NASpI 2026: come funziona, quanto ti spetta e per quanto tempo
Hai perso il lavoro e non sai che fare. La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) è l'indennità di disoccupazione che l'INPS ti riconosce quando perdi il posto per cause che non dipendono da te. Se sei un lavoratore dipendente del settore privato e hai almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni, probabilmente ti spetta qualcosa. Quanto? Dipende dal tuo stipendio. Per quanto? Dipende da quanto hai lavorato. Ecco come funziona la NASpI.
Chi può richiederla
Tre requisiti, tutti obbligatori:
- Stato di disoccupazione involontaria. Licenziamento, scadenza di un contratto a termine, risoluzione consensuale in sede protetta. Le dimissioni volontarie "semplici" non danno diritto alla NASpI, punto.
- Almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni (prima del 2025 il periodo era di 2 anni).
- Due anni di contribuzione (non necessariamente continuativi) nei 4 anni precedenti la cessazione.
Chi è escluso: dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato, operai agricoli a tempo determinato, collaboratori e lavoratori autonomi.
C'è un caso particolare che pochi conoscono: le dimissioni per giusta causa. Se ti dimetti perché il datore non ti paga da mesi, subisci mobbing, molestie o trasferimenti punitivi senza ragione, la legge equipara la tua scelta a una perdita involontaria del lavoro. Stessa cosa se ti dimetti durante il periodo tutelato di maternità o paternità. In questi casi hai diritto alla NASpI come se fossi stato licenziato.
Attenzione a una novità introdotta nel 2025: se ti sei dimesso volontariamente e poi, entro 12 mesi, vieni licenziato da un'altra azienda, serve un minimo di 13 settimane di nuova contribuzione tra la dimissione e il licenziamento. Sennò niente NASpI. Una regola pensata per evitare salti tra un contratto e l'altro troppo brevi.
Quanto ti spetta (con i numeri)
Il calcolo parte dalla tua media retributiva mensile degli ultimi 4 anni. L'INPS prende tutte le retribuzioni imponibili (stipendio, tredicesima, straordinari, premi di risultato) e le divide per il numero di settimane contribuite, moltiplicando per 4,33 per ottenere un mensile.
Poi applica una formula a due scaglioni:
- Se la media mensile è sotto i 1.436,61 €: ricevi il 75% della tua retribuzione.
- Se è sopra: ricevi il 75% della soglia (1.077,46 €) più il 25% della differenza.
Il tetto massimo mensile nel 2025 è di 1.562,82 € (rivalutato ogni anno a gennaio dall'INPS). Dal sesto mese (ottavo se hai più di 55 anni), l'importo scende del 3% al mese in modo progressivo, un meccanismo chiamato décalage.
E se facciamo due conti?
Queste stime ipotizzano uno stipendio costante negli ultimi 4 anni e 208 settimane di contributi (4 anni pieni). L'importo indicato è lordo mensile, al netto del décalage che entra in gioco dal sesto mese.
| RAL annua | Stipendio mensile lordo | NASpI mensile lordo (mesi 1-5) | % sullo stipendio |
|---|---|---|---|
| 20.000 € | 1.667 € | ~1.135 € | 68% |
| 28.000 € | 2.333 € | ~1.301 € | 56% |
| 35.000 € | 2.917 € | ~1.447 € | 50% |
| 45.000 € | 3.750 € | ~1.563 € (tetto) | 42% |
Come vedi, la NASpI copre in media tra il 40% e il 70% dello stipendio, e per chi guadagna di più l'effetto è progressivamente più penalizzante. Non è pensata per sostituire il reddito, ma per darti un respiro mentre cerchi un altro lavoro.
Per una stima personalizzata puoi usare il calcolatore NASpI, che tiene conto anche del décalage e della tua età.
Per quanto tempo la ricevi
La durata dipende dalle settimane di contribuzione che hai maturato negli ultimi 4 anni. La formula è semplice: settimane contributive diviso 2, con un massimo di 104 settimane (24 mesi).
| Settimane contributive | Anni di lavoro | Mesi di NASpI |
|---|---|---|
| 78 | 1,5 | ~18 |
| 104 | 2 | ~24 |
| 156 | 3 | ~36 (max 24) |
| 208 | 4 | ~48 (max 24) |
In pratica, se hai lavorato almeno 2 anni negli ultimi 4, arrivi alla durata massima di 24 mesi. Se hai contributi più frammentati, la NASpI dura meno. Le settimane già usate per una precedente indennità di disoccupazione non contano: si riparte solo da quelle accumulate dopo l'ultima prestazione fruita.
Come fare domanda
Hai 68 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Dopo, perdi il diritto e non c'è niente da fare.
La domanda si presenta online sul portale INPS (serve SPID, CIE o CNS), tramite il Contact Center INPS, o presso un patronato (gratis). Se la presenti entro 8 giorni dalla cessazione, la NASpI decorre dall'ottavo giorno. Se la presenti dopo, decorre dal giorno successivo alla domanda. Significa che più aspetti, più soldi perdi fin dall'inizio.
Entro 15 giorni dall'inizio della fruizione devi accedere alla piattaforma SIISL (Sistema Informativo Integrato Servizi Lavoro), compilare il Patto di Attivazione Digitale e aggiornare il curriculum. L'INPS ti iscrive d'ufficio, ma tocca a te completare la procedura. Non farlo comporta la sospensione della NASpI.
Cosa succede se trovi un altro lavoro
Dipende dal tipo di lavoro e da quanto guadagni. Tre scenari principali:
Lavoro subordinato a tempo determinato (massimo 6 mesi) con reddito annuo sotto gli 8.500 €. La NASpI si sospende per la durata del contratto, poi riprende da dove aveva lasciato. Se il contratto supera i 6 mesi o se il reddito previsto supera 8.500 € all'anno, la NASpI decade completamente.
Lavoro autonomo o attività in proprio con reddito sotto i 5.500 € annui. La NASpI viene ridotta dell'80% della quota proporzionale del nuovo reddito, ma continua a erogarsi. Sopra i 5.500 €, decadi.
Lavoro occasionale fino a 5.000 € all'anno: pienamente cumulabile, la NASpI non subisce riduzioni.
In tutti i casi devi comunicare il nuovo lavoro all'INPS entro 30 giorni con il modello NASpi-Com. Se non lo fai, la decadenza è retroattiva e devi restituire quanto ricevuto.
Novità 2025-2026
La novità principale riguarda il periodo di riferimento per il calcolo della retribuzione media e della durata. Fino al 2024, l'INPS calcolava la NASpI sugli ultimi 2 anni di contributi. Dal 2025 il periodo è stato allargato a 4 anni.
Cosa cambia in pratica? Più settimane contributive conteggiate significa, in molti casi, una durata più lunga dell'indennità. Facciamo un esempio.
Con una RAL di 28.000 € e 3 anni di lavoro effettivo (156 settimane contributive):
- Prima (riferimento 2 anni): le settimane conteggiate erano 104, quindi 52 settimane di NASpI, circa 12 mesi.
- Ora (riferimento 4 anni): le settimane sono 156, quindi 78 settimane di NASpI, circa 18 mesi.
L'importo mensile non cambia molto se lo stipendio è rimasto costante (la media settimanale è la stessa). Ma la durata complessiva sì, e in modo significativo. Se invece hai avuto aumenti retributivi recenti, l'effetto del periodo allargato a 4 anni potrebbe leggermente ridurre la media (perché include gli anni con lo stipendio più basso). Dipende dalla tua storia lavorativa.
C'è anche il nuovo "firewall" per chi si dimette e poi viene licenziato entro 12 mesi: serve un minimo di 13 settimane di nuova contribuzione, come accennato sopra. E dal 2025, le assenze ingiustificate prolungate (oltre 5 giorni, salvo diversamente dal CCNL) vengono equiparate a dimissioni tacite, con le stesse conseguenze.