Calcolo Tasse e Contributi P.IVA Regime Ordinario 2026

Il regime ordinario è il regime fiscale naturale delle partite IVA: il reddito si calcola sottraendo dai ricavi i costi reali deducibili, poi si applica l'IRPEF progressiva a scaglioni più le addizionali regionale e comunale.

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Senza comune viene applicata un'addizionale comunale media dello 0,80%.

Come funziona il calcolo: dai ricavi al netto

Nel regime ordinario si parte dai ricavi effettivi, si tolgono i costi reali e i contributi, poi si applica l'IRPEF progressiva con le addizionali. Ecco i 4 passaggi.

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Ricavi meno costi

Il reddito parte dai ricavi/compensi al netto IVA meno i costi reali deducibili (materiali, affitto, attrezzature, consulenze). È la differenza principale rispetto al forfettario, che usa invece un coefficiente fisso.

02

Contributi previdenziali

Sul reddito si calcolano i contributi (Gestione Separata 26,07%, Artigiani/Commercianti con minimale, o cassa professionale). I contributi versati sono deducibili e si sottraggono dall'imponibile IRPEF.

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IRPEF e addizionali

Sull'imponibile si applica l'IRPEF progressiva (23% / 33% / 43%), ridotta dalla detrazione da lavoro autonomo, più le addizionali regionale e comunale. Diversamente dal forfettario, qui contano regione e comune di residenza.

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Netto, acconti e saldo

Sottraendo contributi e imposte dai ricavi ottieni il netto. Le imposte però si versano con saldo e acconti: il secondo anno l'esborso è quasi doppio (effetto della doppia imposta), poi si normalizza col conguaglio.

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Cos'è il regime ordinario e in cosa si differenzia dal forfettario?

Il regime ordinario è il regime fiscale naturale delle partite IVA. La differenza sostanziale rispetto al forfettario è nel calcolo del reddito:

  • Nel forfettario il reddito è ricavi × coefficiente di redditività (i costi reali non contano) e si paga un'imposta sostitutiva piatta (5% o 15%).
  • Nell'ordinario il reddito è ricavi − costi effettivi deducibili − contributi e si paga l'IRPEF progressiva (23% / 33% / 43%) più le addizionali regionale e comunale.

Il regime ordinario conviene tipicamente a chi supera gli 85.000 € di ricavi (soglia del forfettario) o a chi ha molti costi deducibili. In ordinario si applica anche l'IVA in fattura, con diritto a detrarre l'IVA sugli acquisti.

Come si calcola il reddito imponibile in regime ordinario?

Il reddito imponibile si ottiene sottraendo dai ricavi (al netto IVA) i costi deducibili e i contributi previdenziali versati.

Esempio:

  • Ricavi: 60.000 € · Costi deducibili: 15.000 € → Reddito 45.000 €
  • Contributi INPS Gestione Separata: 45.000 € × 26,07% = 11.731,50 €
  • Imponibile IRPEF: 45.000 € − 11.731,50 € = 33.268,50 €

Su quest'ultimo importo si calcolano l'IRPEF progressiva, la detrazione da lavoro autonomo e le addizionali.

Come funzionano gli acconti e il saldo delle imposte?

Col metodo storico l'acconto IRPEF è pari al 100% dell'imposta dell'anno, versato in due rate:

  • 40% entro il 30 giugno, insieme al saldo dell'anno precedente
  • 60% entro il 30 novembre

Se l'imposta è sotto 51,65 € non c'è acconto; tra 51,65 € e 257,52 € si versa in un'unica rata a novembre.

Effetto doppia imposta: il secondo anno di attività paghi sia il saldo dell'anno precedente sia l'acconto per l'anno in corso, con un esborso quasi doppio. Dal terzo anno, se il reddito resta stabile, l'acconto già versato viene scomputato dal saldo (conguaglio) e l'esborso si normalizza.

In regime ordinario devo pagare l'IVA e l'IRAP?

L'IVA si applica in fattura (22% ordinaria o aliquote ridotte) ma è neutra per il tuo reddito: la incassi dai clienti e la versi allo Stato, potendo detrarre l'IVA sugli acquisti. Per questo il calcolo del netto usa importi al netto dell'IVA.

L'IRAP, dal 2022, non è più dovuta dalle persone fisiche (professionisti e ditte individuali), quindi non incide sul calcolo.

Quali contributi previdenziali si pagano in regime ordinario?

Dipende dalla tua posizione previdenziale:

  • Liberi professionisti senza cassa: Gestione Separata INPS, 26,07% sul reddito.
  • Artigiani e commercianti: INPS con contributo minimo annuo più aliquota (~24%) sull'eccedenza del minimale.
  • Professionisti iscritti a un ordine: la propria cassa (Inarcassa, ENPAM, Cassa Forense, ecc.).

I contributi si calcolano sul reddito (ricavi − costi) e sono deducibili dal reddito imponibile IRPEF.