Percorso I 4 compiti dei soldi · tappa 3 di 10
Il fondo di emergenza: il primo passo di ogni piano finanziario
Con 30.000 euro di RAL il netto è 1.802 euro al mese. Il tuo fondo di emergenza vale quindi 5.406 euro a tre mesi di spese, 10.812 a sei. È il primo numero del piano, e quasi nessuno lo conosce: si ragiona in "mesi di spese" e la regola non si traduce mai in euro.
Questa è la terza tappa del metodo dei 4 compiti dei soldi: la cornice completa è nella pill come organizzare i soldi, e la tappa precedente sulla liquidità del conto spiega cosa viene prima ancora del fondo.
Cos'è il fondo di emergenza (e cosa non è)
Il fondo di emergenza è una somma dedicata agli imprevisti seri: l'auto che si rompe, una spesa medica, un periodo senza lavoro. Quattro caratteristiche lo definiscono:
- È dedicato. Esiste solo per gli imprevisti, e "il risparmio" generico da cui pescare per le vacanze o il telefono nuovo è un'altra cosa.
- È separato. Sta in un posto diverso dal conto che usi ogni giorno, così non si mescola e non si spende per sbaglio.
- È raggiungibile in pochi giorni. Quando serve, serve presto: niente vincoli lunghi, niente strumenti da vendere sperando che sia un buon momento.
- È dimensionato sulle spese, mai sullo stipendio. Chi guadagna 2.500 euro e ne spende 1.400 ha bisogno di un fondo da 4.200 euro, non da 7.500.
Un investimento invece non è, e qui l'errore si fa in tutte e due le direzioni. Tenerlo fermo a zero interessi ne regala un pezzo all'inflazione ogni anno: con 5.000 euro e prezzi al 3% sono 150 euro. Il fondo va parcheggiato dove rende qualcosa senza oscillare, e più avanti trovi dove.
E perché viene prima degli investimenti? Perché senza paracadute il primo imprevisto si paga a credito, e in Italia il credito al consumo costa tra l'11% e il 16% all'anno: sono i tassi medi rilevati dalla Banca d'Italia, che trovi nella pill sui debiti buoni e cattivi. Un fondo che rende il 2% ti risparmia di pagarne il 16. È questo, più della prudenza, il motivo per cui viene prima.
Quanti mesi di spese servono davvero
La regola pratica più diffusa dice da 3 a 6 mesi di spese mensili totali. I 3 mesi non sono un numero a caso: è la soglia con cui l'OCSE misura la resilienza finanziaria delle famiglie. Nella rilevazione OCSE/INFE del 2023, condotta su 39 paesi, solo il 43% degli adulti reggerebbe 3 mesi perdendo l'entrata principale. È la media internazionale, non il dato italiano.
Dentro la forchetta, la tua posizione dipende da quanto è fragile il tuo reddito:
- Verso i 3 mesi: reddito stabile, doppia entrata in casa, nessuno a carico.
- Verso i 6 mesi: contratto a termine, famiglia monoreddito, persone a carico.
- Fino a 9-12 mesi: partita IVA o entrate molto irregolari, dove un anno storto è uno scenario reale.
Oltre i 12 mesi il fondo smette di essere prudenza e diventa eccesso. La sicurezza in più è ormai simbolica, e quei soldi possono lavorare negli altri compiti, dalle spese previste al lungo termine.
Quanto deve essere grande il fondo di emergenza in euro
I "mesi di spese" restano un'astrazione finché non diventano una cifra. La tabella qui sotto parte dalla RAL e ricava il netto mensile con lo stesso motore del calcolatore dello stipendio netto. Scenario: IRPEF 2026, contributi INPS, taglio del cuneo, addizionali di Lombardia e Milano, 13 mensilità. Da lì la forchetta 3-6 mesi diventa euro.
| RAL | Netto al mese | Fondo 3 mesi | Fondo 6 mesi |
|---|---|---|---|
| 22.000 € | 1.440 € | 4.320 € | 8.640 € |
| 25.000 € | 1.582 € | 4.746 € | 9.492 € |
| 30.000 € | 1.802 € | 5.406 € | 10.812 € |
| 35.000 € | 2.003 € | 6.009 € | 12.018 € |
| 45.000 € | 2.310 € | 6.930 € | 13.860 € |
| 60.000 € | 2.889 € | 8.667 € | 17.334 € |
Un avvertimento sulla lettura. La tabella assume spese pari all'intero netto, che è l'ipotesi prudente. Il fondo si dimensiona sulle spese, non sullo stipendio: se ne risparmi il 20%, i tuoi numeri sono l'80% di quelli in colonna. Chi guadagna di più e spende poco ha bisogno di un fondo più piccolo, in euro, di chi guadagna meno e spende tutto.
il primo mattone 3 mesi
la soglia OCSE 3-6 mesi
il fondo pieno
Il traguardo intermedio conta più di quanto sembri, e la ragione è che copre il grosso di quello che succede davvero: una caldaia, una gomma, un dente, la franchigia di un'assicurazione. Gli imprevisti da diecimila euro esistono, ma sono rari; quelli da otto-novecento capitano a tutti. Da lì in poi ogni euro aggiunge sicurezza, nessuno quanto il primo scalino.
Ecco quanto ci vuole a salirlo, e a completare i 3 mesi:
| Accantoni ogni mese | Primi 1.000 € | 3 mesi con spese 1.440 € | 3 mesi con spese 1.802 € |
|---|---|---|---|
| 100 € | 10 mesi | 44 mesi | 55 mesi |
| 150 € | 7 mesi | 29 mesi | 37 mesi |
| 200 € | 5 mesi | 22 mesi | 28 mesi |
| 300 € | 4 mesi | 15 mesi | 19 mesi |
Il primo scalino si sale in meno di un anno in tutti gli scenari. I 3 mesi richiedono da poco più di un anno a quasi cinque, e il fondo pieno a 6 mesi il doppio: è la ragione per cui si procede per traguardi invece di guardare la cima.
Dove tenerlo
La casa del fondo deve fare due cose insieme: restare raggiungibile in pochi giorni e rendere almeno quanto salgono i prezzi. La sicurezza non è un criterio di scelta, perché la garanzia fino a 100.000 euro ce l'hanno tutti gli strumenti in gioco. In pratica:
Deposito libero o svincolabile
Rende, è garantito fino a 100.000 euro ed è liquido in pochi giorni.
La scelta tipica
Conto corrente
Va bene solo se remunerato: a zero interessi l'inflazione lo erode.
Solo se rende
Azioni, ETF, crypto
Oscillano: l'imprevisto non aspetta il recupero dei mercati.
Mai per il fondo
Due dettagli che fanno la differenza:
- Il deposito vincolato non va bene, a meno che non sia svincolabile: se per toccare i soldi devi aspettare la scadenza o perdere tutti gli interessi, non è un fondo di emergenza.
- Meglio non tenerlo sul conto che usi ogni giorno, anche se remunerato: quello che vedi disponibile prima o poi si spende. La separazione è metà del lavoro.
Come costruirlo da zero
Se parti da zero, il fondo pieno può sembrare una montagna: con 1.802 euro di spese, i 3 mesi valgono 5.406 euro. La strategia è non guardare la cima.
- Primo traguardo: 1.000 euro. Copre la maggior parte degli imprevisti reali (gomme, caldaia, dentista) ed è il gradino che cambia di più il rapporto con i soldi. A 150 euro al mese ci arrivi in 7 mesi.
- Bonifico automatico il giorno dopo lo stipendio. Anche 50 o 100 euro: la costanza batte l'importo. Se aspetti di vedere "cosa avanza" a fine mese, non avanza mai.
- Accelera con le entrate irregolari. Tredicesima, rimborsi, regali: finché il fondo non è pieno, hanno un compito naturale.
- Fermati al tuo numero. Quando il fondo è pieno, il bonifico automatico non si spegne: cambia destinazione, verso gli obiettivi e il lungo termine.
Quando usarlo e come ricostruirlo
Il fondo si usa quando una spesa ha tre caratteristiche insieme: è necessaria, è urgente e non l'avevi prevista. La caldaia che si rompe sì; la vacanza o il cambio dell'auto programmato no, perché quelle sono spese con una data e si preparano per tempo nel loro contenitore.
E se ti è toccato usarlo? Bene, ha fatto il suo lavoro. Poi lo ricostruisci con lo stesso metodo con cui l'hai creato. Se lo hai svuotato per 1.500 euro, a 150 euro al mese torni a posto in dieci mesi. Nel frattempo il piano di investimento si mette in pausa: prima torna il paracadute, poi si riparte a salire.
Vuoi sapere quanto dovrebbe essere grande il tuo, con i tuoi numeri? Il check-up finanziario lo calcola dalle tue spese reali e dai tuoi fattori di rischio, ti fa vedere se ce l'hai già senza saperlo e ti aiuta a capire da dove partire per completarlo.
Fonti e Approfondimenti
- Incapacità di far fronte a spese impreviste (ilc_mdes04) - Eurostat
- International Survey of Adult Financial Literacy 2023 - OCSE/INFE
- Emergency savings may hold the key to financial well-being - Vanguard
- Risparmiare e pianificare per gli eventi inattesi - Banca d'Italia, Economia per tutti
- Il conto di deposito - Banca d'Italia, Economia per tutti