NASpI 2026: come funziona, quanto ti spetta e per quanto tempo
Hai perso il lavoro e non sai che fare. La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) è l'indennità di disoccupazione che l'INPS ti riconosce quando perdi il posto per cause che non dipendono da te. Se sei un lavoratore dipendente del settore privato e hai almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni, probabilmente ti spetta qualcosa. Quanto? Dipende dal tuo stipendio. Per quanto? Dipende da quanto hai lavorato. Ecco come funziona la NASpI.
Chi può richiederla
Due requisiti, non tre come si legge spesso in giro:
- Stato di disoccupazione involontaria. Licenziamento, scadenza di un contratto a termine, risoluzione consensuale in sede protetta. Le dimissioni volontarie "semplici" non danno diritto alla NASpI, punto: se stai valutando di andartene, la pill su come dare le dimissioni elenca i due soli casi in cui l'indennità spetta comunque.
- Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l'inizio della disoccupazione (art. 3, comma 1, lettera b del D.Lgs. 22/2015). Non serve che siano continuative. Dal 2025 c'è però un vincolo in più per chi si è dimesso volontariamente e nei 12 mesi successivi viene licenziato da un'altra azienda: in quel caso le 13 settimane devono essere maturate dopo le dimissioni. È il motivo per cui oggi vengono respinte più domande.
Il vecchio requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti è stato abrogato nel 2022: se lo trovi ancora citato, la fonte è vecchia. E non esiste nessun requisito di "due anni di contribuzione": i due anni servono per la durata dell'indennità, non per averne diritto.
Chi è escluso: dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato, operai agricoli a tempo determinato, collaboratori e lavoratori autonomi.
Un caso a parte sono le dimissioni per giusta causa. Se ti dimetti perché il datore non ti paga da mesi, subisci mobbing, molestie o trasferimenti punitivi senza ragione, la legge equipara la tua scelta a una perdita involontaria del lavoro. Stessa cosa se ti dimetti durante il periodo tutelato di maternità o paternità. In questi casi hai diritto alla NASpI come se fossi stato licenziato.
Quanto ti spetta (con i numeri)
Il calcolo parte dalla tua media retributiva mensile degli ultimi 4 anni. L'INPS prende tutte le retribuzioni imponibili (stipendio, tredicesima, straordinari, premi di risultato) e le divide per il numero di settimane contribuite, moltiplicando per 4,33 per ottenere un mensile.
Poi applica una formula a due scaglioni:
- Se la media mensile è sotto i 1.456,72 €: ricevi il 75% della tua retribuzione.
- Se è sopra: ricevi il 75% della soglia (1.092,54 €) più il 25% della differenza.
Il tetto massimo mensile nel 2026 è di 1.584,70 € (Circolare INPS 4/2026, rivalutato ogni anno a gennaio); nelle tabelle qui sotto lo trovi arrotondato a 1.585 €. Dal sesto mese (ottavo se hai più di 55 anni), l'importo scende del 3% al mese in modo progressivo, un meccanismo chiamato décalage.
Quanto si prende di NASpI con 20.000, 28.000 o 35.000 euro di RAL
Queste stime ipotizzano uno stipendio costante negli ultimi 4 anni e 208 settimane di contributi (4 anni pieni). L'importo indicato è il lordo mensile dei primi cinque mesi, prima che parta il décalage.
| RAL annua | Stipendio mensile lordo | NASpI mensile lordo (mesi 1-5) | % sullo stipendio |
|---|---|---|---|
| 20.000 € | 1.667 € | ~1.145 € | 69% |
| 28.000 € | 2.333 € | ~1.312 € | 56% |
| 35.000 € | 2.917 € | ~1.458 € | 50% |
| 45.000 € | 3.750 € | ~1.585 € (tetto) | 42% |
La copertura scende man mano che lo stipendio sale: dal 69% a 20.000 € di RAL al 42% a 45.000 €, dove il tetto taglia. Con 45.000 € di RAL sono 2.165 € lordi in meno ogni mese rispetto a quello che prendevi, e dal sesto mese il décalage toglie un altro 3% al mese.
Per una stima personalizzata puoi usare il calcolatore NASpI, che tiene conto anche del décalage e della tua età.
Sulla NASpI si paga l'IRPEF?
Sì. La NASpI è un reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, quindi è soggetta a IRPEF esattamente come uno stipendio. L'INPS agisce da sostituto d'imposta: trattiene l'imposta alla fonte e ti accredita un importo già netto. Gli importi lordi della tabella qui sopra, quindi, non sono quelli che ti arrivano sul conto.
Una cosa che non paghi: i contributi previdenziali. Sulla NASpI non c'è la trattenuta INPS del 9,19% che vedevi in busta paga, perché i contributi in questo periodo ti vengono accreditati d'ufficio come figurativi. Quindi si passa direttamente dal lordo all'IRPEF.
Quale aliquota si applica
In pratica sempre il 23%, cioè il primo scaglione. Il motivo è aritmetico: anche prendendo la NASpI al tetto massimo per dodici mesi pieni arrivi a 19.016 € lordi l'anno. Resti quindi sotto la soglia dei 28.000 € oltre la quale scatta il secondo scaglione, che dal 2026 è al 33% ed è sceso dal 35%.
L'eccezione è l'anno in cui perdi il lavoro: lì sommi lo stipendio percepito fino al licenziamento e la NASpI dei mesi successivi, e il totale può superare i 28.000 €. È anche l'anno da cui nasce quasi sempre il conguaglio a debito.
Le detrazioni ci sono, ma sono rapportate ai mesi
L'INPS applica d'ufficio la detrazione per redditi assimilati dell'art. 13 del TUIR: 1.955 € l'anno fino a 15.000 € di reddito, poi a scalare. È questa detrazione che abbatte l'imposta, e in molti casi la azzera del tutto.
La detrazione però viene riproporzionata ai mesi in cui percepisci effettivamente l'indennità. Se prendi la NASpI per sette mesi ti spettano sette dodicesimi della detrazione annua, mentre il 23% si applica per intero su tutto quello che incassi. Il risultato è controintuitivo: a parità di importo mensile, meno mesi di NASpI significano una trattenuta più alta ogni mese.
| NASpI lorda mensile | Mesi nell'anno | Detrazione spettante | Trattenuta IRPEF al mese | NASpI netta mensile |
|---|---|---|---|---|
| 900 € | 12 | 1.955 € | ~44 € | ~856 € |
| 1.145 € | 12 | 1.955 € | ~100 € | ~1.045 € |
| 1.312 € | 12 | 3.032 € | ~49 € | ~1.263 € |
| 1.312 € | 7 | 1.140 € (7/12) | ~139 € | ~1.173 € |
| 1.585 € (tetto) | 12 | 2.732 € | ~137 € | ~1.448 € |
| 1.585 € (tetto) | 6 | 978 € (6/12) | ~202 € | ~1.383 € |
Guarda le due righe da 1.585 €: stesso importo lordo mensile, ma chi la percepisce per sei mesi si vede trattenere 202 € al mese contro i 137 € di chi la percepisce per dodici. Non è un errore dell'INPS, è il funzionamento della detrazione rapportata al periodo.
C'è anche un salto poco intuitivo tra le righe da 1.145 € e da 1.312 €: la seconda ha una trattenuta più bassa nonostante l'importo più alto. Dipende dalla struttura della detrazione, che appena superata la soglia dei 15.000 € di reddito annuo passa da 1.955 € a oltre 3.000 €. È una discontinuità che esiste nella legge, non un arrotondamento.
Il calcolatore NASpI applica questa logica anno per anno e ti restituisce direttamente il netto mensile, tenendo conto sia del décalage sia dei mesi di fruizione che ricadono in ciascun anno fiscale.
Le addizionali regionali e comunali
Oltre all'IRPEF, sulla NASpI si pagano anche le addizionali regionale e comunale, che le stime della tabella non includono perché si fermano all'IRPEF. Vengono trattenute a rate e pesano parecchio diversamente a seconda di dove vivi. Sul primo scaglione l'addizionale regionale 2026 va dallo 0,70% del Friuli-Venezia Giulia all'1,73% di Calabria, Campania, Lazio, Molise e Umbria. Su 15.000 € di NASpI incassata in un anno sono circa 155 € di differenza a parità di indennità, prima ancora di contare l'addizionale comunale.
Il conguaglio: la sorpresa dell'anno dopo
Nell'anno in cui perdi il lavoro ricevi due Certificazioni Uniche: una dal datore di lavoro per i mesi lavorati, una dall'INPS per i mesi di NASpI. Ognuno dei due calcola le ritenute solo sulla propria parte, senza sapere cosa ha fatto l'altro. Ciascuno applica le detrazioni che ritiene spettanti, e sommandole si finisce per averne usate più di quelle a cui hai davvero diritto.
Il conto si chiude in dichiarazione dei redditi, dove spesso emerge un conguaglio a debito. Non è un errore e non è evitabile: presentare il 730 l'anno successivo serve proprio a ricalcolare l'imposta sul reddito complessivo e a rimettere le cose a posto. Se hai avuto altre spese detraibili nell'anno, è anche l'occasione in cui il debito può trasformarsi in rimborso.
Per quanto tempo la ricevi
La durata dipende dalle settimane di contribuzione che hai maturato negli ultimi 4 anni. La formula è semplice: settimane contributive diviso 2, con un massimo di 104 settimane (24 mesi).
| Settimane contributive | Anni di lavoro | Mesi di NASpI |
|---|---|---|
| 78 | 1,5 | 39 settimane, circa 9 |
| 104 | 2 | 52 settimane, circa 12 |
| 156 | 3 | 78 settimane, circa 18 |
| 208 | 4 | 104 settimane, 24 (tetto) |
Qui si sbaglia spesso, quindi vale la pena essere espliciti: per arrivare al tetto dei 24 mesi servono 4 anni pieni di contribuzione negli ultimi quattro, non due. Con 2 anni di lavoro la NASpI dura 12 mesi, con 3 anni ne dura 18. Ogni anno di contributi in più vale sei mesi di indennità.
Le settimane già usate per una precedente indennità di disoccupazione non contano: si riparte solo da quelle accumulate dopo l'ultima prestazione fruita.
Come fare domanda
Hai 68 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Dopo, perdi il diritto e non c'è niente da fare.
La domanda si presenta online sul portale INPS (serve SPID, CIE o CNS), tramite il Contact Center INPS, o presso un patronato (gratis). Se la presenti entro 8 giorni dalla cessazione, la NASpI decorre dall'ottavo giorno. Se la presenti dopo, decorre dal giorno successivo alla domanda. Significa che più aspetti, più soldi perdi fin dall'inizio.
Entro 15 giorni dall'inizio della fruizione devi accedere alla piattaforma SIISL (Sistema Informativo Integrato Servizi Lavoro), compilare il Patto di Attivazione Digitale e aggiornare il curriculum. L'INPS ti iscrive d'ufficio, ma tocca a te completare la procedura. Non farlo comporta la sospensione della NASpI.
Cosa succede se trovi un altro lavoro
Dipende dal tipo di lavoro e da quanto guadagni. Tre scenari principali:
Lavoro subordinato a tempo determinato (massimo 6 mesi) con reddito annuo sotto gli 8.500 €. La NASpI si sospende per la durata del contratto, poi riprende da dove aveva lasciato. Se il contratto supera i 6 mesi o se il reddito previsto supera 8.500 € all'anno, la NASpI decade completamente.
Lavoro autonomo o attività in proprio con reddito sotto i 5.500 € annui. La NASpI viene ridotta dell'80% della quota proporzionale del nuovo reddito, ma continua a erogarsi. Sopra i 5.500 €, decadi.
Lavoro occasionale fino a 5.000 € all'anno: pienamente cumulabile, la NASpI non subisce riduzioni.
In tutti i casi devi comunicare il nuovo lavoro all'INPS entro 30 giorni con il modello NASpI-Com. Se non lo fai, la decadenza è retroattiva e devi restituire quanto ricevuto.
Cosa è cambiato di recente
Una precisazione, perché in rete circola il contrario: il periodo di riferimento di quattro anni non è una novità del 2025. È nel D.Lgs. 22/2015 fin dall'origine, sia per le 13 settimane di accesso (art. 3) sia per la retribuzione media (art. 4) sia per la durata (art. 5). Se hai letto che "prima si guardavano due anni", quella regola apparteneva alla vecchia ASpI, superata nel 2015.
Le modifiche vere sono altre tre.
Il vincolo per chi si dimette e poi viene licenziato (dal 2025), quello descritto tra i requisiti: le 13 settimane non si pescano liberamente dai quattro anni precedenti, devono essere maturate dopo le dimissioni.
Le assenze ingiustificate (dal 2025). Oltre 5 giorni consecutivi, salvo termine diverso previsto dal CCNL, valgono come dimissioni tacite. Con le dimissioni tacite la NASpI non spetta.
La NASpI anticipata in due rate (dal 1° gennaio 2026). Se chiedi la liquidazione in unica soluzione per avviare un'attività autonoma, l'importo non arriva più tutto insieme. Arriva il 70% subito, dopo l'accoglimento della domanda, e il 30% al termine del periodo teorico di durata della NASpI, comunque entro 6 mesi dalla domanda di anticipazione. La seconda rata arriva solo se nel frattempo non ti sei rioccupato con un rapporto subordinato e non sei diventato titolare di pensione diretta. Vale per le domande presentate dal 1° gennaio 2026: se stai pianificando l'apertura di una P.IVA sulla NASpI anticipata, quel 30% non è cassa disponibile il primo giorno.