Percorso I 4 compiti dei soldi · tappa 2 di 10

Quanta liquidità serve davvero sul conto corrente

Quanti soldi è giusto tenere sul conto corrente? Quasi sempre molti meno di quelli che ci tieni adesso. Il conto è la cassa di casa, non il salvadanaio: paga affitto, bollette e spesa senza mai andare in rosso. Per quel compito bastano uno o due mesi di uscite più un margine. Tutto il resto, fermo lì, ti costa 334 euro l'anno ogni 10.000 tra inflazione e imposta di bollo.

Questa è la seconda tappa del metodo dei 4 compiti dei soldi: se non hai letto come organizzare i soldi, parti da lì. Qui entriamo nel primo contenitore, quello della liquidità.

La regola pratica: uno o due mesi di spese, più un margine

Per fare quel lavoro non servono decine di migliaia di euro: serve la cifra che spendi in un mese, moltiplicata per un fattore di sicurezza.

Come calcolare la tua soglia

Il calcolo si fa in due passaggi:

  1. Somma le tue spese mensili reali. Non a occhio: guarda gli ultimi 3 mesi di estratto conto e fai la media. Se spendi 1.800 euro al mese, quello è il tuo numero di partenza.
  2. Moltiplica per 1,5 o 2. Con spese da 1.800 euro, la soglia giusta sta tra 2.700 e 3.600 euro. Chi ha entrate irregolari, per esempio chi lavora a partita IVA, sta più vicino al 2; chi ha uno stipendio fisso che arriva puntuale può stare più basso.

Tutto quello che sta stabilmente sopra questa soglia non sta facendo il compito della liquidità: sta solo perdendo valore, e più avanti trovi quanto.

La tua soglia partendo dalla RAL

Se non hai ancora la media degli ultimi 3 mesi, si parte dall'altro capo: dallo stipendio. La tabella qui sotto converte la RAL in netto mensile con lo stesso motore del nostro calcolatore dello stipendio netto. Scenario: IRPEF 2026, contributi INPS, taglio del cuneo, addizionali di Lombardia e Milano, 13 mensilità. Dal netto escono la soglia di liquidità e i due traguardi del fondo di emergenza.

RALNetto al meseSoglia sul contoFondo 3 mesiFondo 6 mesi
22.000 €1.440 €2.160 €4.320 €8.640 €
25.000 €1.582 €2.373 €4.746 €9.492 €
30.000 €1.802 €2.703 €5.406 €10.812 €
35.000 €2.003 €3.005 €6.009 €12.018 €
45.000 €2.310 €3.465 €6.930 €13.860 €
60.000 €2.889 €4.334 €8.667 €17.334 €

Le colonne dopo il netto valgono nell'ipotesi peggiore: spese mensili pari all'intero stipendio. Se ogni mese te ne resta il 20%, moltiplica per 0,8. Con 30.000 euro di RAL la soglia scende da 2.703 a 2.162 euro, e il fondo a 6 mesi da 10.812 a 8.650. La tua RAL non è in tabella, o vivi in un'altra regione: calcola il tuo netto mensile esatto e rifai i due passaggi.

Troppo poca
La zona giusta
Troppa
meno di 1 mese di spese 1-2 mesi + margine oltre

rischio scoperto e stress

paghi tutto senza pensieri

inflazione e bollo al lavoro

La liquidità sul conto ha una zona giusta: sotto si rischia lo scoperto, sopra si regala valore all'inflazione.

Va benissimo che questi soldi non rendano nulla: in Italia i conti correnti remunerati sono una rarità, e questa parte deve solo esserci quando paghi. Il discorso su rendimento e inflazione riguarda tutto ciò che sta oltre la soglia.

Esiste un limite ai soldi che puoi tenere sul conto?

Legalmente no: nessuna norma fissa un tetto alla giacenza di un conto corrente, e tenerci 80.000 euro non fa scattare nulla di per sé. Le tre cose che cambiano davvero al crescere del saldo sono altre, e sono tutte prevedibili:

Saldo e giacenza media di ogni rapporto sono comunicati ogni anno all'Agenzia delle Entrate: è una trasmissione ordinaria che riguarda tutti i conti, non un controllo. L'attenzione del fisco si accende sui movimenti che non tornano con i redditi dichiarati, mai sul saldo in sé.

Troppi soldi sul conto: il costo invisibile

Tenere 20.000 o 30.000 euro sul conto dà una sensazione di sicurezza. Ma è una sicurezza che si paga, ogni anno, in due modi.

L'inflazione lavora ogni giorno

L'inflazione italiana viaggia intorno al 3% annuo (ISTAT, prezzi al consumo di giugno 2026). Sul conto corrente i tuoi soldi restano numericamente uguali, ma ogni anno ci compri il 3% in meno. Non compare sull'estratto conto: è il costo che nessuno vede e che nessuno ti addebita.

oggi
10.000 €
5 anni
8.600 €
10 anni
7.400 €
10.000 euro fermi sul conto con inflazione al 3%: dopo 10 anni hanno il potere d'acquisto di circa 7.400 euro di oggi.

Su 10.000 euro fermi, il 3% sono 300 euro di potere d'acquisto perso il primo anno. In dieci anni l'erosione cumulata supera i 2.500 euro: come se un quarto dei tuoi risparmi fosse evaporato, senza che nessuno te li abbia toccati.

Il bollo e il canone

Il bollo da 34,20 euro l'hai già visto: da solo pesa poco, ma segnala dove lo Stato mette il confine tra "conto operativo" e "deposito di valore". Ci si aggiunge il canone, 101,10 euro all'anno in media per i conti tradizionali e 30,60 per quelli online, secondo l'indagine sul costo dei conti correnti pubblicata dalla Banca d'Italia nel 2025.

Messi in fila, i due costi fanno questo:

Giacenza fermaInflazione al 3%BolloCosto annuo
5.000 €150 €0 €150 €
10.000 €300 €34,20 €334,20 €
20.000 €600 €34,20 €634,20 €
30.000 €900 €34,20 €934,20 €
50.000 €1.500 €34,20 €1.534,20 €

Il canone non è in tabella perché lo paghi comunque, anche con il conto quasi vuoto. Il resto sì: è il prezzo annuale di non aver deciso dove tenere quei soldi.

C'è anche un limite di protezione da conoscere: il Fondo Interbancario garantisce i depositi fino a 100.000 euro per depositante per banca. Sotto quella soglia i tuoi soldi sono al sicuro dal fallimento della banca; dall'inflazione, no.

Troppo pochi: il rischio opposto

La soglia funziona anche al contrario. Stare cronicamente sotto un mese di spese significa vivere col conto in apnea: basta una bolletta doppia o un addebito inatteso per finire in rosso. Lo scoperto di conto è tra le forme di credito più care in assoluto, e anche quando non scatta, la tensione di fine mese fa prendere decisioni peggiori su tutto il resto.

Se sei in questa situazione, il margine sul conto viene prima di qualsiasi investimento: bastano 100 euro alla volta, finché non copri un mese di uscite.

Dove va tutto il resto

Il metodo è semplice: definita la soglia della liquidità, ogni euro sopra quella cifra riceve un altro compito. La riserva per gli imprevisti va in un posto separato che rende qualcosa, tipicamente un conto deposito libero o svincolabile. Le spese che hanno già una data si parcheggiano in strumenti sicuri con scadenza coerente. Solo quello che non ti serve per almeno 10 anni può andare sul lungo termine.

L'ordine e le regole di ogni contenitore sono nella pill sul metodo dei 4 compiti. Per i numeri sulla tua situazione, il check-up finanziario calcola la soglia dai tuoi dati e ti mostra l'eccesso conto per conto.

Quanto tengono gli italiani sul conto

Il confronto con la media nazionale dà la scala del fenomeno. Sui conti correnti delle famiglie italiane dormono 1.150 miliardi di euro, circa il 26% della ricchezza finanziaria del paese (elaborazione FABI su dati Banca d'Italia, giugno 2025). È liquidità che in gran parte non ha un compito: non copre spese del mese, non è una riserva organizzata, sta lì.

Fai il conto sul tuo caso. Se sul conto hai 15.000 euro e la tua soglia è 3.600, in eccesso ne restano 11.400. Fermi lì rendono zero e pagano 34,20 euro di bollo. Su un conto deposito al 3% lordo, cioè 2,22% netto dopo l'imposta del 26%, rendono 253,08 euro e pagano 22,80 euro di bollo proporzionale. Fanno 264 euro di differenza in un anno, senza alcun rischio. L'inflazione erode entrambe le somme allo stesso modo e non sposta il confronto: è solo una ragione in più per non lasciarli a zero.

Fonti e Approfondimenti

Quanto perdo se lascio 10.000 euro fermi sul conto per un anno?

Con un'inflazione al 3%, circa 300 euro di potere d'acquisto: a fine anno i tuoi 10.000 euro comprano quello che oggi compri con 9.700. Se la giacenza media supera i 5.000 euro si aggiungono 34,20 euro di imposta di bollo. In dieci anni, alle stesse condizioni, l'erosione cumulata supera i 2.500 euro.

Conviene stare sotto i 5.000 euro di giacenza per non pagare il bollo?

Il bollo da solo non vale acrobazie: sono 34,20 euro all'anno. La domanda giusta è un'altra: se sul conto tieni stabilmente più della tua soglia di liquidità, quei soldi stanno perdendo molto di più per l'inflazione che per il bollo. Sistemata la ripartizione, il bollo spesso sparisce da solo.

Fino a che cifra sono protetti i soldi in banca?

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi garantisce fino a 100.000 euro per depositante per banca, con rimborso entro 7 giorni lavorativi in caso di crisi. Un conto cointestato a due persone è protetto fino a 200.000 euro. Sopra queste cifre conviene distribuire su più banche, oppure usare strumenti come i titoli di Stato che non dipendono dalla garanzia sui depositi.

Non conviene cercare un conto corrente che dia interessi?

Se lo trovi a parità di costi, ben venga, ma i conti correnti remunerati in Italia sono una rarità e gli interessi sono quasi sempre simbolici. La liquidità del mese non ha bisogno di rendere: per i soldi che devono crescere esistono strumenti dedicati, a partire dal conto deposito per la riserva di emergenza.

C'è un limite ai soldi che si possono tenere sul conto corrente?

Nessuna norma fissa un tetto alla giacenza: puoi tenere sul conto la cifra che vuoi. Al crescere del saldo cambiano tre cose: sopra i 5.000 euro di giacenza media scattano 34,20 euro di imposta di bollo, la giacenza entra nel calcolo dell'ISEE insieme al saldo al 31 dicembre, e la garanzia sui depositi copre fino a 100.000 euro per depositante e per banca. Saldo e giacenza media vengono comunicati ogni anno all'Agenzia delle Entrate per tutti i conti: è una trasmissione ordinaria, non un controllo.

Quanto tenere sul conto se guadagno 1.800 euro al mese?

Con 1.800 euro netti al mese la soglia sta tra 2.700 e 3.600 euro, cioè 1,5 o 2 mesi di uscite, se le tue spese assorbono tutto lo stipendio. Se ogni mese te ne resta il 20%, le spese reali sono 1.440 euro e la soglia scende tra 2.160 e 2.880. Il moltiplicatore si sceglie sulla regolarità dell'entrata: 1,5 con uno stipendio fisso, 2 con entrate irregolari o partita IVA.

Glossario

Giacenza media

La media dei saldi giornalieri del conto in un anno. È il valore su cui scatta l'imposta di bollo da 34,20 euro quando supera i 5.000 euro, ed è un buon indicatore di quanta liquidità tieni davvero ferma.

Potere d'acquisto

Quante cose puoi comprare con una somma di denaro. Con l'inflazione i prezzi salgono e la stessa cifra compra meno: 10.000 euro fermi per 10 anni al 3% di inflazione valgono come 7.400 euro di oggi.

FITD

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi: garantisce conti correnti e depositi fino a 100.000 euro per depositante per banca, con rimborso entro 7 giorni lavorativi in caso di crisi dell'istituto.

Inflazione

L'aumento generale dei prezzi nel tempo. Erode il potere d'acquisto dei soldi fermi: con un'inflazione al 3%, 10.000 euro lasciati su un conto a zero interessi tra un anno comprano quanto 9.700 di oggi.

Imposta di bollo

La tassa annuale su conti e strumenti finanziari: 34,20 euro fissi sul conto corrente sopra i 5.000 euro di giacenza media (per le persone fisiche), 0,20% proporzionale su depositi e titoli.

Scoperto di conto

Il "rosso": il saldo che scende sotto zero, con la banca che anticipa i soldi. È una delle forme di credito più care in assoluto: il margine sul conto serve anche a non arrivarci mai.

Conto corrente remunerato

Un conto che riconosce interessi sulla liquidità, come farebbe un deposito. In Italia è una rarità: la maggior parte dei conti non rende nulla, e per la liquidità del mese va bene così.