Cuneo Fiscale 2025: somma integrativa e detrazione, come funzionano
Dal 2025 l'esonero contributivo del 6-7% sui contributi INPS non c'è più. Al suo posto la Legge di Bilancio (Legge n. 207 del 30 dicembre 2024) ha messo due misure diverse: una somma integrativa per chi guadagna meno di 20.000 euro lordi all'anno e una detrazione IRPEF per chi sta tra 20.000 e 40.000 euro. Ti arrivano in busta paga in automatico, senza che tu debba fare richiesta.
Vediamo come funzionano nel dettaglio.
Somma integrativa: per chi guadagna fino a 20.000 euro
Se il tuo reddito complessivo annuo non supera 20.000 euro (in pratica la RAL meno i contributi INPS a tuo carico: se non hai altri redditi, è la tua RAL meno il 9,19%), ti spetta una somma integrativa calcolata a scaglioni:
- 7,1% se il reddito è fino a 8.500 euro
- 5,3% se il reddito è tra 8.500 e 15.000 euro
- 4,8% se il reddito è tra 15.000 e 20.000 euro
L'importo massimo annuo è 1.200 euro (circa 100 euro al mese). La somma integrativa non concorre a formare il reddito, quindi non viene tassata. Il tuo datore di lavoro la riconosce direttamente in busta paga e la recupera come credito in F24 con il codice tributo 1704.
Niente da fare se hai redditi da collaborazione o assimilati: la misura vale solo per il lavoro dipendente puro.
Detrazione IRPEF: per chi sta tra 20.000 e 40.000 euro
Qui la storia cambia. Se il tuo reddito complessivo supera i 20.000 euro ma non arriva a 40.000, ti spetta una detrazione dall'imposta lorda:
- 1.000 euro all'anno se il reddito è fino a 32.000 euro (circa 83 euro in più al mese)
- Importo decrescente oltre i 32.000, calcolato con la formula: 1.000 × (40.000 - reddito) / 8.000
- Zero oltre 40.000 euro
Non è un bonus in più in busta paga: è una detrazione che riduce le tasse che paghi. Se le tue imposte sono già basse e le detrazioni le azzero, questa ulteriore detrazione potrebbe non produrre un beneficio reale. In quel caso non si perde: l'eccedenza viene recuperata nella dichiarazione dei redditi.
E concretamente, quanto ci guadagni?
Facciamo due conti con tre RAL tipiche. Stime indicative, dipendono dalla tua situazione personale.
RAL 28.000 euro (reddito ~27.500). Rientri nella fascia 20.000-32.000, quindi hai diritto ai 1.000 euro di detrazione annua. In busta paga significa circa 70-80 euro netti in più al mese. Non è poco, ma se prima con l'esonero contributivo 2024 prendevi circa 100 euro in più al mese, il cambio di mano si sente.
RAL 32.000 euro. Sei al limite massimo della detrazione piena. Ti toccano sempre 1.000 euro all'anno, quindi niente cambia rispetto all'esempio sopra. Circa 70-80 euro netti in più al mese.
RAL 38.000 euro (reddito ~37.500). Qui la detrazione comincia a scalare: 1.000 × (40.000 - 37.500) / 8.000 = 312 euro all'anno. Tradotto, meno di 30 euro in più al mese. Praticamente il costo di un paio di aperitivi. Chi guadagna intorno a 38-39.000 euro è quello che ci perde di più rispetto al vecchio esonero.
Per calcoli più precisi il modo migliore è usare il nostro calcolatore, che tiene conto di regione, età e contratto.
E se il mio reddito cambia durante l'anno?
Il datore fa i conti sul reddito che prevede per l'intero anno. A dicembre, con il conguaglio, ricalcola tutto sul reddito effettivo. Se ti spettava meno di quello che hai ricevuto, ti trattiene la differenza. Se ne avevi diritto ma non te l'hanno riconosciuta, ti viene accreditata.
Cosa cambia rispetto all'esonero contributivo 2024
L'esonero tagliava direttamente i contributi INPS a carico del lavoratore (fino al 7% in base alla RAL). Il beneficio era proporzionale al salario: chi guadagnava di più, risparmiava di più. Con le nuove misure, invece, c'è un tetto massimo (1.200 euro per la somma integrativa, 1.000 euro per la detrazione). Per i redditi bassi non cambia molto. Per chi sta tra i 28.000 e i 35.000 euro il taglio è reale, nell'ordine di 20-40 euro al mese in meno rispetto al 2024.