Importi e regole da definire con decreto.
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