Regime forfettario 2026: come funziona davvero il conto
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per le partite IVA individuali, introdotto dalla Legge n. 190 del 23 dicembre 2014, riformato dalla L. 208/2015 e portato alla soglia attuale di 85.000 euro dalla L. 197/2022. Paghi un'aliquota fissa del 15% (o 5% per chi inizia una nuova attività) sul reddito imponibile, al posto delle aliquote IRPEF progressive che arrivano al 43%.
Ci sono anche diverse semplificazioni contabili: niente IVA da versare, niente registro IVA, esonero dalla dichiarazione IVA e dalle ritenute d'acconto sui compensi ricevuti. Conviene però a chi ha spese reali basse, per una ragione che si vede solo facendo il conto, ed è il conto che questa pagina ti mette in mano.
Chi può accedere al regime forfettario
Per accedere al regime forfettario nel 2026 devi rispettare tutti questi requisiti contemporaneamente:
1. Limite di ricavi o compensi
I ricavi (per imprese) o compensi (per professionisti) non devono superare 85.000 euro annui. Questo limite è unico per tutte le attività, indipendentemente dal codice ATECO. Se superi questa soglia, esci dal regime agevolato dall'anno successivo (o dall'anno stesso se superi i 100.000 euro).
2. Limite spese per personale
Le spese per lavoratori dipendenti, collaboratori (anche a progetto) e lavoro accessorio non devono superare complessivamente 20.000 euro lordi annui. Questo include anche gli utili erogati agli associati in partecipazione.
Il vecchio limite di 20.000 euro sui beni strumentali non esiste più: lo ha abrogato la Legge n. 145 del 30 dicembre 2018, con effetto dal 1° gennaio 2019. Dal 2019 puoi comprare attrezzatura senza tetto e restare nel regime. Se lo trovi ancora elencato tra i requisiti, la fonte è ferma al 2018.
3. Esclusioni soggettive
NON possono accedere al regime forfettario:
- Soci di società di persone, associazioni professionali e imprese familiari. Per le Srl l'esclusione scatta solo se la controlli e la società svolge attività riconducibili alla tua: essere socio di minoranza di una Srl che fa altro non ti esclude
- Chi esercita attività in maniera coordinata e continuativa verso un ex datore di lavoro con cui ha avuto rapporti nei 2 anni precedenti
- Chi ha percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000 euro nell'anno precedente (la verifica non serve se il rapporto è cessato)
- Non residenti in Italia (salvo residenti UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia)
- Chi si avvale di regimi IVA speciali (agricoltura, editoria, rivendita beni usati, ecc.)
- Chi effettua cessioni esclusive o prevalenti di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi
Come funziona il calcolo delle tasse
Il regime forfettario si basa sul principio di cassa: contano solo i soldi effettivamente entrati e usciti, non le fatture emesse o ricevute. Se emetti una fattura da 5.000 euro a dicembre ma la incassi a gennaio, quei 5.000 euro entrano nel calcolo dell'anno successivo. Stesso discorso per le spese: contano quando le paghi, non quando ricevi la fattura.
Per determinare il reddito su cui pagare le tasse non si sottraggono i costi reali: si applica un coefficiente di redditività ai ricavi incassati, che varia in base al tipo di attività svolta.
La formula
Reddito imponibile = Ricavi x Coefficiente di redditività
Sul reddito imponibile così ottenuto si applica l'aliquota del 15% (o 5% per le nuove attività).
Esempio pratico
Un consulente informatico che ha incassato 50.000 euro nell'anno:
- Coefficiente di redditività per attività professionali: 78%
- Reddito imponibile: 50.000 x 78% = 39.000 euro
- Imposta sostitutiva (15%): 39.000 x 15% = 5.850 euro
Attenzione a fermarsi qui, perché è l'errore più comune. I 5.850 euro sono solo l'imposta: sopra lo stesso reddito imponibile di 39.000 euro vanno i contributi, che in Gestione Separata al 26,07% valgono altri 10.167 euro. Il prelievo totale è 16.017 euro su 50.000 incassati, non 5.850. Per il tuo caso, con il tuo coefficiente e la tua gestione previdenziale, il conto lo fa il calcolatore P.IVA forfettario.
Coefficienti di redditività per codice ATECO
I coefficienti di redditività sono percentuali stabilite dalla legge che rappresentano la quota di ricavi considerata reddito tassabile. Ecco i principali:
| Attività | Codici ATECO | Coefficiente |
|---|---|---|
| Commercio all'ingrosso e al dettaglio | 45, 46.2-46.9, 47.1-47.7, 47.9 | 40% |
| Ristorazione e alloggio | 55, 56 | 40% |
| Industrie alimentari e bevande | 10, 11 | 40% |
| Intermediari del commercio | 46.1 | 62% |
| Commercio ambulante non alimentare | 47.82, 47.89 | 54% |
| Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi | 64-66, 69-75, 85, 86-88 | 78% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 41-43, 68 | 86% |
| Altre attività economiche (manifatturiere, trasporti, servizi vari) | 01-09, 12-39, 49-63, 77-84, 90-99 | 67% |
Il coefficiente più basso (40%) spetta a chi ha costi reali più alti in proporzione ai ricavi, come commercianti e ristoratori. Il più alto (86%) tocca chi ha costi strutturali contenuti, come costruttori e agenti immobiliari.
Attenzione: il limite di 20.000 euro sulle spese per il personale non c'entra con questo calcolo. Il coefficiente di redditività si applica ai ricavi in modo forfettario, indipendentemente da quanto hai speso davvero. Quel limite è un requisito di accesso: se lo superi, non puoi più usare il regime forfettario e devi passare al regime ordinario.
Qui sta il punto che decide la convenienza: il regime ti riconosce i costi che il coefficiente presume, non quelli che hai sostenuto. Con coefficiente 78% il fisco assume che tu spenda il 22% del fatturato, cioè 11.000 euro su 50.000. Se ne spendi 20.000, sui 9.000 di differenza paghi le tasse comunque. Metti i tuoi numeri nel calcolatore P.IVA forfettario e confrontalo con l'ordinario prima di decidere.
Aliquota al 5% per le nuove attività
Chi apre una nuova attività può beneficiare dell'aliquota ridotta al 5% per i primi 5 anni (anno di inizio più i 4 successivi). Ma non basta aprire la partita IVA: devi rispettare queste tre condizioni:
- Non aver esercitato attività artistica, professionale o d'impresa (nemmeno in forma associata o familiare) nei 3 anni precedenti l'inizio della nuova attività. Importante: conta la data effettiva di inizio, non il periodo d'imposta. Se l'attività precedente è cessata il 15 maggio 2023, puoi aprire la nuova il 16 maggio 2026.
- L'attività non deve essere prosecuzione di un lavoro precedente. Se facevi il dipendente o il freelance e apri partita IVA facendo esattamente la stessa cosa per gli stessi clienti, non hai diritto al 5%. L'Agenzia delle Entrate verifica che ci sia un reale carattere di novità.
- Se subentri in un'attività altrui, i ricavi pregressi non devono aver superato gli 85.000 euro.
Trascorsi i 5 anni, l'aliquota passa automaticamente al 15%.
Vantaggi del regime forfettario
I benefici fiscali e amministrativi di chi aderisce sono sei:
- Imposta sostitutiva flat: paghi il 15% (o 5%) sul reddito imponibile invece delle aliquote IRPEF progressive (23%-43%) con relative addizionali regionali e comunali
- Esonero IVA: non addebiti l'IVA in fattura e non la versi allo Stato (salvo eccezioni per operazioni con l'estero)
- Semplificazioni contabili: niente registro IVA, niente liquidazioni IVA trimestrali, niente dichiarazione IVA annuale
- Niente ritenuta d'acconto: i tuoi clienti non ti applicano la ritenuta del 20% sui compensi. Incassi tutto subito.
- Non sei sostituto d'imposta: non devi operare ritenute sui compensi che eroghi
- Riduzione contributi Artigiani e Commercianti: se iscritto alla gestione INPS Artigiani e Commercianti, puoi richiedere una riduzione del 35% dei contributi con dichiarazione telematica entro il 28 febbraio
Contributi previdenziali
Il regime forfettario agevola la tassazione, ma non esonera dai contributi previdenziali. Ecco come funzionano:
Professionisti con cassa di categoria
Se la tua professione ha una cassa previdenziale (commercialisti, avvocati, ingegneri, medici, architetti, ecc.), versi i contributi alla tua cassa secondo le regole ordinarie. Il reddito su cui calcolare i contributi è quello determinato col coefficiente di redditività.
Professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS
Se non hai una cassa di categoria, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS e versi il 26,07% sul reddito imponibile forfettario. Non è un'aliquota ridotta: è la stessa di qualsiasi professionista senza cassa, perché il forfettario agevola le imposte e non i contributi.
Due precisazioni che cambiano il conto. Nella Gestione Separata non esiste un minimale: se in un anno non incassi nulla, non versi nulla, al contrario di artigiani e commercianti. E una riduzione vera esiste, ma dipende da un'altra condizione: se sei anche lavoratore dipendente, quindi già iscritto a un'altra gestione previdenziale obbligatoria, l'aliquota scende al 24%. Il massimale di reddito è 122.295 euro per il 2026, ben sopra la soglia degli 85.000, quindi in forfettario non lo tocchi mai.
Artigiani e commercianti
Versi i contributi alla gestione Artigiani e Commercianti INPS. Come anticipato, puoi richiedere la riduzione del 35% presentando la domanda telematica entro il 28 febbraio di ogni anno.
Obblighi e adempimenti
Nonostante le semplificazioni, restano alcuni obblighi da rispettare:
- Fatturazione elettronica: i forfettari devono emettere fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio (SDI)
- Conservazione documenti: devi conservare fatture emesse, fatture ricevute e bollette doganali, con relativa numerazione
- Certificazione corrispettivi: per chi vende al pubblico, obbligo di scontrino o ricevuta fiscale (ora telematico tramite registratori collegati all'Agenzia delle Entrate)
- Dichiarazione dei redditi: il Modello Redditi PF si invia per via telematica entro il 31 ottobre. Nel 2026 il termine slitta al 2 novembre, perché il 31 ottobre cade di sabato
- Versamento imposte: l'imposta sostitutiva si versa in acconto (entro il 30 novembre, o in due rate a giugno e novembre) e a saldo (entro il 30 giugno dell'anno successivo)
Quando si esce dal regime forfettario
Il regime forfettario cessa di applicarsi in due casi:
- Superamento dei limiti nell'anno precedente: se superi gli 85.000 euro di ricavi o i 20.000 euro di spese per personale, esci dal regime dall'anno successivo
- Superamento della soglia di 100.000 euro: se superi i 100.000 euro di ricavi nell'anno in corso, esci dal regime già nello stesso anno. Le operazioni successive alla soglia sono soggette a IVA e tassazione ordinaria.
Se si verifica una causa di esclusione soggettiva (diventi socio di una Snc, inizi a collaborare prevalentemente con un ex datore), esci dal regime dall'anno successivo.
In ogni caso, puoi sempre rinunciare volontariamente al regime forfettario comunicandolo nella dichiarazione dei redditi. La rinuncia ha effetto dall'anno successivo ed è irrevocabile per 3 anni.
Ti serve aiuto con la partita IVA?
Aprire e gestire una partita IVA in regime forfettario è più semplice rispetto al regime ordinario, ma ci sono comunque scadenze, adempimenti e decisioni da prendere. Se vuoi essere sicuro di non sbagliare e massimizzare i vantaggi fiscali, farti affiancare da un commercialista esperto fa la differenza.
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