Percorso I 4 compiti dei soldi · tappa 2 di 10
Quanta liquidità serve davvero sul conto corrente
Quanti soldi è giusto tenere sul conto corrente? È una delle domande più cercate della finanza personale italiana, e la risposta corta è: molti meno di quelli che probabilmente ci tieni. Il conto corrente è la cassa di casa, non il salvadanaio: serve a pagare la vita di tutti i giorni, e per quel compito bastano uno o due mesi di spese più un margine di sicurezza.
Questa è la seconda tappa del metodo dei 4 compiti dei soldi: se non hai letto come organizzare i soldi, parti da lì. Qui entriamo nel primo contenitore, quello della liquidità.
La regola pratica: uno o due mesi di spese, più un margine
Il conto corrente ha un compito solo: farti pagare affitto o mutuo, bollette, spesa, uscite, senza mai andare in rosso. Per farlo non servono decine di migliaia di euro: serve la cifra che spendi in un mese, moltiplicata per un fattore di sicurezza.
Come calcolare la tua soglia
Il calcolo si fa in due passaggi:
- Somma le tue spese mensili reali. Non a occhio: guarda gli ultimi 3 mesi di estratto conto e fai la media. Se spendi 1.800 euro al mese, quello è il tuo numero di partenza.
- Moltiplica per 1,5 o 2. Con spese da 1.800 euro, la soglia giusta sta tra 2.700 e 3.600 euro. Chi ha entrate irregolari, per esempio chi lavora a partita IVA, sta più vicino al 2; chi ha uno stipendio fisso che arriva puntuale può stare più basso.
Tutto quello che sta stabilmente sopra questa soglia non sta facendo il compito della liquidità: sta solo perdendo valore, come vediamo tra un attimo.
rischio scoperto e stress
paghi tutto senza pensieri
inflazione e bollo al lavoro
Un chiarimento importante: va benissimo che questi soldi non rendano nulla. In Italia i conti correnti che riconoscono interessi sono una rarità, e il compito della liquidità non è rendere: è esserci. Il discorso su rendimento e inflazione riguarda tutto quello che sta oltre la soglia.
Troppi soldi sul conto: il costo invisibile
Tenere 20.000 o 30.000 euro sul conto dà una sensazione di sicurezza. Ma è una sicurezza che si paga, ogni anno, in due modi.
L'inflazione lavora ogni giorno
L'inflazione italiana a metà 2026 viaggia intorno al 3% annuo (dato ISTAT di giugno). Sul conto corrente i tuoi soldi restano numericamente uguali, ma ogni anno ci compri il 3% in meno. Non lo vedi sull'estratto conto, ed è per questo che è il costo più sottovalutato che esista.
10.000 € 5 anni
8.600 € 10 anni
7.400 €
Su 10.000 euro fermi, il 3% sono 300 euro di potere d'acquisto perso il primo anno. In dieci anni l'erosione cumulata supera i 2.500 euro: come se un quarto dei tuoi risparmi fosse evaporato, senza che nessuno te li abbia toccati.
Il bollo e il canone
Sopra i 5.000 euro di giacenza media scatta l'imposta di bollo: 34,20 euro all'anno per le persone fisiche. Non è una cifra drammatica, ma è il segnale che lo Stato stesso considera quella soglia il confine tra "conto operativo" e "deposito di valore". Aggiungi il canone del conto, che secondo l'indagine della Banca d'Italia costa in media 101,10 euro all'anno per i conti tradizionali (30,60 per quelli online), e tenere ferma la liquidità in eccesso diventa un piccolo abbonamento annuale a perdere.
C'è anche un limite di protezione da conoscere: il Fondo Interbancario garantisce i depositi fino a 100.000 euro per depositante per banca. Sotto quella soglia i tuoi soldi sono al sicuro dal fallimento della banca; dall'inflazione, no.
Troppo pochi: il rischio opposto
La soglia funziona anche al contrario. Stare cronicamente sotto un mese di spese significa vivere col conto in apnea: basta una bolletta doppia o un addebito inatteso per finire in rosso. Lo scoperto di conto è tra le forme di credito più care in assoluto, e anche quando non scatta, la tensione di fine mese fa prendere decisioni peggiori su tutto il resto.
Se sei in questa situazione, il primo passo non è investire: è costruire il margine sul conto, anche solo 100 euro alla volta.
Dove va tutto il resto
Il metodo è semplice: definita la soglia della liquidità, ogni euro sopra quella cifra riceve un altro compito. La riserva per gli imprevisti va in un posto separato che rende qualcosa, tipicamente un conto deposito libero o svincolabile. Le spese che hanno già una data si parcheggiano in strumenti sicuri con scadenza coerente. Solo quello che non ti serve per almeno 10 anni può andare sul lungo termine.
L'ordine e le regole di ogni contenitore sono nella pill sul metodo dei 4 compiti. Se invece vuoi i numeri sulla tua situazione specifica, il check-up finanziario calcola la tua soglia di liquidità dai tuoi dati reali e ti mostra quanto ne hai in eccesso, conto per conto.
Quanto tengono gli italiani sul conto
Il confronto con la media nazionale aiuta a capire la scala del fenomeno: secondo le elaborazioni FABI su dati Banca d'Italia, sui conti correnti delle famiglie italiane dormono oltre 1.150 miliardi di euro, circa il 26% di tutta la ricchezza finanziaria del paese. È liquidità che in gran parte non ha un compito: non copre spese del mese, non è una riserva organizzata, semplicemente sta lì. Se una parte dei tuoi risparmi si riconosce in questa descrizione, sai da dove cominciare.
Fonti e Approfondimenti
- Prezzi al consumo, giugno 2026 - ISTAT
- Indagine sul costo dei conti correnti - Banca d'Italia
- Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi - Banca d'Italia, Economia per tutti
- Risparmiare e pianificare per gli eventi inattesi - Banca d'Italia, Economia per tutti
- La liquidità delle famiglie italiane - FABI