Sì, puoi essere lavoratore dipendente e avere partita IVA in regime forfettario, ma devi rispettare alcuni requisiti.
Requisiti per l'accesso:
- Reddito da lavoro dipendente o pensione non superiore a 35.000€ annui (limite 2026)
- Ricavi da partita IVA entro 85.000€ annui
- Spese per personale/collaboratori entro 20.000€ annui
- Le due attività devono essere distinte e non collegate
Riduzioni contributive disponibili:
Se sei dipendente full-time (32 ore settimanali o più) con reddito sotto 35.000€:
- INPS Gestione Separata: Aliquota ridotta al 24% invece del 26,07% standard
- INPS Artigiani/Commercianti: Esonero totale dalla contribuzione. Non versi nulla a quella gestione, né il minimale né la quota sul reddito
- Casche professionali: Non sono disponibili riduzioni
Le due agevolazioni non funzionano allo stesso modo. La riduzione della Gestione Separata è automatica: basta aver comunicato all'INPS che sei già assicurato come dipendente.
L'esonero Artigiani/Commercianti non è invece uno sconto sui contributi, è l'assenza dell'obbligo di iscrizione. La gestione ti iscrive solo se partecipi al lavoro dell'impresa con carattere di abitualità e prevalenza (art. 1 comma 203 della Legge n. 662 del 23 dicembre 1996). Un contratto da dipendente a tempo pieno occupa gran parte della giornata lavorativa, ed è questo a far cadere la prevalenza dell'attività d'impresa: senza iscrizione non c'è contribuzione, né minimale né quota sul reddito.
Automatico però non è. La non iscrivibilità si dichiara in ComUnica all'apertura della partita IVA, indicando il datore di lavoro presso cui sei assunto, oppure si presenta istanza alla sede INPS competente allegando il contratto full-time. Decide la sede, e decide sul caso concreto: la Cassazione ha escluso presunzioni aprioristiche in un senso o nell'altro e ha messo in capo all'INPS l'onere di provare abitualità e prevalenza (sentenza n. 18331 del 3 settembre 2020). Finché la posizione non è definita i contributi restano dovuti, minimale compreso.
Nel calcolatore spunta la casella solo a esonero ottenuto, altrimenti il netto che leggi è più alto di quello che ti resta davvero.
Esempio: Chiara, grafica freelance con part-time in agenzia
Chiara lavora come grafica freelance con partita IVA in regime forfettario (codice ATECO 74.10.29, coefficiente 78%). Parallelamente è assunta part-time in un'agenzia di comunicazione con RAL di 22.000 € (sotto i 35.000 €). La sua partita IVA fattura 15.000 € nel 2026, con aliquota al 15% (attività oltre i 5 anni).
Senza la riduzione per dipendenti (aliquota INPS standard 26,07%):
- Reddito imponibile: 15.000 € × 78% = 11.700 €
- Contributi INPS Gestione Separata: 11.700 € × 26,07% = 3.050 €
- Imposta sostitutiva: (11.700 € − 3.050 €) × 15% = 1.297 €
- Netto annuo: 15.000 € − 3.050 € − 1.297 € = 10.653 €
Con la riduzione per dipendenti full-time (aliquota INPS ridotta al 24%):
- Reddito imponibile: 15.000 € × 78% = 11.700 €
- Contributi INPS Gestione Separata: 11.700 € × 24% = 2.808 €
- Imposta sostitutiva: (11.700 € − 2.808 €) × 15% = 1.334 €
- Netto annuo: 15.000 € − 2.808 € − 1.334 € = 10.858 €
Grazie alla riduzione, Chiara risparmia 205 € di contributi sulla sua partita IVA, portando il netto da 10.653 € a 10.858 €. La riduzione è automatica se comunichi correttamente il tuo status di dipendente full-time all'INPS.
Attenzione:
- Se il tuo reddito da lavoro dipendente supera 35.000€, non puoi accedere al regime forfettario
- Le riduzioni si applicano solo se sei dipendente full-time (minimo 32 ore settimanali)
- Devi comunicare correttamente entrambe le attività nella dichiarazione dei redditi
Fonti: Agenzia delle Entrate - Requisiti forfettario, INPS - Gestione Separata 2026